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Nel suo discorso di apertura al Consiglio Episcopale Permanente, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha delineato un percorso chiaro per la Chiesa in Italia: una presenza vibrante e attiva, capace di comunicare e di realizzare la propria missione, lontana dalle logiche del potere, ma dotata della capacità di svolgere un ruolo profetico nel discorso pubblico, con l’obiettivo di instaurare una cultura di legittimità e solidarietà, affondando le radici nelle ferite della storia contemporanea. Prima fra tutte queste ferite, che “sanguinano il cuore del Papa”, spicca la guerra in Medio Oriente, che ha definito “una vergogna per tutta l’umanità e un grido in presenza di Dio”, come ha affermato ieri Papa Leone XIV durante la preghiera dell’Angelus.
Un mondo in fiamme
Mentre il Cardinale Zuppi esorta i leader mondiali ad ascoltare la voce del Successore di Pietro, rinnova il suo appello per un cessate il fuoco, ricordando il martirio di Padre Pierre al-Rahi, ucciso in Libano dai raid aerei israeliani. Ha descritto Padre al-Rahi come «il pastore che ha scelto di rimanere con il suo gregge fino alla fine, testimoniando con la vita e il sangue la sua devozione al Vangelo». Questa testimonianza ritorna al cuore stesso del messaggio evangelico: una Chiesa che non si tira indietro di fronte alla sofferenza, ma resta con il suo popolo, presente in vicinanza, amore e pace.
Questa realtà si applica anche ai tanti cristiani vittime di violenza, che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana definisce «il popolo della primavera», in occasione del 34° anniversario dei Martiri delle Missioni, il 24 marzo, festa di Sant’Oscar Romero.
Tornando all’essenza della Quaresima, l’Arcivescovo di Bologna sottolinea la necessità di un cuore penitente e di ricordare il significato delle ceneri poste sul capo all’inizio del cammino quaresimale, con le sue profonde connotazioni:
«Un mondo in fiamme, intere città distrutte dalle guerre, le ceneri del diritto internazionale e della giustizia tra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e dell’armonia delle nazioni, le ceneri del pensiero critico e dell’antica saggezza locale, e le ceneri di quel senso del sacro che risiede in ogni creatura».