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PREMIO TONINO GUERRA 2025 al regista Aleksandr Sokurov

Dal Supercinema di Santarcangelo a Pennabilli e Rimini, il viaggio di Sokurov tra i luoghi e l’immaginario poetico di Tonino Guerra.

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

Il Premio Tonino Guerra 2025 è stato conferito a Sokurov sabato 15 novembre presso il C’entro Supercinema di Santarcangelo. La cerimonia di consegna, che in passato ha reso omaggio a personalità del calibro di Werner Herzog, Marco Tullio Giordana e Carmen Yáñez, ha rappresentato il momento culminante di un’edizione particolarmente intensa. L’intervento di Lora Guerra ha arricchito l’evento, trasformando Santarcangelo, Pennabilli e Rimini in un percorso emotivo più che fisico, dove memorie e luoghi si fondono in un dialogo continuo. Questa la motivazione del prestigioso premio assegnatogli: “Per aver saputo offrire, tra modernità e tradizione, un’immagine del mondo carica di passione e umanità; per aver elaborato un’alta visione nella quale natura e poesia si uniscono in una superiore immagine spirituale, a fondazione dell’opera d’arte che vive nel sentire profondo della storia e del mito”.

Sokurov: «È un onore ritirare questo premio. Mi sento come un ospite in una casa, e in una casa la parte più importante sono le fondamenta. Tonino è questo per il cinema: una pietra fondamentale e fondante. Questo premio non è solo un riconoscimento, ma l’incontro fra due visioni che continuano a parlarsi oltre il tempo, alimentando una riflessione che rimane viva».

Sokurov ha collaborato con Tonino Guerra nel documentario Elegia moscovita del 1987, dove il poeta appare come intervistato. Tonino Guerra (1920-2012) rappresenta una figura di spicco nel panorama cinematografico e letterario, avendo contribuito alla storia del cinema insieme con alcuni tra i più grandi artisti, registi e attori a livello nazionale e internazionale. Tra questi si annoverano nomi leggendari come Antonioni, Fellini, De Sica, Rosi, Monicelli, i fratelli Taviani, Angelopoulos, Tarkovskij e Wenders, una lista che testimonia l’incredibile portata della sua carriera. Con oltre centoventi pellicole al suo attivo, Guerra ha lasciato il segno anche in televisione e teatro. Oltre al lavoro di sceneggiatore, si è distinto come poeta e scrittore. Oggi, il suo ricordo è custodito dal figlio Andrea Guerra, stimato compositore e ideatore del Premio Tonino Guerra, e dalla sua amata moglie e musa Lora Guerra.

Andrea Guerra: «[Il Premio Tonino Guerra] è pensato per persone simili a Tonino, che condividono la stessa capacità di immaginare. E Sokurov, con la sua filmografia fatta di interrogazione morale, memoria storica e fragilità dell’arte, sembrava essere arrivato proprio nel luogo che da sempre lo attendeva».

Aleksandr Sokurov, nato nel 1951, è un regista russo particolarmente apprezzato per il suo stile visivo unico e la capacità di approfondire temi legati alla storia, al potere e all’arte. Tra i suoi lavori più celebri si distinguono Arca russa, un eccezionale piano sequenza di 90 minuti che attraversa tre secoli della storia russa, e Faust, vincitore del Leone d’Oro al Festival di Venezia nel 2011. Nel corso della sua carriera artistica, ha tratto ispirazione dal maestro Andrej Tarkovskij, che fu per lui non solo un mentore, ma anche un prezioso amico.

Durante i tre giorni dedicati al premio, da sabato 15 a lunedì 17 novembre, Sokurov intraprende un percorso tra le radici e le prospettive dell’immaginazione del poeta romagnolo, visitando Santarcangelo, Pennabilli e Rimini. Il viaggio prosegue il 19 novembre verso Bologna. Il regista terminerà la sua esperienza in Italia il 21 novembre, partecipando al Festival del Cinema di Torino, dove gli sarà conferito il premio alla carriera.

La giornalista e scrittrice Laura Delli Colli ha aperto la prima giornata del Premio insieme a Raffaele Milani, professore dell’Alma Mater Università di Bologna e membro del Comitato Scientifico. Quest’ultimo ha accompagnato il pubblico in una riflessione sui dialoghi artistici tra Sokurov e Guerra, approfondendo il tema del ruolo della memoria nel cinema contemporaneo. A conclusione dell’evento, il regista è stato insignito del Premio Tonino Guerra, rappresentato da un anello araldico in oro, portatore dell’impronta della precedente vincitrice: Carmen Yáñez, poetessa cilena impegnata e moglie dello scrittore Luis Sepúlveda. Un gesto simbolico che rappresenta il passaggio di testimone e il legame di continuità e dialogo artistico tra i premiati.

Ripensando agli incontri avuti, in particolare in Russia e in Italia, Sokurov ha rivelato con candido pudore: «Tonino Guerra è una pietra fondamentale del cinema perché ha difeso la settima arte in un’epoca segnata da spinte commerciali, ricordando che il cinema è arte. […] Con Tonino provavo imbarazzo, perché ero consapevole della sua grandezza. Molte domande non ho mai avuto il coraggio di farle. Ma non me ne pento: alcune risposte dovevo trovarle da solo».

Durante le tre giornate del Premio, la Retrospettiva Sokurov proporrà alcuni dei suoi film più rappresentativi: Elegia moscovita (1987), dedicato ad Andrej Tarkovskij e arricchito da scene di Tempo di viaggio, scritto con Tonino Guerra; Maria, Elegia Contadina (1988), la sua prima opera compiuta, ritratto poetico della vita rurale sovietica; e Arca russa (2002).

Il Premio anticipa la sesta edizione del Festival “I Luoghi dell’Anima”, dedicato a Tonino Guerra, che si terrà negli stessi luoghi dal 10 al 14 dicembre 2025 con un evento speciale di preapertura il 9 dicembre. Il Festival sarà promosso dall’Associazione Culturale Tonino Guerra, in collaborazione con i Comuni di Santarcangelo di Romagna, Rimini e Pennabilli.

«Il Premio Tonino Guerra – sottolinea Andrea Guerra – vive da tre anni in sinergia con il Festival in un felice circolo virtuoso che unisce il cinema alla cultura del territorio in un messaggio universale come la poetica di Tonino. Cuore del progetto quest’anno sarà in particolare la riscoperta dei diari di Tonino ritrovati grazie alla digitalizzazione. Ben 400 quaderni ricchi di appunti di ogni tipo corredati dai suoi disegni tra appunti di viaggio e riflessioni sul mondo. Proprio nel manifesto del Festival – ha aggiunto Andrea Guerra – abbiamo, per questo, deciso di usare un suo disegno, ricordo della partenza in treno per Mosca, con una simbolica gabbia in cui la matita di Tonino rinchiude amorevolmente i ritratti dei suoi amici eccellenti».

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