Intervista esclusiva per Tota Pulchra News
“Attrice, autrice, regista e artista poliedrica, Emanuela Del Zompo attraversa teatro, cinema e arti visive con uno sguardo sensibile e profondamente umano. Il suo progetto “The Legend of Kaira” unisce immaginario storico e fantasy a un forte messaggio sociale sulla condizione femminile. In questa intervista esclusiva per Tota Pulchra News, l’artista racconta il suo percorso, le sue ispirazioni e i traguardi internazionali che stanno segnando un momento particolarmente significativo della sua carriera.”
La sua carriera attraversa molti ambiti artistici – teatro, cinema, scrittura e regia. Qual è stato il momento che ha segnato davvero l’inizio del suo percorso artistico?
Ho sempre avuto “UN INTUIZIONE ARTISTICA” dentro di me, ho sempre sentito una certa sensibilità per l’arte a 360 gradi, sin da bambina ad esempio mi divertivo durante le recite scolastiche ad organizzare gli spettacoli e a dirigere i miei compagni di scuola. Terminata la scuola Magistrale mi sono trasferita dalle Marche, San Benedetto del Tronto, la mia città natale, a Roma e in questa città dove si respira cultura ed arte ad ogni vicolo ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. La prima esperienza però è arrivata a Napoli con il Teatro Bellini, dove, diretta da Tato Russo, ho iniziato la mia carriera di attrice con La commedia degli errori, un tour che mi ha portato in giro per l’Italia. Successivamente al teatro è arrivata l’esperienza con la televisione con Maurizio Costanzo in Buona Domenica ed il cinema con registi come Francesco Massaro, Alessandro Capitani, Robin Ritter e Christian Voss.
Il progetto The Legend of Kaira affronta il tema della condizione femminile attraverso una figura di guerriera che viaggia nel tempo. Da dove nasce l’ispirazione per questo personaggio?
The Legend of Kaira è stata scritta durante il Covid e prende ispirazione dalle rievocazioni storiche della mia terra come Sponsalia, che narra di un matrimonio medioevale, e Templaria, dove si raccontano le gesta di valorosi templari. Mi sono sempre piaciuti i film storici ed in costume, ma anche le storie fantasy della Scozia, così ho cercato di unire questi elementi per creare un racconto unico nel suo genere, per veicolare un messaggio sociale sulla condizione della donna nel tempo, un racconto soprattutto da portare nelle scuole come formazione al rispetto tra uomini e donne. Kaira è il mio alter ego, ha tutte le caratteristiche di una guerriera dalla nobiltà d’animo che cerca il riscatto nella società per sé e per tutte le donne. Posso dire che il personaggio rispecchia molto il mio modo di pensare e sentire, ha anche il mio aspetto.
Nei suoi lavori compaiono spesso temi sociali importanti, come il femminicidio o l’Alzheimer. Quanto è importante per lei utilizzare l’arte come strumento di riflessione sociale?
Il linguaggio cinematografico riesce a veicolare messaggi codificati che rimangono impressi nello spettatore, così la cultura e l’arte, attraverso le sue varie forme, sono mezzi potenti che insegnano e arricchiscono l’animo umano, il mondo non sarebbe lo stesso senza questi valori… come l’uomo senza fede non avrebbe una guida spirituale, così l’uomo senza arte non avrebbe nutrimento dell’anima.
I temi che scelgo nelle mie opere sono sempre a sfondo sociale, ne ho bisogno come l’aria che respiro, è nella mia indole, ho una visione filantropica della vita e soprattutto oggi, in cui viviamo in un mondo pieno di orrore e guerre, credo che l’arte possa salvarci e redimerci.
Di recente ho affrontato anche il tema dell’Alzheimer, purtroppo mia madre, scomparsa un mese fa circa, ne era affetta. Toccare questi temi significa anche aiutare le famiglie che hanno persone con queste malattie a capire meglio lo stato d’animo del paziente, ma non solo. Riconoscere i segnali di una possibile malattia e come reagire di fronte ad essa è importante per salvaguardare la salute degli anziani.


Nel 2026 The Legend of Kaira sarà esposto al MAXXI di Roma e all’ArtExpò di New York. Che significato hanno per lei questi riconoscimenti internazionali?
In questi giorni è in corso la mostra all’ArtExpò di New York, dove è esposta una delle tante foto, opera di Antonello Martone, che mi ritrae nel personaggio di Kaira. Sono super felice naturalmente di questo traguardo che non si conclude in America. Infatti la mostra con più opere (quadri, foto e disegni) del progetto La leggenda di Kaira, il 29 maggio si potrà ammirare al museo MAXXI di Roma. Che dire, è un periodo molto proficuo per me, infatti la rivista internazionale Moevir di Parigi mi ha dedicato la copertina ed un inserto con 18 foto che raccolgono l’essenza del mio fumetto che ho interpretato con le varie sfaccettature del personaggio di Kaira (in vendita su Amazon). Kaira non è solo un fumetto ed una mostra: da esso sono nati due cortometraggi distribuiti da RaiPlay e selezionati ad importanti festival in America, Canada, Londra, India e Grecia. Mi riprometto inoltre di portare il progetto in Giappone, la patria dei manga. Al momento sto pensando anche al film o ad una serie TV perché il progetto è una trilogia. A maggio ci sarà anche una sorpresa ma non voglio spoilerare troppo ora… Posso solo aggiungere che al momento sto lavorando ad una canzone, tema musicale del prossimo cortometraggio legato sempre al personaggio di Kaira. Il 6 maggio inoltre presenterò al FUIS di Roma il mio primo documentario girato in California, My American Dream, Kaira’s Journey: The Other Side of America.
Siete tutti invitati!
http://thelegendofkaira.blogspot.com
