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Tra vento, granchi e pagine bianche: resoconto di una serata culturale ad Agrigento

C’è una magia ruvida e ostinata nelle presentazioni dei libri in Sicilia, una magia che non ha bisogno di salotti perfetti, ma che si nutre di contrasti. È in questa cornice – in una piazzetta di Agrigento che offriva un panorama mozzafiato ma portava i segni di una colpevole incuria umana – che si è consumato un incontro denso, appassionato e profondamente autentico. Protagonisti della serata: Gaspare Grammatico, autore del terzo capitolo delle indagini del commissario Nenè Indelicato (edito da Mondadori), e Alice Titone, lettrice, insegnante e moderatrice d’eccezione, capace di maneggiare i libri con un “incanto trasognato”. Il cuore pulsante del romanzo di Grammatico, prima ancora dell’indagine, è Trapani. Non un semplice sfondo di cartapesta, ma una vera e propria co-protagonista, descritta dall’autore come “l’unica madre che mi è rimasta”. È emersa una dinamica affascinante e malinconica nel processo creativo dello scrittore: Grammatico, che da dieci anni vive al Nord lavorando come autore televisivo per Maurizio Crozza, riesce a scrivere della sua terra solo quando ne è fisicamente distante. Se in TV il motore della sua scrittura è l’indignazione necessaria per esorcizzare i mostri della nostra società, nella narrativa il motore è la nostalgia. Il foglio bianco, riempito di notte a Milano o a Torino, diventa così l’aereo preso al volo, il biglietto di ritorno per respirare i colori, i lessici familiari e le dinamiche della sua terra.

Due elementi metaforici dominano la narrazione e sono stati al centro di un dibattito acceso e illuminante. Il primo è il vento (lo scirocco, la tramontana), una presenza ineludibile in quella “penisola nell’isola” che è Trapani. Il vento scompiglia i pensieri, porta una sabbiolina nera che si infila ovunque, ma rappresenta anche una finestra aperta, una perenne via di fuga emotiva. Il secondo, potentissimo, è la Crab Mentality(la mentalità del granchio). Grammatico ha spiegato come i granchi intrappolati in un cesto, invece di aiutarsi a fuggire, si tirino giù a vicenda tagliandosi le zampe. Una metafora spietata dell’invidia sociale, dell’autosabotaggio e di quell’atteggiamento – tristemente noto in certe province – fatto di frasi come “non lo fare”, “lascia stare”, “non cambierà niente”. Un monito, lanciato dall’autore, a trovare il coraggio di farsi “gradino” per gli altri (soprattutto per i figli), anziché “chela” che taglia le ambizioni.

L’indagine di Nenè Indelicato al centro del libro è stata definita la più complessa. E non solo per i crimini efferati che turbano la bellezza della città, ma per la dimensione umana del protagonista. Nenè è un eroe imperfetto, un padre single terrorizzato di non essere all’altezza del compito, che si muove in un’indagine che lo porta a scontrarsi con il mondo elegante, altezzoso e quasi intoccabile della lirica trapanese (legata alla storica rassegna dell’Ente Luglio Musicale). Ma la serata non è stata solo la celebrazione di un romanzo; è stata una vera e propria dichiarazione d’amore per i libri e per chi li difende. Dal ruolo cruciale dei librai indipendenti – incarnati in piazza da Alessandro, definito un vero e proprio “operatore culturale” per la città – fino al ruolo vitale degli insegnanti. Ha emozionato il racconto di Alice che, a settembre, sfida il caldo torrido delle aule scolastiche leggendo romanzi ai suoi alunni per accendere in loro la scintilla della letteratura. Così come ha colpito il ricordo dell’autore, che ha scoperto l’amore per la lettura a dodici anni grazie a un’insegnante agrigentina, Iole Mirabile, che creò una piccola biblioteca di classe in un armadietto di metallo. Un impegno per la collettività che Grammatico continua a portare avanti oggi, insieme a un collettivo di scrittori siciliani (da Stefania Auci a Nadia Terranova), battendosi per salvare le biblioteche in difficoltà, come quella di Vizzini.

Alla fine, le scuse per la piazzetta sporca sono diventate il simbolo stesso della serata. L’incuria di chi lancia la carta per strada si combatte esattamente così: portando la bellezza dove non ce n’è, discutendo di etica, di radici e di umanità al cospetto di un tramonto. Come ha ricordato Alice, rispondendo alle recenti polemiche sull’utilità delle presentazioni letterarie: anche se in mezzo a poche decine di persone si accende la curiosità di un solo nuovo lettore, lo sforzo è valso la pena. E in questa serata agrigentina, di scintille, ne sono scoccate davvero tante.

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