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Dialoghi delle carmelitane

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“Dialogues des Carmélites” è uno dei più grandi capolavori del teatro musicale del XX secolo. Creata nel 1957, ha riscosso un certo successo, anche se per decenni la critica ne ha relativizzato l’importanza a causa del suo contenuto, giudicato reazionario: da un lato perché la musica aderisce al sistema tonale tradizionale, pur ricorrendo a espedienti e alterazioni armoniche; d’altra parte perché il libretto, tratto da una sceneggiatura di Georges Bernanos, racconta una storia vera dell’epoca del Terrore: sedici suore ghigliottinate nel 1794 a Compiègne per “aver tenuto riunioni controrivoluzionarie”, secondo l’editto che le condanna, in realtà semplicemente perché esistono, cioè per puro fanatismo. Ciascuna delle suore medita a modo suo sulla vita e sulla morte, al punto che i dialoghi che ne derivano formano un vero e proprio racconto filosofico; tra loro, alcune vacillano e dubitano nel momento supremo, mentre altre, deboli e inadatte alla vita all’inizio dell’opera, dimostrano alla fine di saper affrontare il supplizio a testa alta. Il libretto, rapido e vario nelle sue scene, è messo in musica da Francis Poulenc con una forza e una capacità di commuovere che hanno pochi eguali.

La severità dell’ordine religioso trova un corrispettivo nella regia, ormai mitica, di Robert Carsen, che arriva dritta al cuore del dramma con una scena quasi nuda. A dirigere l’orchestra è chiamato il franco-canadese Yves Abel, mentre nel cast si segnala Ekaterina Bakanova. Qui l’artista trova un’opera e un ruolo (Blanche de la Force) all’altezza delle sue capacità, dopo aver trionfato nel 2024 a Nizza nel ruolo di Fidelia (in Edgar di Puccini) e nel 2025 alla Fenice di Venezia e a Roma nel ruolo di Violetta (in La Traviata di Verdi), oltre che nel ruolo di Donna Anna a Siviglia (in Don Giovanni di Mozart).

(Teatro Regio Torino)

► Spettacoli: 4, 8, 10 e 12 aprile 2026

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