Dark Mode Light Mode
Intervista a Francesco Fabozzi, il giovane attore di Mare Fuori 6
“Le giornate di marzo per Tonino” 2026: poesia, teatro e memoria nel segno di Tonino Guerra… e di Theo Angelopoulos, regista greco indimenticabile
L’obbedienza ai Vescovi, quella sconosciuta

“Le giornate di marzo per Tonino” 2026: poesia, teatro e memoria nel segno di Tonino Guerra… e di Theo Angelopoulos, regista greco indimenticabile

La rassegna dedicata a Tonino Guerra torna in Romagna con incontri, letture, proiezioni e ospiti d’eccezione nel segno della poesia e dei Luoghi dell’Anima.

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

Dal 15 al 26 marzo 2026 tornano “Le giornate di marzo per Tonino”, la rassegna annuale dedicata a Tonino Guerra, tra Santarcangelo di Romagna e Pennabilli, in provincia di Rimini. Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova il dialogo con l’opera e l’immaginario del poeta, sceneggiatore e artista romagnolo, trasformando i luoghi a lui cari in spazi di incontro, parola e visione di pace, gentilezza e poesia. La manifestazione è organizzata e promossa dal Museo-Centro Studi Tonino Guerra di Santarcangelo di Romagna, in collaborazione con l’Associazione Culturale Tonino Guerra, l’Associazione Casa dei Mandorli di Lora e Tonino Guerra e Chiocciola la casa del nomade.

“Le giornate per Tonino non sono una semplice ricorrenza – sottolinea Andrea Guerra, il figlio di Tonino – E da quest’anno diventano ancora più significative, intrecciando il ricordo intimo di mio padre al respiro pubblico del festival Luoghi dell’anima. Riportiamo il cinema e la poesia nel cuore della comunità dove hanno avuto origine per dimostrare che il pensiero di Tonino non è un’eredità immobile, ma un seme capace di generare ancora visioni e bellezza”.

Il calendario dialoga idealmente con il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia e ultimo giorno in vita del maestro, sottolineando la vocazione poetica dell’iniziativa. Non solo celebrazione, ma pratica condivisa della parola: letture, incontri e momenti di riflessione che riaffermano il valore della poesia come strumento di comunità e forza costruttiva fra culture.

Pennabilli, altro luogo simbolo dell’ultima parte della vita di Guerra, si unisce alle iniziative, rinnovando quel legame tra arte e paesaggio che lo scrittore ha saputo trasformare in visione culturale, anche attraverso progetti come i “Luoghi dell’Anima” sparsi per la Valmarecchia,

La manifestazione prende avvio domenica 15 marzo a Santarcangelo, con l’apertura pomeridiana del museo Nel Mondo di Tonino Guerra, custode di opere, oggetti e memorie che restituiscono l’universo creativo di Guerra. Un’occasione per attraversare le sue stanze poetiche e riscoprire il legame profondo tra arte e territorio.

Il cartellone, ricchissimo di eventi fra poesia, musica e cinema, oltre a rendere omaggio ad artisti, amici di Tonino, ormai scomparsi (ad esempio Antonioni, Tarkovskij, Angelopoulos, Achmatova) comprende anche una serie di ospiti d’eccezione come Franco Arminio, Paolo Nori e Dacia Maraini. “Le giornate di marzo per Tonino” chiuderanno con un ultimo appuntamento il 26 marzo a San Bernardino di Lugo, con la presentazione del libro “Parole sospese” di Tonino Guerra (Pazzini Editore) a cura di Rita Giannini, con ospite speciale Lora Guerra, moglie del maestro.

Theo Angelopoulos e Tonino Guerra – Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1920, Tonino Guerra è stato un poeta, un artista, ma soprattutto uno sceneggiatore per alcuni dei più grandi registi della storia del cinema: da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Francesco Rosi a Andrej Tarkovskij. Il suo contributo al cinema non si limita alla struttura narrativa: Guerra portava attraverso le sue parole, una dimensione lirica e visionaria, fatta di silenzi, paesaggi e simboli. E proprio in questo spazio visionario che inizia la collaborazione artistica tra Guerra e il regista Angelopoulos: un ponte culturale e poetico tra l’Italia e la Grecia.

Entrambi gli autori condivisero, a partire dagli anni Ottanta, una visione del cinema come spazio di riflessione sulla storia europea, segnata da guerre, migrazioni e trasformazioni sociali. Guerra portava con sé la tradizione narrativa italiana, ricca di umanità, storia e sogno; mentre Angelopoulos offriva uno sguardo epico e storico, capace di trasformare i paesaggi balcanici in luoghi della memoria collettiva. Insieme costruirono un linguaggio cinematografico in cui poesia e politica convivono in perfetta simbiosi. Guerra contribuì a una serie di sceneggiatura che comprendono, fra le altre, i capolavori: Lo sguardo di Ulisse (1995), L’eternità e un giorno (1998) e La polvere del tempo (2008). In questi film emerge una profonda affinità artistica: Angelopoulos costruisce immagini lunghe e sospese, attraversate da personaggi in viaggio tra storia e memoria; Guerra, con la sua scrittura, offre una trama poetica che lega i frammenti della narrazione. Il risultato è un cinema in cui la parola diventa quasi invisibile, ma continua a sostenere l’emozione delle immagini. In L’eternità e un giorno, vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1998, questa collaborazione secondo i critici e il successo di pubblico raggiunge uno dei suoi vertici. Il film racconta l’incontro tra un poeta anziano e un bambino immigrato, trasformando un viaggio quotidiano in una meditazione sulla memoria, sull’identità e sul tempo. Questa fortunata pellicola potrà essere vista gratuitamente al C’ENTRO Supercinema di Santarcangelo di Romagna, lunedì 16 marzo alle ore 18.00.

Un nuovo saggio per rendere omaggio ad Angelopoulos – Proprio in occasione de “Le giornate di marzo per Tonino”, la casa editrice storica Bietti, ha annunciato attraverso i suoi profili social la pubblicazione di un nuovo volume della sua apprezzata collana Fotogrammi, dedicato appositamente a Theo Angelopoulos, uno dei più grandi autori del cinema europeo. Il saggio di Anna Maria Geraci, in pubblicazione ad aprile, offrirà un approfondimento critico sull’opera del regista greco, figura centrale del cinema d’autore tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio.

Con il suo stile inconfondibile fatto di lunghi piani sequenza, tempi dilatati e una forte dimensione poetica e politica, Angelopoulos ha raccontato la storia e l’identità della Grecia contemporanea attraverso immagini di straordinaria potenza visiva. Film come Ricostruzione di un delitto (1970) e La Recita (1975) hanno segnato profondamente il panorama cinematografico internazionale, imponendo il regista come uno dei maestri della settima arte.

Il quarantacinquesimo volume della collana Fotogrammi, si propone di ripercorrere la filmografia di Angelopoulos mettendo in luce i temi ricorrenti del suo cinema: l’esilio, la memoria, i confini geografici e simbolici, il rapporto tra individuo e storia. Attraverso un’analisi delle principali opere e del loro contesto culturale e politico del Novecento greco, il saggio intende offrire al lettore strumenti utili per comprendere la complessità di uno sguardo cinematografico che ha fatto della complessità e fluidità del tempo e dello spazio i propri elementi narrativi fondamentali.

La collana Fotogrammi di Bietti si distingue da anni per l’attenzione dedicata ai grandi autori del cinema e alle correnti più significative della storia cinematografica. L’inclusione di un volume su Angelopoulos rappresenta quindi un tassello importante in questo percorso editoriale, contribuendo a valorizzare un autore la cui influenza continua a essere percepita nel cinema contemporaneo.

La pubblicazione si rivolge tanto agli studiosi di cinema quanto agli appassionati che desiderano approfondire la poetica di un regista capace di trasformare il linguaggio cinematografico in una riflessione visiva sulla storia, sulla memoria e sull’identità europea.

«Quando Anna Maria Geraci mi ha proposto un testo dedicato a Theo Angelopoulos, ho istintivamente accettato nonostante non si trattasse di un argomento di particolare attualità o appetibilità commerciale – spiega Ilaria Floreano, direttrice e curatrice della collana Fotogrammi della casa editrice Bietti. O, forse, ho istintivamente accettato proprio per questo. La collana digitale Fotogrammi, che accoglie I confini della nostalgia. Introduzione al cinema di Theo Angelopoulos, in pubblicazione a fine aprile (per ricordare il compleanno del regista, nato il 27 aprile 1935), è nata infatti proprio per poter accogliere anche quei testi che faticherebbero a imporsi nella distribuzione tradizionale, pur avendo un grande valore divulgativo e culturale. In questo senso, il digitale – che in Italia stenta a imporsi tra i lettori – è uno strumento prezioso, perché consente di pubblicare testi importanti. Come questo di Geraci, che racconta la vita di Angelopoulos, la storia antica e moderna della Grecia, il senso e la traiettoria del suo lavoro, che contempla non tantissimi titoli ma tutti a loro modo significativi, e meritevoli di visione e riscoperta. Uno di questi, Lo sguardo di Ulisse, rimanda per altro a un titolo della collana cartacea Libri di INLAND: parlo di L’ultimo sguardo. Vita e morte di Gian Maria Volonté, scritto da Stefano Loparco, che parte dal racconto degli ultimi giorni di vita di Volonté in quel di Florina, proprio sul set di questo capolavoro che poi venne concluso sostituendo allo scomparso Volonté, Erland Josephson. Ho avuto il piacere di introdurre il poetico testo di Loparco con una ricognizione cinematografica della figura di Volonté, e ora ho il piacere di accogliere nella collana digitale Fotogrammi il libro su Angelopoulos, che fu uno degli ultimi registi a vederlo in vita. Un bel cerchio che si chiude, per riaprirsi e continuare a girare».

Previous Post

Intervista a Francesco Fabozzi, il giovane attore di Mare Fuori 6

Next Post

L’obbedienza ai Vescovi, quella sconosciuta