Roma, 1 aprile 2026 – Nella solenne e autorevole cornice della Sala Matteotti della Camera dei Deputati si è svolto l’evento “Cultura, Narrazione e Fragilità – L’arte come strumento di benessere, inclusione e responsabilità sociale”, promosso dalla XVII Commissione “Arte” dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo del Sud, le aree fragili e le isole minori, in collaborazione con I.N.A.R.T.E.
Non un semplice convegno, ma una vera dichiarazione di intenti: un momento di alto profilo culturale e politico in cui l’arte è stata posta al centro del dibattito come forza viva, capace di incidere concretamente nella società contemporanea.
Il primo panel si è aperto con l’intervento di Federico Strinati vice-coordinatore della Commissione che ha tracciato con lucidità e visione il perimetro d’azione della stessa, indicando nella cultura uno strumento strategico di connessione tra istituzioni, comunità e aree interne.
Nel quadro degli interventi, Antoinette Di Nitto ha contribuito a rafforzare la solidità e la coerenza dell’impianto organizzativo della giornata introducendo il libro del Prof. Massimo Pulini , “Il Diario di Elisabetta Sirani”.
Ma è sul piano della riflessione storico-artistica che l’evento ha raggiunto uno dei suoi apici.
Il professor Massimo Pulini ha offerto un intervento di straordinaria finezza critica, presentando: “Il diario di Elisabetta Sirani” con una profondità rara, capace di restituire non solo la dimensione storica, ma la tensione interiore, la sensibilità e la modernità di una figura troppo spesso semplificata. Un contributo di altissimo livello, che ha segnato uno dei momenti più intensi dell’intera giornata.
A questo si è affiancata la riflessione del professor Claudio Strinati, autore della prefazione del volume “Michelangelo a due centimetri dall’Eternità”, a cura del professor Antonello Di Pinto. Il suo intervento si è imposto per autorevolezza, profondità e capacità evocativa: una lettura colta e penetrante che ha saputo restituire il senso più alto dell’arte come esperienza spirituale e come interrogazione sul destino umano.
Sono stati insigniti del premio alla carriera Lamberto Bava, figura centrale del cinema italiano, Tommaso Le Pera, autentico custode della memoria visiva del teatro, ed Erminio Sinni, artista capace di attraversare con autenticità e sensibilità il panorama musicale italiano.
A seguire, il conferimento delle onorificenze, introdotto da Luca Antonio Pepe, con la partecipazione di Nicola Graziano Presidente UNICEF , Giovanni Corso Medico, Angelina Di Sisto e Magda Mancuso: personalità che, nei rispettivi ambiti, rappresentano esempi concreti di impegno, competenza e responsabilità civile.
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La conduzione dell’intera giornata è stata affidata a Barbara Bonanni e Iunia Valeria Saggesse, che hanno moderato entrambi i panel con equilibrio, ritmo e grande capacità di sintesi, contribuendo in modo determinante alla qualità complessiva dell’evento.
Il secondo panel ha aperto una riflessione necessaria e contemporanea sui temi dell’inclusione, dell’autismo e dell’ADHD.
Protagonista Romina Caruana, che con il suo libro “Pirandello mi fa un baffo” ha offerto una testimonianza diretta, autentica e coraggiosa, capace di restituire dignità e complessità al tema della neurodivergenza, ponendo al centro la relazione tra fragilità e creatività.
A chiudere i lavori sono stati il Presidente della Commissione Stefano Colucci e il Prof. Antonello di Pinto, che ha sintetizzato con forza e chiarezza i contenuti emersi, indicando una direzione precisa: trasformare il dibattito culturale in azione concreta, strutturata e duratura.
Nel corso della giornata sono intervenuti per i saluti istituzionali Alessandro Caramiello Presidente Intergruppo Sviluppo Sud , Alessandra Locatelli, Lucio Malan, Ida Carmina, Sergio Vaccaro e Giovanni Barretta, rafforzando il valore politico e istituzionale dell’iniziativa.
L’evento ha rappresentato un passaggio significativo: un punto di convergenza tra cultura, istituzioni e responsabilità sociale.
Il messaggio emerso è netto: l’arte non è più accessoria, ma centrale. Non è più decorativa, ma necessaria. È strumento, visione e responsabilità. Ed è proprio da qui che passa la costruzione di una società più consapevole, inclusiva e orientata al futuro.