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«La musica come ponte tra i popoli»: intervista a Larissa Yudina

In dialogo con Tota Pulchra, Larissa Yudina racconta il suo percorso artistico e umano, tra tradizione classica russa, spiritualità cristiana e amore per la bellezza. Dalla scena romana a Milano, la sua voce diventa strumento di unione, pace e condivisione culturale

 

Soprano di formazione classica, Larissa Yudina porta nelle sue interpretazioni non solo tecnica e talento, ma un senso profondo di spiritualità e umanità. Collaborando con l’Associazione Tota Pulchra, ha avuto l’opportunità di esibirsi in eventi che celebrano la bellezza e il dialogo tra culture. Ogni nota diventa messaggio di pace, ogni ruolo occasione per trasmettere valori universali. In questa intervista racconta emozioni, progetti e la sua visione artistica che unisce persone e popoli.

 

1. Cosa significa per lei partecipare a un evento così prestigioso e portare in scena personaggi legati alla tradizione di Stanislavskij?

 

«Ogni ruolo è un linguaggio universale, un ponte tra anime».
Buongiorno e buon anno. Sono profondamente grata e felice di partecipare a un evento così prestigioso. Rappresentare personaggi attraverso i quali il maestro Stanislavskij ha espresso il suo genio è per me un onore immenso. Porterò in scena Desdemona nell’Otello, la Contessa ne Le Nozze di Figaro, la Ragazza della Neve e Olanda di Čajkovskij. Ogni personaggio diventa un’opportunità per esprimere l’arte come strumento di comunicazione universale e di bellezza condivisa.

 

2. In che modo la collaborazione con l’Associazione Tota Pulchra ha influenzato il suo percorso artistico e umano?

 

«Tota Pulchra è una comunità che unisce arte, spiritualità e valori cristiani oltre ogni confine».
Collaborare con Tota Pulchra mi ha fatto sentire parte di una comunità musicale e umana che trascende le barriere nazionali. Ho incontrato un pubblico caloroso e attento a Roma, e sento di contribuire a un progetto che coniuga bellezza, spiritualità e fraternità. Questa esperienza ha rafforzato in me la convinzione che la musica sia un veicolo di comunione tra le persone.

 

3. Perché ritiene che eventi come il Gran Ballo Storico di Roma siano fondamentali per unire culture e promuovere valori universali?

 

«La bellezza è un linguaggio che tutti comprendono, un ponte tra culture e generazioni».
Eventi come il Gran Ballo Storico di Roma non celebrano solo l’arte: celebrano la vita stessa e la comunicazione tra le persone. Uniscono paesi, culture e generazioni in un dialogo creativo e pacifico. Anche a Milano organizzo eventi simili, ispirati a Roma, con l’intento di usare la musica per avvicinare persone e popoli, promuovendo pace e convivenza.

 

4. Quali sono i progetti culturali che sta portando avanti a Milano e come intende coinvolgere Tota Pulchra nei prossimi eventi?

 

«La musica diventa strumento di pace quando nasce dall’incontro tra tradizione, arte e cuore».
A Milano ho fondato un’associazione culturale che promuove la cultura classica russa e internazionale. Come membro di Tota Pulchra, desidero coinvolgere l’associazione nei nostri prossimi eventi. Il 13 gennaio celebreremo il Capodanno Cristiano, un momento di unione tra popoli diversi, ispirato alla tradizione dell’ex Unione Sovietica. In primavera, il Gran Ballo delle Rose renderà omaggio a Sergej Djagilev, grande promotore dei Balletti Russi. In queste occasioni, la musica diventa strumento di pace, dialogo universale e celebrazione dei valori umani e cristiani.

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