Nel Rione Pigna, Via di Santo Stefano del Cacco è una traiettoria sospesa fra epoche: dove oggi si staglia la modesta chiesa dedicata a Santo Stefano — eretta nel IX secolo — un tempo sorgeva l’Iseo Campense, il grandioso santuario dedicato a Iside e Serapide.
L’Iseo Campense: un santuario romano d’impronta egizia
Eretto nel 43 a.C. nel Campo Marzio tra Saepta Iulia e il tempio di Minerva, l’Iseo Campense era un ampio complesso sacro di circa 240 m per 60, articolato in una corte monumentale, una piazza con obelischi e sfingi, e un serapeo semicircolare ora coperto dalla chiesa di Santo Stefano del Cacco. Il culto, sospeso in età augustea e tiberiana, venne poi ripristinato da Caligola e mantenuto fino alla tarda antichità.
Reperti sparsi: tracce visibili e preziose
Da quel santuario provengono:
obelischi oggi visibili in Piazza Navona, Piazza della Minerva, Piazza del Pantheon, e anche a Firenze;
statue allegoriche fluviali, come quelle del Nilo (Musei Vaticani) e del Tevere (Louvre);
la celebre Pigna, oggi nei Musei Vaticani;
e la statua di Iside Sothis, nota come “Madama Lucrezia”, collocata davanti a Palazzo Venezia in Piazza San Marco; insieme a quella, sembra che il “Pie’ di Marmo” — un enorme frammento marmoreo con calzatura tipica delle sacerdotesse isiache — ne fosse parte.
Il frammento rimasto nel quartiere: un piede colossale
Il Pie’ di Marmo, oggi visibile all’incrocio tra via Santo Stefano del Cacco e via del Pie’ di Marmo, è quel che rimane di una statua monumentale, forse raffigurante Iside stessa o Serapide: un segno tangibile della dea che continua a camminare nei vicoli del centro storico.
Altri resti di culto sparsi nella città
Non solo al Campo Marzio: a Roma si trovano resti egizi in molti punti — come nella zona di Piazza Iside (presso il Colle Oppio), o nell’edificio sulla via Labicana, testimonianze di un culto diffuso e profondamente radicato.
Molte delle sculture egizie recuperate da queste aree sono oggi esposte al Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, nell’ala Raccolta Egizia: tra queste, anche figure di Iside e Serapide, rilievi tematici e corpi celebrativi.