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Un’aggiunta al catalogo di Costantino Pasqualotto “L’Immacolata Concezione tra due angeli”
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Un’aggiunta al catalogo di Costantino Pasqualotto “L’Immacolata Concezione tra due angeli”

Pubblico con piacere la nuova scoperta dell’amico Prof. Francesco Caracciolo, autorevole membro della XVIIa Commissione Parlamentare “Arte”

Di Francesco Caracciolo 10/03/2026

Lo scrivente ha rintracciato un dipinto antico raffigurante l’Immacolata Concezione tra due angeli inginocchiati (fig. 1).

Ho avanzato l’attribuzione del dipinto riportandolo al suo autore quale potrebbe essere sicuramente “Costantino Pasqualotto”, autore di dipinti di soggetto religioso e devozionale, nato a Vicenza nel 1681 e morto ivi nel 1755. L’opera in questione è una lunetta dipinta a olio in cui compaiono tre figure sacre, interpretate con assoluta ortodossia dall’artista vicentino, protagonista della stagione rococò in città: le tre figure si materializzano nell’immagine dell’Immacolata Concezione, al centro, e due angeli inginocchiati, uno per parte. La Vergine Maria mostra i suoi canonici attributi che qui la identificano come l’Immacolata Concezione: il serpente che appare sotto i piedi di Maria a rappresentare il peccato; la falce di luna, simbolo di castità e del trionfo sul peccato; le mani giunte e le dodici stelle attorno al capo, palese riferimento alla “donna dell’Apocalisse”. L’impianto compositivo e la stesura cromatica denotano una fase piuttostoavanzata e matura della stagione pittorica del Pasqualotto, il quale dipingeva mediante strati sottilissimi di colore molto diluito che veniva assorbito dalla sottostante preparazione ocra: quindi io daterei l’opera agli anni ’40 del Settecento. Stringenti sono le analogie stilistiche e morfologiche con altre opere mature dell’artista, quale ad esempio l’Annunciazione di Villa Squarzi a Longara (Vicenza), specie nella figura dell’angelo (fig.2).

 

Da notare soprattutto l’angelo di sinistra, molto candido ed etereo, che non poggia stabilmente sulla nuvoletta ma pare che cada all’indietro. È molto trasparente e ha una veste caratterizzata da colori pastello ravvivati da colpi di luce alla veneta: la veste è di un giallo poco acceso, mentre la sottoveste mostra un tono rosaceo pallido. L’angelo di destra ha invece le braccia incrociate sul petto: mostra un atteggiamento di riverenza e devozione. L’artista parla alla gente con semplicità, suscitando compassione e sentimenti pietistici. La perfetta simmetria della composizione, con la Madonna al centro, ne fa un’opera ben calibrata e dall’armonia classica. Attualmente l’opera funge da sovrapporta sopra l’ingresso al salone delle conferenze di Villa Immacolata a Torreglia (Padova), casa di spiritualità ubicata nel comprensorio dei Colli Euganei. La lunetta proviene dalla cappella di una villa gentilizia, poco distante (Villa Lugli) e venne trasportata nella sede attuale grazie all’interessamento di don Pietro Prazzo. Il direttore di Villa Immacolata, Don Federico Giacomin, mi ha raccontato qualche giorno fa che il quadro ha beneficiato di un intervento di restauro effettuato da un certo Piovan di Albignasego (Padova).

 

Foto Courtesy of Don Federico Giacomin, direttore di villa immacolata, Torreglia Padova

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