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Febbraio 2026: il mese della prova per Bitcoin e crypto tra sell-off

febbraio 2026 è stato un mese che mi ha messo davvero alla prova, con una correzione profonda che ha esteso il downturn iniziato a fine 2025 e ha portato a livelli di paura estrema. Di solito febbraio può essere volatile, ma quest’anno ha visto un sell-off significativo, con Bitcoin che ha perso terreno pesante e il sentiment che è crollato ai minimi storici. Ho seguito tutto con attenzione, tra fluttuazioni giornaliere e notizie macro che hanno pesato, e qui vi racconto le notizie principali in modo diretto, basandomi su quello che ho osservato e letto, senza troppi giri di parole.

Iniziamo con il mercato complessivo. Le criptovalute hanno continuato in regime risk-off, influenzate da fattori come incertezze geopolitiche, tariffe commerciali, dati macro deludenti e un outflow persistente dagli ETF che ha drenato liquidità per settimane. Il mercato crypto ha chiuso il mese con una capitalizzazione intorno ai 2,3-2,4 trilioni di dollari, dopo un calo del 15-17% nel mese, con thin liquidity e stress sui derivati che hanno amplificato i movimenti. Bitcoin ha registrato una perdita del 17-18%, partendo da livelli intorno agli 80.000-90.000 dollari a inizio mese, toccando minimi intorno ai 60.000-63.000 dollari durante il sell-off principale (con un basso vicino ai 60.000 a inizio mese), e poi rimbalzando verso i 65.000-68.000 dollari verso fine febbraio, chiudendo intorno ai 65.000-67.000. Per me, questo riflette una deleveraging ordinata piuttosto che una capitolazione vera, con l’indice Fear & Greed che ha toccato record bassi intorno ai 5-11 punti (extreme fear), peggio persino del periodo FTX. Tuttavia, ho notato un’inversione tardiva con ETF che hanno visto inflows netti positivi in alcune giornate finali (fino a centinaia di milioni settimanali in certi casi), segnalando forse un ritorno di interesse istituzionale dopo settimane di outflows massicci (oltre 3-4 miliardi cumulativi in periodi precedenti).

Per gli altcoin, è stato un mese prevalentemente negativo ma con rotazioni e rimbalzi selettivi. Ethereum ha perso intorno al 20-22%, scendendo sotto i 2.000 dollari (chiudendo intorno ai 1.900-2.000-2.100), a causa di outflows dagli ETF e pressione su Layer 2, ma ha rimbalzato più forte in certe fasi grazie a supporto DeFi e aggiornamenti. Alcune stelle hanno outperformato: Polkadot ha surged del 28% su notizie di halving, XRP ha guadagnato in rimbalzi (fino al 18% in recovery), Solana ha resistito con attività ecosistema, e altcoin come Decred, Pippin e Chainlink hanno visto guadagni a doppia cifra in giornate positive. Memecoin e settori leveraged hanno sofferto di più, con TVL DeFi che ha fluttuato ma tenuto in alcune chain. Il rimbalzo finale ha visto altcoin outperformare BTC in certi momenti, con market cap che ha aggiunto miliardi in 24 ore verso fine mese.

Sul fronte regolatorio, ho trovato sviluppi che mi danno un po’ di speranza nonostante il calo. Negli USA, l’OCC ha proposto regole per implementare il GENIUS Act su stablecoin, con focus su compliance e capital requirements (minimo 5 milioni per issuer de novo), mentre la SEC ha concesso exemptive orders per trading 24/7 di tokenized money market funds. CME ha lanciato futures regolati su altcoin come Cardano, Chainlink e Stellar, espandendo hedging options. C’è stata spinta per una Clarity Act o market structure bill, con Treasury che urge Congress per chiarezza, e proposte per bifurcare BSA/AML. Internazionale, regolazioni su stablecoin e reporting continuano, con shift verso institutional-grade. Queste mosse indicano un’evoluzione verso regole più chiare, che potrebbero stabilizzare il settore a medio termine.

Altri highlights che mi hanno colpito includono l’adozione istituzionale mista: ETF spot Bitcoin hanno visto outflows storici (fino a 3,8 miliardi in streak di settimane), ma inversioni con inflows in fine mese (es. 834 milioni settimanali in certi report), e altcoin ETF che attirano rotazioni. Stablecoin-related ETF hanno debuttato con volumi record, e banche stanno preparando prodotti. Eventi macro come tensioni tariffe e inflazione hanno pesato, ma resilienza in on-chain activity e accumuli in certi wallet.

In sintesi, febbraio 2026 mi ha reso cauto, con un mese di risk-off che ha segnato uno dei peggiori febbraio storici per BTC e ETH, ma vedo segnali di potenziale reversal come inflows ETF tardivi, deleveraging completato e regolazioni positive. Storiquement, dopo extreme fear così, rimbalzi seguono, specialmente se macro migliora o policy pro-crypto accelerano. Credo che marzo potrebbe portare sorprese positive se supporti intorno ai 60.000-65.000 per BTC tengono e inflows continuano. Ho mantenuto le mie posizioni, accumulando selettivamente su dip, e vi consiglio di monitorare ETF flows e macro data. Che ne pensate? Avete visto il bottom o state aspettando?

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