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The Trinity of Sound – Intervista Collettiva agli Artisti

 

Martedì 23 ottobre 2025, ore 19:00 – Sala Baldini, Piazza di Campitelli 9, Roma

 

In occasione del concerto internazionale The Trinity of Sound, gli artisti partecipanti discutono i loro approcci alla musica, alle arti visive e alla performance, riflettendo sul significato simbolico e spirituale dell’evento. L’intera interpretazione simbolica e l’impianto concettuale del progetto sono curati da Marco Baragli. La casa discografica milanese Kicco Music, di cui Marco è membro, registrerà dal vivo la performance.

 

 

 

 

Presentazione degli Artisti

 

Marco Baragli – Flautista

Flautista e ideatore di The Trinity of Sound, Marco Baragli esplora la musica come esperienza spirituale. Nel concerto interpreta il flauto come simbolo del “Soffio” e dello Spirito Santo, creando un ponte tra suono e coscienza. La sua lettura simbolica guida la struttura dell’intero progetto.

 

Laura Ansaldi – Soprano

Soprano di fama internazionale, Laura Ansaldi unisce tecnica vocale e profondità emotiva. La sua voce diventa veicolo di comunicazione spirituale, trasmettendo emozioni che trascendono il testo scritto. Nel concerto conduce il pubblico in un’esperienza interiore intensa e immersiva.

 

Alexey Botvinov – Pianista

Pianista e performer internazionale, Alexey Botvinov considera il pianoforte un mezzo per trasmettere intenzione ed emozione. Ogni nota dialoga con gli altri strumenti creando una ricca trama musicale. La sua esperienza globale arricchisce la dimensione simbolica del concerto.

 

Véronique Gray – Artista visiva

Artista visiva che traduce suoni e atmosfere in forme e colori, Véronique Gray crea immagini come partiture silenziose. Le sue opere amplificano le emozioni musicali, fondendo arte e esperienza uditiva. Al concerto, i suoi lavori completano il dialogo tra vista e suono.

 

Conchita De Palma – Pittrice

Pittrice e creativa, Conchita De Palma utilizza ritmo e atmosfera musicale per guidare la sua arte. Trasforma la musica in immagini sensoriali che amplificano l’esperienza emotiva del pubblico. Le sue creazioni visive costituiscono parte integrante della dimensione simbolica del concerto.

 

 

 

 

Quali elementi guidano principalmente le vostre scelte artistiche?

 

Marco Baragli (flautista)

“Per The Trinity of Sound, il flauto non è soltanto uno strumento: è il ‘Soffio’ che anima il concerto. Durante l’esecuzione, ogni frase musicale diventa un atto creativo, una pulsazione che trasmette energia e movimento. Il flauto incarna il battito vitale dell’evento, accompagnando la trasformazione interiore del pubblico in un’esperienza spirituale condivisa.”

 

Véronique Gray (artista visiva)

“Mi lascio guidare soprattutto da ritmo, atmosfera ed emozione. La musica influenza la scelta di texture, colori e materiali — che siano tessuti, gesso, bende o pittura. I testi possono ispirare immagini o elementi tattili, ma sono soprattutto il mood e l’energia del brano a modellare le mie decisioni artistiche. Quando dipingo all’aperto, anche la luce naturale, il vento e l’ambiente circostante influenzano il lavoro. Spesso ascolto musica dinamica — pop, soul, opera o classica, come Vivaldi o Andrea Bocelli — e a volte parole specifiche, come ‘sole’ o ‘fiori’, attivano elementi nella composizione.”

 

Conchita De Palma (pittrice)

“Nel progetto, l’atmosfera e il ritmo dei brani fungono da guida pittorica. Il flusso musicale ed emotivo ispira le mie opere, trasformando ogni segno visivo in un’eco sensoriale dei suoni che il pubblico vivrà durante il concerto.”

 

 

 

 

Credete che un’opera visiva o un elemento musicale possano “anticipare” o “prolungare” l’esperienza del pubblico?

 

Marco Baragli (flautista)

“Durante l’esecuzione di un brano di Ildegarda di Bingen, il flauto diventa respiro sacro: il pubblico non ascolta soltanto, ma respira insieme alla musica. Si genera un’onda condivisa che attraversa la Sala Baldini, trasformando l’esperienza in un incontro spirituale.”

 

Véronique Gray (artista visiva)

“Assolutamente sì. Un dipinto può impostare il tono emotivo ancora prima che si senta una nota, preparando lo spettatore alla musica. Durante l’ascolto, colori, texture e stratificazioni arricchiscono l’esperienza musicale, creando un dialogo tra vista e suono. Nel mio dipinto dell’angelo, ad esempio, foglie d’oro, tessuti e tecniche di graffiatura costruiscono profondità e movimento; mentre nel cavallo ho inserito collage con note musicali e una chiave. Questi elementi permettono allo spettatore di percepire ritmo ed emozione, e anche dopo che il suono svanisce, l’opera visiva continua a risuonare, prolungando l’esperienza.”

 

Conchita De Palma (pittrice)

“L’opera visiva, in sinergia con il concerto, crea un’esperienza unificata di autenticità e spiritualità. Le immagini amplificano e trasformano la musica, rendendo la performance più immersiva e sensoriale.”

 

 

 

 

Avete mai percepito il vostro lavoro come una sorta di partitura visiva/musicale?

 

Véronique Gray (artista visiva)

“Sì, moltissimo. C’è ritmo e flusso in ogni opera — texture, forme e toni creano movimento ed emozione. In Two Women, le bende, i tessuti di alta moda Jakob Schlaepfer e la pittura stratificata funzionano come note e pause, ciascun elemento contribuisce all’armonia complessiva. Le mie composizioni sono come una partitura silenziosa, dove ogni gesto e materiale traduce un sentimento in ritmo visivo, riecheggiando la struttura e il battito della musica.”

 

Conchita De Palma (pittrice)

“Assegnare colori e forme alle note musicali del concerto è stata una scoperta sorprendente. La partitura visiva rende percepibili ritmo e armonia della musica anche agli occhi.”

 

Laura Ansaldi (soprano)

“Il canto in questo concerto diventa vibrazione dell’anima. In brani come Pace mio Dio di Verdi o i Lieder di Mahler, la voce trasmette emozioni che vanno oltre le parole, comunicando spiritualità e profondità.”

 

 

 

 

Come gestite la comunicazione emotiva con il pubblico in un concerto così simbolico e spirituale?

 

Laura Ansaldi (soprano)

“La mia priorità in The Trinity of Sound è connettere il pubblico con emozioni profonde e variegate: dalla gioia alla serenità, fino alla luce divina. Ogni ascoltatore vive il concerto in modo unico, confrontandosi con il proprio sé interiore attraverso la musica e la vibrazione della voce.”

 

 

 

 

Come interpretate la “Chiave” come mezzo che incarna l’intenzione musicale, e come questo si riflette nella vostra performance?

 

Alexey Botvinov (pianista)

“Per me il pianoforte, la ‘Chiave’, è strumento di intenzione ed emozione. Ogni nota può aprire una porta, che sia alla tenerezza, alla forza, al mistero o alla luce. Quando suono con altri, cerco di rendere il pianoforte non solo un accompagnamento ma una voce autonoma, che guida l’anima della musica e modella la conversazione con gli altri elementi.”

 

 

 

 

In che modo la vostra esperienza internazionale arricchisce l’esecuzione di un concerto che fonde elementi simbolici e spirituali?

 

Alexey Botvinov (pianista)

“Suonare per pubblici in tutto il mondo mi ha insegnato che la musica parla oltre la lingua o la cultura. Ne ho sentito la potenza a Odessa, San Francisco, Tallin, Zurigo, Sydney, Milano… ovunque crea connessione. Il mio percorso di vita mi aiuta a portare apertura e profondità in progetti come The Trinity of Sound, dove simbolismo e spiritualità sono centrali. Mi ricorda che l’arte può unirci, anche quando proveniamo da mondi molto diversi.”

 

 

 

 

Dettagli dell’evento

 

Data: Giovedì 23 ottobre 2025

Ora: 19:00

Luogo: Sala Baldini, Piazza di Campitelli 9, Roma

 

Artisti:

 

Laura Ansaldi – Soprano

 

Marco Baragli – Flautista

 

Alexey Botvinov – Pianista

 

Véronique Gray – Artista visiva

 

Conchita De Palma – Pittrice

 

 

Informazioni:

segreteria@totapulchra.org – www.totapulchra.org

 

La serata sarà registrata dal vivo da Kicco Music, Milano.

 

 


 

 

 

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