La letteratura autentica non assolve il compito di consolarci, ma impugna il bisturi per disvelare le nostre contraddizioni più inconfessabili. È con questa convinzione, fondativa per la rassegna letteraria AriaBook e per il Centro Cultura Contemporanea, che chiamo la cittadinanza di Agrigento a un momento di profonda ossigenazione civica. Non vi invitiamo alla mera celebrazione di un romanzo estivo, ma a una seduta di analisi collettiva scaturita dalle pagine de La mentalità del granchio, l’ultima opera di Gaspare Grammatico. Dimenticate l’oleografia rassicurante della Sicilia da cartolina; questo testo compie un autentico sabotaggio letterario delle nostre pigrizie intellettuali.
L’impalcatura narrativa del noir diventa qui il pretesto per un’indagine spietata sull’ontologia del nostro limite. Il titolo stesso è una vertiginosa diagnosi sociologica: la “mentalità del granchio” teorizza quell’istinto mortifero, tipico dei crostacei in cattività, di trascinare a fondo il proprio simile non appena quest’ultimo tenti di evadere dal secchio. È l’amara trasposizione del nostro “non fare e non lasciare fare”, la presa d’atto di come la nostra comunità, spesso mossa da un’invidia viscerale o da un senso di appartenenza deformato, tramuti la propria rete sociale in una morsa asfissiante che punisce chiunque osi l’emancipazione. Grammatico estende questa destrutturazione al concetto stesso di sublime, portando la sua indagine nel mondo della lirica durante le prove generali della Tosca, in una Trapani soffocata dalla canicola. La morte anomala di un intoccabile maestro d’orchestra ci dimostra che, sotto il piedistallo dell’alta cultura, fermenta lo stesso fango delle nostre miserie quotidiane, fatto di sabotaggi sistematici e meschinità. A decifrare questo caos non interviene il classico eroe infallibile del genere poliziesco, ma il commissario Nenè Indelicato. Sventrato dalle proprie irrisolutezze e dal peso angosciante della paternità, egli incarna un’ermeneutica della fragilità umana. Indaga le ombre della sua città perché conosce intimamente le proprie, utilizzando la “nausea” esistenziale come unica, dolorosa bussola morale.
Vi esorto dunque a non restare semplici spettatori delle vostre stesse gabbie, ma a partecipare attivamente a questo disvelamento. L’appuntamento per confrontarci direttamente con l’autore, e misurare il nostro stesso respiro di comunità, è fissato per il 26 agosto 2026, alle ore 19:00, nella suggestiva cornice di Piazzetta Josemarìa Escrivà (Chiesa di San Pietro), in Via Luigi Pirandello 2, ad Agrigento. Nel corso della serata, ad affiancare Gaspare Grammatico in questo dialogo necessario ci saranno le intelligenze affilate di Alice Titone e Beniamino Biondi. L’ingresso è libero e aperto a chiunque abbia il coraggio di guardarsi allo specchio.