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Quando il fango diventa pittura: Massimo Pulini in mostra a Rimini

C’è un’immagine che molti in Romagna non hanno dimenticato: il fango che entra nelle case, che copre i pavimenti, che rende irriconoscibili gli oggetti di ogni giorno. È da lì che nasce Fango e Velluto, la nuova mostra di Massimo Pulini, inaugurata alla Galleria Zamagni di Rimini. Non come cronaca dell’alluvione, ma come gesto di ascolto e trasformazione.

Pulini prende due materiali lontani tra loro e li fa dialogare: il fango, simbolo di una ferita recente del territorio, e il velluto, supporto nobile della tradizione pittorica. Il risultato non è un contrasto decorativo, ma una riflessione profonda su ciò che resta dopo un evento traumatico, su come la memoria collettiva possa trovare forma nell’arte.

Le opere esposte si muovono lungo tre direzioni principali. La prima è quella mitologica: ninfe e divinità fluviali riaffiorano come presenze antiche, quasi a ricordare che i fiumi hanno sempre avuto un carattere sacro e imprevedibile. La seconda è il paesaggio appenninico, rappresentato non come cartolina, ma come spazio vivo, attraversato da forze che superano l’uomo. La terza è il tempo, evocato attraverso orologi ed eclissi, immagini che sospendono la misura delle ore e invitano a una riflessione più intima.

La pittura di Pulini nasce da una profonda conoscenza del Seicento, ma non guarda al passato con nostalgia. La luce, elemento centrale del linguaggio barocco, viene qui usata per dare corpo alla materia, per far emergere figure e paesaggi dall’oscurità del velluto e dall’opacità del fango. È una luce che non abbellisce, ma rivela.

Fango e Velluto è una mostra che parla del territorio senza illustrarlo, che affronta la crisi ecologica senza slogan, affidandosi alla forza lenta e resistente della pittura. Un invito a fermarsi, a guardare con attenzione, a riconoscere che anche dalle ferite possono nascere immagini capaci di durare.

L’inaugurazione è prevista per sabato 14 febbraio alle ore 17, presso la Galleria Zamagni, in via Dante Alighieri 29–31, angolo via Cesare Clementini, a Rimini.

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