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Se Colapesce è stanco, tocca a noi sorreggere l’Isola

Editoriale di Francesco Rizzo

C’è una domanda, tanto semplice quanto disarmante, che aleggia come un monito sulle coscienze di tutti i siciliani: che fine farebbe la nostra terra se l’eroe che la sorregge negli abissi decidesse di arrendersi? È da questa potente provocazione che prende vita “Se Colapesce si stancasse” (Navarra Editore), l’intensa opera del giornalista Alan David Scifo.

Non ci troviamo di fronte a una semplice rivisitazione del mito, ma a un’indagine lucida, cruda e a tratti dolorosa sul presente della nostra Isola. Il libro di Scifo è un grido d’allarme, un faro puntato su tematiche che troppo spesso si cerca di insabbiare. L’autore ci prende per mano e ci costringe a guardare in faccia la realtà: si parla di inquinamento, di rifiuti abbandonati, di malattie subdole riconducibili agli scempi ambientali e di danni forse irreparabili. Si affronta senza sconti il dramma del registro dei tumori e si punta il dito contro quelle “responsabilità liquide” che hanno progressivamente avvelenato la Sicilia, trasformando la figura leggendaria di Colapesce nell’emblema di una pazienza arrivata ormai al limite.

Il messaggio centrale dell’opera è racchiuso in una riflessione che suona come un imperativo categorico per tutti noi:

“La Sicilia, per cui lui ha fatto la promessa più grande, ha bisogno di altre mani che la sorreggano, o che almeno non la distruggano. Aiutiamo Colapesce.”

Leggendo queste pagine in vista delle nuove tappe di presentazione del libro – come quella dal forte valore simbolico al Cretto di Gibellina Vecchia – la mia mente non può fare a meno di tornare indietro nel tempo, a un ricordo che custodisco con profonda tenerezza e senso del dovere.

Era il 17 luglio del 2024, una limpida serata estiva, e ci trovavamo nell’Oratorio San Giovanni Battista de la Salle a Santa Elisabetta. Insieme all’Arciprete Don Giuseppe D’Oriente e a Stefano Trapani, responsabile del GREST, avevamo organizzato un momento di profonda riflessione. Ma ciò che rese quell’evento davvero indimenticabile non fu solo l’urgenza dei temi trattati, bensì il pubblico che ci stava di fronte.

Le prime file erano gremite dai bambini e dai ragazzi del paese. Ascoltavano parlare di inquinamento, di tumori e di terre violate, parole pesanti come macigni per la loro età. Eppure, ascoltavano la storia di questo eroe stanco con gli occhi spalancati, divisi tra l’incanto del mito e l’intuizione di una verità amara, comprendendo la necessità di un impegno concreto per non far mollare il nostro Colapesce. In mezzo a tanto buio, parlavamo soprattutto di speranze.

Guardando i loro volti attenti, illuminati dalla curiosità e privi di quella rassegnazione che spesso affligge noi adulti, ho avuto un’epifania. Quella sera, a Santa Elisabetta, non stavo guardando dei semplici spettatori: stavo guardando dei piccoli Colapesce in erba.

In quei ragazzi ho visto la risposta all’angoscia che attraversa le inchieste di Scifo. Se il “vecchio” Colapesce dovesse stancarsi sotto il peso dei veleni, dell’incuria e dell’indifferenza, ci sono già nuove mani pronte a darsi il cambio. Mani ancora piccole, ma pulite, forti e piene di speranza, pronte a giurare – come chiede l’autore – che la prossima volta troverà un’isola migliore. L’opera di Alan David Scifo è fondamentale proprio per questo: perché ci ricorda che il mito non è una scusa per delegare la salvezza della Sicilia a forze invisibili, ma un passaggio di testimone. E finché avremo giovani pronti ad ascoltare, a ribellarsi alle “responsabilità liquide” e a farsi carico della propria terra, potremo star certi che l’Isola non sprofonderà.

L’INVITO ALL’EVENTO

Per continuare questo dialogo necessario e dare nuova linfa a questa promessa, l’appuntamento è imminente in un luogo che è esso stesso simbolo di memoria, rinascita e riscatto culturale. Vi invitiamo alla presentazione del libro “Se Colapesce si stancasse”, che si terrà giovedì 28 maggio 2026 alle ore 18:30 presso Santa Caterina al Cretto di GIBELLINA VECCHIA, nell’ambito del programma “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – Gibellina 2026 Off”. Sarà un’occasione preziosa per dialogare direttamente con l’autore Alan David Scifo. L’incontro sarà condotto dal giornalista Giuseppe Pantano e vedrà l’autorevole intervento di Pietro Buttafuoco. L’evento è realizzato con il sostegno del MiC (Ministero della Cultura) e della SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, in collaborazione con il Comune di Gibellina, la Fondazione Orestiadi, Tenute Orestiadi e le realtà locali.

Non mancate. Finché avremo comunità pronte ad ascoltare, a testimoniare e a farsi carico della propria terra, potremo star certi che la nostra Isola non sprofonderà.

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