Il ricordo di don Stefano Nastasi
«In forme diverse nel corso della sua vita, Alfonso non è mai venuto meno alla dinamica del servizio: ha sempre cercato di servire e di amare il Vangelo e la Chiesa, prima nel ministero e poi al di là di esso, stando accanto ai più deboli. Penso ai suoi inizi a Roma, quando lavorava come insegnante di sostegno per i bambini più fragili, e poi al suo lungo impegno nell’insegnamento nelle scuole. Proprio in queste ore, i suoi ex alunni lo ricordano con affetto per la sua bellissima preparazione: non teneva gli approfondimenti per sé, ma li donava. Anche quello era un modo prezioso di servire la Chiesa.
Questa stessa consapevolezza e generosità lo hanno guidato negli ultimi anni come Direttore della Biblioteca Diocesana. Il suo era un legame viscerale con quegli ambienti: già da seminarista era stato il bibliotecario del nostro Seminario. Tornarci dopo tanti anni e curarne la rinascita con competenza straordinaria è stato per lui un modo bellissimo di ritornare nel cuore della Chiesa locale: l’ha servita amandola e l’ha amata servendola.
Per me, sul piano personale, è una perdita inestimabile. Ci siamo conosciuti trentasei anni fa: Alfonso è stato un amico leale, lucido, che non si è mai rifugiato nelle scorciatoie, capace di parlarmi sempre con grande chiarezza. Avendo perso mio fratello undici anni fa, Alfonso è diventato per me un secondo fratello. Non si è mai tirato indietro, macinando energie per starmi accanto nei servizi a cui ero chiamato e nelle sfide del Seminario. È stato un sostegno prezioso, un aiuto nel discernimento e un vero compagno di viaggio: una presenza capace di esserci nel momento del bisogno, ma anche di fare un passo indietro quando capiva che dovevo camminare da solo. Penso che tanto basti a far intuire la grandezza dell’uomo che abbiamo perso».
