La Russia e il piano della rivelazione

L’inizio della conversione al cristianesimo ci ricorda l’identità del popolo russo e la loro missione politico-religiosa nel mondo. La conversione è celebrata ogni anno nelle chiese di Russia. Il Premier Putin, molto legato alla Beata Vergine Maria, ha sempre ribadito che la Nazione ha un profondissimo legale col cristianesimo. Più volte, alla presenza del patriarca Kirill, ha ricordato di come il cristianesimo sia la matrice identitaria della Russia. Anche per quanto riguarda la sua forza e il suo protagonismo storico. La portata politica, militare, sociale e perfino religiosa della Russia ribadisce questo “potere spirituale trasformante”.

Sono da considerare anche i diversi aspetti della bilateralità dei rapporti tra Russia e Santa Sede. Nel 2019, a tal proposito, è stato firmato un memorandum d’intesa su azioni comuni in campo sanitario. L’idea è quella di rafforzare la dimensione internazionale dell’ospedale “Bambino Gesù” OPBG di Roma, come attesta anche il comunicato diffuso dalla Sala Stampa vaticana. L’accordo, si legge nel comunicato, è stato firmato dal ministro della Salute russo, Veronika Skortsova, e da mons. Paolo Borgia, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato vaticana.

In esso si stabilisce un programma di collaborazione tra il “Bambino Gesù” e le strutture sanitarie della Federazione Russa.​ I rapporti quasi idilliaci tra il Pontefice e il Premier russo testimoniano una rinnovata sintonia tra i due stati. Questa porterà a una concezione più “dialogante e multipolare” delle relazioni internazionali ed ecumeniche (articolo sul sito Asianews).

La conversione al cristianesimo – chiosa Putin – è stato “il punto di partenza per l’istituzione e lo sviluppo della compagine statale russa. Una vera nascita spirituale che ha determinato l’identità e l’autocoscienza dei nostri antenati. Ha irrigato la prosperità della cultura e dell’educazione nazionale, favorendo legami multiformi con altri Paesi”. Per tale motivazione siamo portati a parlare di “onda cristianista russa”.

Putin, KGB, Russia, Vergine Maria, cristianizzazione.
Putin, il presidente per mandato divino.

Breve analisi dello scritto “Roma-Fatima-Mosca”

Fatima Roma Mosca è il titolo che don Ennio Innocenti ha deciso di dare ad uno scritto. Parte dalle rivelazioni mariane (Fatima, 1917) riguardanti le responsabilità spirituali e politiche di Santa Romana Chiesa (Roma). Ci esorta, ma sarebbe più giusto dire ci “impone”, una vera e propria rinascita spirituale dettata dall’osservanza dei dettami del Vangelo. Ed anche ad un progressivo avvicinamento al popolo della Russia (Mosca), che tradizionalmente è fortemente devoto alla Vergine Maria.

Ecco, dunque, chiariti i motivi che hanno spinto l’autore a scegliere questo emblematico titolo. Il libro, che consta di 216 pagine divisi in XIV capitoli e giunto alla sua XII edizione. E’ stato pubblicato con la “Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis” nel 2015. Inoltre, ci sono considerazioni geopolitiche (III Appendici) riguardanti la mancata consacrazione della Russia  sulla profezia di Fatima.

Come mai don Ennio ha optato per una nuova revisione e integrazione alla IX edizione uscita nel 1990? Qualche anno fa, poco prima delle sue dimissioni, Benedetto XVI pronunciò queste misteriose parole: la «Chiesa ha il dovere di “rispondere” al messaggio di Fatima» (cfr. testo). Parole, queste, che sicuramente sottintendono qualcosa di più profondo che l’autore ha provato a spiegare con tre ragionamenti plausibili:

1) il primo riguarda la colpevole superficialità di ciascuno di noi, ma ancor più delle gerarchie ecclesiastiche, sul significato della rivelazione di Fatima;

2) il secondo verte sulla chiamata radicale alla conversione, sui pericoli che incombono sulla fede, sulla vita del cristiano e del mondo, ed infine, sulla chiamata radicale alla conversione (di cui la Russia si fa strumento);

3) il nodo rappresentato dalla Russia, che deve essere consacrata alla Vergine su iniziative della Chiesa.

Breve analisi del terzo punto

Il terzo punto (Russia), quindi, è quello che ha messo e-che continua a mettere confusione-tra i pontefici. Vari potefici non hanno mai avuto il coraggio di “dare compimento all’ingiunzione del Cielo riguardo la Russia” (cfr testo). Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI  e lo stesso Francesco.

Lo stesso don Ennio sottolinea come la Santa Sede abbia più volte modificato il contenuto arrivato dal Cielo ai tre pastorelli. In sintesi, l’autore ha provveduto a riaggiornare compiutamente l’edizione. Egli è fermamente convinto che i tempi per una rinnovata armonia religiosa tra Roma e Mosca sono ormai maturi. Questa convinzione è palesata dalla dottrina sociale propugnata sia dal Patriarca di Mosca che da Santa Romana Chiesa. Giovanni Paolo II esortò i vescovi a tener presente e viva la conversione della Russia. nel 1988, infatti, si sarebbero celebrati i mille anni della nascita del cristianesimo russo, che è profondamente influenzato dalla Kabbala giudaica.

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I pastorelli a Fatima all’epoca delle apparizioni.

Le radici cristiane della Russia

Tralasciando l’influenza gnostica, la Russia è sempre stata una realtà con radici profondamente cristiane. Su questo punto si deve insistere se si vuole dar vita ad un cristianesimo rinnovato e rigoglioso. Il ricorso all’espressione “casa comune” fu l’argomento dell’incontro che si tenne in Vaticano tra Giovanni Paolo II e l’allora presidente russo Gorbaciov. Solo le profonde radici cristiane possono condurci ad una perfetta e duratura solidarietà. Nei messaggi della Madonna rivolti ai tre pastorelli erano presenti sia gli errori compiuti dalla Russia nel corso del ‘900. Spicca la pagina buia del comunismo portata alle estreme conseguenze dalla dittatura persecutrice di Stalin. Importante anche la sua stessa conversione testimoniata dalla devozione alla Vergine Maria. Maria è vista come il mezzo imprescindibile per raggiungere la conversione invocata dal Cielo e la conseguente salvezza spirituale.

Sembra che il destino religioso, politico e sociale della Russia sia inscritto nel disegno provvidenziale del Cielo. Ad esempio, c’è da constatare che la fine dell’Unione Sovietica (URSS) è stata scandita da ben precise date mariane. Nel giorno fissato dalla liturgia cattolica per la festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 1991) si raggiunse l’accordo per lo scioglimento definitivo dell’URSS. Invece, il 25 dicembre del 1991, la bandiera rossa venne sostituita da quella tradizionale russa: bianca, blu e rossa a strisce orizzontali. Tali interpretazioni fanno pensare ad un paese che ha vissuto il rapporto con la Madre con una tale religiosità, forza ed entusiasmo. Questo benché abbia accettato la fede solo tardivamente. Fede tale “da sfiorare persino un eccesso di spiritualizzazione, con il rischio di disincantarla nella storia” (cfr testo).

Il nodo cruciale di don Ennio Innocenti

Don Ennio, nel corso della trattazione, si pone anche una domanda cruciale: come mai la strada della conversione passa, oggi, attraverso la Russia di Putin? La risposta è vista in più fattori, tra i quali:

  • la stretta connessione tra l’imperialismo internazionale del denaro e un’economia “finanziarizzata”;
  • la dissoluzione della famiglia eterogena e l’aggressione alle identità religiose dei popoli.

Ebbene, solo la Russia di Putin ha saputo cogliere la negatività di queste sfaccettature dimostrandosi in totale accordo con la dottrina sociale della Chiesa. Dottrina che rifiuta l’ideologia umanitarista tipica della società apostatica occidentale.

Putin ha condotto una dura battaglia nel suo paese contro l’aborto e la normativa sulla diffusione della pornografia. Ha difeso il valore della famiglia, e l’importanza della natalità e dell’istruzione delle generazioni presenti e future. Tutti argomenti di vivo interesse su cui si batte la Chiesa da molti decenni. Questa comunicazione tra Stato e Chiesa, avviene, però, ancora su base ortodossa nonostante la realtà ecclesiale ortodossa sia aperta al dialogo ecumenico interreligioso.

Scrive l’autore: “(…) E’ dogma cattolico che l’umanità redenta è un corpo solo, un corpo mistico in cui ognuno è solidale con tutti gli altri. La Madonna è venuta per insegnarci a vivere questa nostra vocazione con gli stessi sentimenti del suo cuore. Il suo cuore senza macchia, umile, buono e grande” (cfr testo). Il Cielo non aspetterà la redenzione dell’umanità in eterno, perché la dilazione ha un termine. Due sono le strade che si prospettano per il genere umano:

  • o la salvezza (santità), che brilla nel suo cuore immacolato,
  • oppure la “morte secunda”, ossia la dannazione dell’anima e la sua caduta all’inferno.

Questo, in sintesi, è il senso profondo del messaggio di Fatima.

Santa Sede, Roma, Vaticano, papa Francesco, Giovanni Paolo II, Tarcisio Bertone
La Santa Sede e il Terzo segreto di Fatima.

Il rapporto Rivelazione/storia​

Gli argomenti trattati rimandano ad una questione teologica ben precisa, racchiusa nella domanda: «qual è il rapporto che lega Rivelazione e storia?». Ovviamente la controversa e dibattuta questione non può essere affrontata in maniera semplicistica e riduttiva. La Rivelazione è la decisione divina di darsi a conoscere così come Egli è: donare Se Stesso nei misteri della Trinità.

Condizione primaria e necessaria per ricevere il contenuto divino della Rivelazione è accettare per fede i misteri del Dio Uno e Trino. Come è possibile l’intervento divino e, al contempo, salvare l’integrità della storia umana e della sua condizione? Il compito teologico, invece, indaga la struttura dei dati della Rivelazione e parla, quindi, di una Rivelazione avvenuta e accettata per fede.

La filosofia, dunque, si interessa della priorità logica del dato della Rivelazione; viceversa, la teologia, prima accetta i principi e poi, successivamente, li analizza. L’offerta di Dio mentre si mostra si nasconde. Dio fattosi uomo porta la Trinità a mostrarsi in una Parola che la rende pensabile e credibile. Proprio Gesù è stato il garante di questa veridicità attraverso lo svelamento della Trinità in sé stesso.

Solo mediante il Figlio Unigenito l’uomo ha potuto incominciare a comunicare con Dio (immanenza spirituale). L’uomo non solo è soggetto al dinamismo corporeo nella realtà del divenire, ma partecipa dell’eternità. Quando Dio si rivela (Io Sono) l’uomo viene a conoscere che Dio conosce sé stesso, quindi la propria faccia. “Io Sono” è il primo disvelamento del Padre che si specchia, attraverso il Figlio, nell’uomo.

La Rivelazione, fonte del messaggio salvifico

Da questo nome sorge un concetto umano di sé. La Rivelazione, il disvelamento di verità soprannaturali, elegge chi la cerca con cuore puro e sincero. Essa è sapienza esigente ma non esclusiva (rivolta solamente a pochi eletti). E’ Rivelazione dell’Essere partecipato in noi nella sua realtà Uni-Trina. Il Dio-Parola si incarna nell’umanità del Cristo ed entra fisicamente nella storia come Rivelazione. L’Incarnazione rappresenta il vero fulcro di tutta la dottrina cristiana. Su di essa si concentra tutta la forza spirituale del messaggio salvifico. Solo attraverso il mistero dell’Incarnazione possiamo vivere una relazione di amicizia col Padre. Cristo entrando nella storia si è rivelato come icona della relazione.

L’amore misericordioso nasce dalla donazione gratuita del trascendente verso l’imperfetta e misera condizione creaturale. Quest’ultima non deve dimenticare la sua vocazione relazionale: Dio gli ha messo accanto un simile che lo sostiene e lo completa. In tal modo, l’altro è visto come il bene che permette al soggetto di non cadere nell’egoismo. Cristo ha fatto in modo di essere riconosciuto presentandosi con gli stessi lineamenti umani. Gesù vuole essere ricordato per la sua Novella (Vangeli) e per la sua immagine (contemplazione della sua immagine a testimonianza della sua storicità). Solo mediante la presenza della realtà del Crocifisso si può conoscere Dio che ci fa partecipi del suo profondo mistero.

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Maria, madre dell’umanità.

Conclusioni

La Via Crucis, ossia la via dell’umiltà amorosa, ci fa recepire la Verità attraverso un udire-vedere generato dal Trascendente: «Audiens sapiens sapientior erit». Questa è la partecipazione ontologica che ci esorta ad intraprendere il Magistero della Chiesa, ossia un muoversi da Dio per arrivare a Dio. Nella benevolenza dell’Incarnazione del Logos divino è presente il filo logico che unisce Rivelazione e Storia.

Col suo linguaggio storico l’uomo può esprimere verità che trascendono la storia stessa. Dio comunica la logica dell’Incarnazione nel linguaggio umano in modo tale da far conciliare l’universalità della Verità col condizionamento storico culturale. Con la fede lo spirito del credente pensa l’Infinito; ciò genera un amore infinito che è prodotto da Dio stesso. Fino a riprodurre nel nostro spirito la stessa vita divina. Alla luce di queste riflessioni proviamo a rispondere a un dilemma: «la Russia è stata consacrata o no al Cuore Immacolato di Maria?».

E’ la stessa Madonna a risponderci: «Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se esaudiranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà la pace. Altrimenti, essa diffonderà nel mondo i suoi errori, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa.

I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire e molte nazioni saranno annientate. Il mio Cuore Immacolato trionferà e il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un certo periodo di pace.» (leggere l’articolo di Aletheia)

L’effettiva consacrazione della Russia è stata effettuata il 25 marzo 1984 da Giovanni Paolo II. A dirlo fu la stessa suor Lucia. Inoltre il 26 giugno 2000, i cardinali Ratzinger e Bertone, nella rivelazione del Terzo segreto di Fatima, affermarono che la consacrazione era stata pienamente realizzata.

Cardinale Tarcisio Bertone, suor Lucia, Fatima, Terzo segreto, Roma
Tarcisio Bertone e suor Lucia.
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