A cura dell’ On. Sergio Vaccaro
Il riconoscimento dell’Arabia Saudita come “partner strategico” da parte dell’Italia va oltre la diplomazia. Segna la convergenza di due visioni: la “Società Vivace” della Saudi Vision 2030, che mette cultura e qualità della vita al centro, e l’identità italiana, dove il patrimonio è un motore vivo di innovazione. Questa è la base per una partnership che ridefinisce la cooperazione nel Mediterraneo.
La collaborazione è già un progetto concreto. L’accordo tra la Fondazione Misk saudita e il MAXXI di Roma per formare manager museali è il prototipo di un nuovo modello: la co-creazione di capacità. L’Italia non esporta solo opere d’arte, ma si fa laboratorio e partner permanente, mettendo a disposizione la sua esperienza nella gestione del patrimonio complesso per costruire insieme le istituzioni culturali del futuro saudita.
La posizione italiana è di apertura proattiva: siamo pronti ad accogliere e valorizzare ogni proposta saudita.
L’obiettivo non è vendere cultura, ma trasformarla in un moltiplicatore di valore e comprensione per un progetto comune. L’Italia porta al tavolo un capitale unico: l’esperienza nella gestione di un patrimonio stratificato, un modello integrato che lega cultura a turismo e “made in Italy”, e il linguaggio universale della bellezza come autentico soft power.
Questa partnership può diventare un caso studio globale: dimostrare come la cultura, da tema di protocollo, possa diventare una leva geopolitica per uno sviluppo sostenibile e connesso. Investire insieme in cultura significa investire nel capitale umano del futuro e scrivere un nuovo capitolo per il Mediterraneo, tornando ad essere crocevia di civiltà attraverso la bellezza e l’innovazione condivisa.