Tu sei messicana, cosa ti ha portato a vivere a Roma?
Credo che la vita debba essere vissuta con l’obiettivo di scoprire il mondo, guardandolo con diverse prospettive e attraverso occhi nuovi.
Per me vivere significa realizzare i miei sogni, e uno di questi era proprio quello di vivere qui a Roma.
L’Italia mi ha rapito il cuore in modo inesplicabile: è stato un colpo di fulmine sin dalla mia prima vacanza a Roma nel 2019, poco prima della pandemia.
Tante persone mi chiedono perché ho scelto proprio l’Italia. Perché Roma? Semplicemente perché me ne sono innamorata.
Roma, come tutto il vostro Paese, seduce con il suo fascino, la sua architettura classica e moderna, la cultura del vivere la dolce vita, godendosi ogni momento tra famiglia, amici, rovine antiche… E poi il sole, il vino, la pasta e il tiramisù: non potrei chiedere di più!
Voi sapete davvero come godervi la vita, e quello che può sembrare uno stereotipo, io l’ho visto diventare realtà.
Chi è Cynthia oggi e cosa hai fatto in questi ultimi anni?
Mi considero una donna sognatrice, creativa, innovativa, che ama viaggiare.
Sono empatica e socievole, e l’arte in tutte le sue forme è la mia passione, perché credo che sia il miglior modo di esprimere chi siamo.
Negli ultimi due anni ho continuato a lavorare nel campo della comunicazione e degli eventi, portando avanti diversi progetti sia in Italia che a livello internazionale.
Dopo aver concluso il corso di specializzazione allo IED con focus su marketing, comunicazione e pubblicità, ho collaborato con varie realtà artistiche e culturali, contribuendo all’organizzazione di mostre, conferenze e iniziative creative.
Quindi sei architetto di formazione, ma con esperienze diversificate: come definiresti il tuo percorso?
Sì, sono architetto di professione, ma mi sono dedicata a molti altri ambiti, specialmente nella comunicazione organizzativa, nella pianificazione di eventi internazionali, e nello sviluppo di campagne strategiche.
Tutto è connesso: la mia formazione in architettura mi ha dato una visione estetica e strutturata che ho applicato in ogni contesto, dal design all’organizzazione.
Negli ultimi tempi, ho anche lavorato su progetti legati allo sviluppo urbano sostenibile e alla rigenerazione di spazi pubblici in collaborazione con enti locali italiani.
Cosa pensi dell’architettura moderna e antica? Quale stile preferisci?
L’architettura deve rispondere ai bisogni del tempo in cui nasce. Amo ciò che è stato fatto nel passato, ma credo che ogni epoca debba parlare con un proprio linguaggio.
Ad esempio, il Pantheon è tra le costruzioni più affascinanti, ma oggi abbiamo esigenze diverse e tecnologie nuove.
Il mio stile preferito è quello che si adatta al contesto e che rispetta il presente, pur dialogando con la memoria storica.
Hai intenzione di rimanere in Italia o pensi di tornare in Messico per applicare lì le competenze acquisite?
La mia scelta di trasferirmi qui è stata consapevole e sentita. L’Italia ha ancora molto da offrirmi, e io sento di poter contribuire con la mia esperienza.
Ormai sono passati più di due anni dal mio arrivo, e continuo a imparare ogni giorno.
Non escludo un domani di avviare progetti anche in Messico, magari costruendo ponti tra i due Paesi, ma per ora il mio cuore è qui.

Che opinione hai dell’architettura sacra?
Credo che l’architettura sacra sia fondamentale perché racchiude l’anima di una comunità. Le chiese non sono solo edifici, ma spazi di elevazione spirituale.
Durante l’erasmus a San Sebastián ho avuto modo di studiare l’architettura barocca, così importante anche per la storia messicana, e ho approfondito la storia della Cattedrale di Chihuahua, un patrimonio che sento parte di me.
In che modo desideri contribuire a Tota Pulchra nel 2025?
Mi piacerebbe continuare a contribuire allo sviluppo di eventi per Tota Pulchra, mettendo a frutto le mie competenze nel public speaking e nella comunicazione.
In Messico ho lavorato come presentatrice e oggi uso quell’esperienza per costruire connessioni e creare valore attraverso l’arte e la cultura.
Spero di aiutare Tota Pulchra a creare nuovi contatti e ad ampliare il proprio raggio d’azione attraverso mostre, campagne artistiche e collaborazioni internazionali.