Cultura, formazione, impresa e cooperazione istituzionale al centro dell’incontro promosso dall’Intergruppo Sviluppo Sud e dalla Commissione Opera
Roma ha ospitato il 16 aprile, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, un confronto di particolare rilievo istituzionale tra una delegazione parlamentare e tecnico‑amministrativa della Mongolia e i rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori, in un appuntamento che ha assunto fin da subito il profilo di una piattaforma strategica per i futuri rapporti bilaterali tra i due Paesi. L’impianto dell’iniziativa si colloca nella scia di un percorso già formalmente avviato con l’invito istituzionale rivolto alla delegazione mongola, concepito per intensificare le relazioni tra Italia e Mongolia e per aprire nuovi canali di confronto tra domanda e offerta nei settori di reciproco interesse.
L’incontro è stato promosso dalla Commissione Opera e dall’Intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, con la presenza dell’onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo, del dottor Giovanni Barretta, presidente del Tavolo Tecnico, del presidente della Commissione Opera Tommaso Scattolari ( e coordinatore generale di Tota Pulchra) e del giornalista Luca Antonio Pepe, cui è stata affidata la moderazione dei lavori. In questo contesto, il ruolo di Scattolari è emerso come quello di un promotore di connessioni istituzionali e culturali, capace di orientare il confronto verso un modello di cooperazione concreta, basato non solo sulla rappresentanza, ma sulla costruzione di filiere di dialogo tra cultura, formazione e impresa.
Il valore dell’incontro è stato soprattutto nella sua natura operativa. Non una semplice visita di cortesia, ma un confronto tecnico su assi di sviluppo ben definiti: la valorizzazione delle eccellenze culturali e dell’opera, la formazione specialistica, la cooperazione in ambito farmaceutico e sanitario, il dialogo con le eccellenze imprenditoriali italiane e l’avvio di future iniziative bilaterali che potranno trovare una cornice istituzionale più strutturata con l’insediamento della nuova Ambasciatrice della Mongolia a Roma.
Tra i momenti più significativi della giornata, la consegna del primo memorandum di ringraziamento firmato dal Ministero della Cultura della Mongolia a Tommaso Scattolari, gesto che ha assunto un valore simbolico e politico insieme. Il documento ha rappresentato non soltanto un segno di riconoscimento personale, ma anche il riconoscimento di un metodo: quello di una cooperazione che si muove sul terreno della cultura come leva di diplomazia, dello scambio come strumento di reciproca crescita e della valorizzazione delle eccellenze come punto di partenza per relazioni stabili.
L’impostazione promossa dalla Commissione Opera ha messo in evidenza una visione ampia della cooperazione parlamentare, in cui la cultura non viene considerata come elemento accessorio, ma come infrastruttura relazionale capace di accompagnare la formazione, il matching tra imprese e la costruzione di percorsi condivisi. In questa cornice, la musica, l’opera, il patrimonio artistico e la dimensione educativa diventano strumenti di politica internazionale, in grado di affiancare i dossier economici e le prospettive commerciali.
Il confronto ha inoltre toccato il tema della formazione farmaceutica e delle eccellenze imprenditoriali, confermando la volontà di individuare, nei mesi successivi, percorsi di cooperazione che possano coinvolgere sia soggetti istituzionali sia realtà economiche di alto profilo. La sensibilità mostrata dalla delegazione mongola verso il know‑how italiano conferma il potenziale di un rapporto che può svilupparsi su più livelli: culturale, formativo, economico e scientifico.
L’incontro alla Camera ha quindi rappresentato un primo tassello di una strategia più ampia. Una strategia nella quale l’Italia, e in particolare il Mezzogiorno, possono proporsi come partner credibili in una diplomazia della qualità, fondata sulla forza delle competenze, sul patrimonio culturale e sulla capacità di trasformare le relazioni istituzionali in scambi strutturati e duraturi.