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Gran Ballo Storico: cultura, poesia e speranza tra le arti che uniscono i popoli
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Gran Ballo Storico: cultura, poesia e speranza tra le arti che uniscono i popoli

Il Gran Ballo Storico, evento culturale di punta che ogni anno trasforma Palazzo Brancaccio in un palcoscenico di danza, musica e letteratura, è ormai considerato uno degli appuntamenti più prestigiosi della scena culturale romana. Ideato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica insieme alla giornalista e promotrice culturale Yulia Bazarova di Eventi Rome e al poeta Comm. Paolo Dragonetti de Torres Rutili del Salotto Letterario Tevere, il Ballo unisce tradizioni artistiche diverse in un’atmosfera elegante tra costumi d’epoca, coreografie classiche e performance d’autore. Patrocinato da enti internazionali e sostenuto da importanti media nazionali e internazionali, l’evento celebra la bellezza senza tempo delle arti come linguaggio universale e ponte tra culture

 

 

Intervista a Yulia Bazarova sull’edizione del Gran Ballo Storico

 

Sul valore simbolico e culturale dell’evento

Il Gran Ballo Storico è descritto come un evento di altissimo valore non solo sociale ma anche culturale. In che modo, secondo lei, la danza, la poesia e le arti in generale riescono a superare le barriere del tempo e delle tensioni contemporanee, soprattutto in un contesto internazionale così complesso?

 

L’evento ha un alto valore simbolico non solo come evento sociale ma anche culturale. In particolare, dimostriamo con Paolo, che è poeta, come la poesia, gli scrittori e l’arte siano universali e per tutti i tempi: vanno oltre l’epoca in cui viviamo, segnata da una situazione di forte tensione politica. La collaborazione del Monsignore è preziosa, perché conosciamo bene quanto sia importante per la sua associazione promuovere le attività culturali nella nostra città.

 

Sulla partecipazione e l’eco mediatico

 

La manifestazione ha registrato una grande partecipazione e un’organizzazione di alto livello, ottenendo ampio riscontro sulla carta stampata, sui media virtuali e sulle reti televisive nazionali e internazionali. Quali sono, secondo lei, gli elementi chiave che hanno reso il Gran Ballo così seguito e apprezzato nel panorama culturale?

 

Sicuramente la grande partecipazione al Ballo, il livello dell’organizzazione e, nondimeno, tutto ciò viene riflesso nell’ottimo riscontro avuto dalla carta stampata, dai media virtuali e dai canali TV nazionali e internazionali che hanno seguito negli anni, in modo assiduo, la nostra manifestazione. Il Gran Ballo è considerato tra le manifestazioni più notevoli della capitale.

Sul significato dell’evento nel contesto globale

 

Viviamo in un’epoca caratterizzata da forte competizione e da una complessa situazione geopolitica internazionale. In che modo eventi come il Gran Ballo, insieme ad altre iniziative culturali che promuovete, rappresentano messaggi di speranza e pace attraverso la danza e la cultura?

 

In un mondo sempre più competitivo in tutti gli ambiti e con una situazione geopolitica internazionale complessa, il Gran Ballo, come altri eventi che organizziamo con Paolo, sono un messaggio di speranza e pace attraverso le arti della danza e della cultura in generale. Idealmente, tutto ciò si unisce sotto l’egida della creatività, che grandi compositori, scrittori e artisti di diversi Paesi hanno saputo offrire come patrimonio comune a tutta l’umanità.

 

 

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