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La sicurezza di un territorio è il risultato dell’impegno quotidiano delle istituzioni, ma anche della collaborazione e della responsabilità di ogni cittadino. In un’epoca in cui le sfide cambiano rapidamente – dalla criminalità tradizionale ai reati informatici, fino alla tutela delle fasce più giovani della popolazione – il ruolo della Polizia di Stato è chiamato a evolversi, mantenendo saldi i principi di legalità, prossimità e servizio.
Il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sarno rappresenta da sempre un punto di riferimento per il territorio, non solo nell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni criminosi, ma anche nella promozione della cultura della legalità e del dialogo con la comunità.
Per approfondire questi temi, Totapulchra.news ha incontrato il Vice Questore Aggiunto, dott. D’Amico, che ha condiviso la propria esperienza offrendo una riflessione sul rapporto tra cittadini e istituzioni, sulle nuove sfide della sicurezza e sui valori che ispirano quotidianamente il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.
- Come descriverebbe oggi il rapporto tra cittadini e Polizia di Stato?
Dott. D’Amico:
«La Polizia di Stato, negli ultimi anni, si è sempre collocata ai primissimi posti nei sondaggi che misurano il livello di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È un risultato che nasce dall’attenzione costante che la Polizia dedica alle esigenze della società, garantendo sicurezza, ascolto, vicinanza e una presenza continua sul territorio.»
- Quali sono le principali sfide che le forze dell’ordine affrontano nel contesto attuale?
Dott. D’Amico:
«La Polizia di Stato è da sempre abituata ad adattarsi alle nuove sfide in materia di sicurezza. La resilienza rappresenta una delle nostre caratteristiche fondamentali.
Oggi molte minacce provengono dal web e dal dark web, dove si consumano numerosi reati: cyberattacchi, processi di radicalizzazione legati al terrorismo internazionale, truffe online, diffusione di materiale pedopornografico, revenge porn e cyberbullismo.
Accanto a queste emergenze digitali restano i fenomeni che interessano il territorio, come le baby gang e le truffe agli anziani. Si tratta di nuove forme di criminalità che si aggiungono, senza sostituirle, a quelle tradizionali, come il terrorismo interno e la criminalità organizzata di stampo mafioso, fenomeni che continuano a richiedere la massima attenzione da parte delle forze di polizia.»
- Quanto conta la prevenzione nella costruzione della sicurezza di una comunità?
Dott. D’Amico:
«La prevenzione è fondamentale. La Polizia di Stato, attraverso la rete delle Questure e la figura del Questore quale Autorità provinciale di pubblica sicurezza, svolge un ruolo centrale mediante gli strumenti previsti dalla normativa, come le misure di prevenzione personali, gli ammonimenti e la sorveglianza speciale, finalizzati a impedire che soggetti ritenuti pericolosi possano commettere reati.
Basti pensare che l’ammonimento rappresenta uno strumento particolarmente efficace per interrompere, in molti casi, situazioni di violenza domestica o di stalking.
Anche i dirigenti dei Commissariati, quali Autorità locali di pubblica sicurezza, intervengono frequentemente nella composizione dei conflitti tra privati, contribuendo a prevenire l’insorgere di situazioni più gravi.
Tuttavia, la vera prevenzione nasce soprattutto dall’educazione alla legalità, rivolta ai giovani ma anche agli adulti.»
- Quale ruolo possono svolgere scuola, famiglia e associazioni nella diffusione della cultura della legalità?
Dott. D’Amico:
«Svolgono un ruolo fondamentale. La cultura della legalità deve essere trasmessa innanzitutto ai giovani e questo percorso educativo deve iniziare in famiglia, proseguire nella scuola e consolidarsi all’interno delle associazioni sportive, culturali e del volontariato, luoghi nei quali si forma la personalità delle nuove generazioni.
Anche la Polizia di Stato offre un contributo concreto attraverso numerosi incontri con gli studenti e campagne informative dedicate, come Una Vita da Social, promossa dalla Polizia Postale per un utilizzo consapevole della rete, e Icaro, realizzata dalla Polizia Stradale per diffondere la cultura della sicurezza stradale.
La cultura della legalità riguarda anche gli adulti. Pensiamo, ad esempio, alla violenza contro le donne, un fenomeno che oggi viene affrontato con una sensibilità e una determinazione sempre maggiori. In queste occasioni la Polizia di Stato è costantemente presente con iniziative di informazione e sensibilizzazione.
Come ricorda uno dei nostri slogan, la Polizia di Stato deve esserci sempre. Ed è proprio quello che cerchiamo di fare, ogni giorno.»
- Quali sono i rischi più diffusi per i giovani nell’ambiente digitale e sui social network?
Dott. D’Amico:
«I rischi sono numerosi e sono legati soprattutto al fatto che i social network tendono a diventare, in particolare per i più giovani, una sorta di dipendenza, capace di alterare la percezione della realtà. Si finisce così per vivere una realtà mediata e, talvolta, artificiale, nella quale fake news, falsi miti e cattivi modelli possono risultare particolarmente attrattivi.
Per questo motivo è fondamentale promuovere un utilizzo moderato, graduale e consapevole dei social. La Polizia di Stato, attraverso la Polizia Postale, svolge un costante monitoraggio della rete per individuare e contrastare i canali che diffondono contenuti e comportamenti pericolosi per i ragazzi.
Accanto all’attività investigativa, prosegue anche quella educativa attraverso il progetto “Una Vita da Social”, mentre il ruolo delle famiglie e della scuola resta fondamentale e insostituibile.»
- In che modo la tecnologia sta cambiando il lavoro della Polizia di Stato?
Dott. D’Amico:
«La tecnologia ha già trasformato profondamente il nostro modo di lavorare e continuerà a farlo con un ritmo sempre più rapido.
Oggi le pattuglie dispongono di tablet che consentono di effettuare direttamente su strada i principali controlli alle banche dati. A breve sarà possibile anche rilevare le impronte digitali per confrontarle con quelle contenute nei documenti elettronici, come la carta d’identità elettronica e il passaporto.
Un contributo importante arriva anche dai braccialetti elettronici, che facilitano il controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o ai provvedimenti di divieto di avvicinamento.
Sempre più determinante è inoltre il sistema di videosorveglianza pubblica e privata, così come l’impiego dei droni durante i grandi eventi e nelle attività di ordine pubblico e di polizia giudiziaria.
Infine, la Polizia di Stato sta investendo nello sviluppo di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea in materia di privacy. Questa rappresenta certamente una delle principali sfide tecnologiche dei prossimi anni.»
- Quali qualità umane e professionali ritiene indispensabili per un buon Vice Questore Aggiunto?
Dott. D’Amico:
«Ritengo che un buon funzionario della Polizia di Stato debba possedere innanzitutto una grande curiosità. È una qualità indispensabile sia per comprendere l’evoluzione dei fenomeni sociali e le loro possibili ricadute sulla sicurezza, sia nello svolgimento delle indagini, dove spesso sono proprio i dettagli apparentemente insignificanti a consentire di ricostruire un reato.
Accanto alla curiosità considero fondamentali l’umanità nei rapporti con i cittadini, per instaurare un rapporto di fiducia, l’equilibrio nella gestione delle situazioni più delicate, l’autorevolezza nel coordinamento del personale e il senso delle istituzioni.»
- Qual è l’aspetto più gratificante del suo lavoro e quale, invece, il più difficile?
Dott. D’Amico:
«Credo che quello del poliziotto sia il lavoro più bello del mondo. Ogni giorno siamo chiamati a tutelare i cittadini, garantire l’esercizio dei loro diritti e vigilare sulla sicurezza della collettività, intervenendo nelle situazioni più diverse: dai casi di violenza domestica ai grandi eventi di rilievo nazionale e internazionale.
La gratitudine che riceviamo dai cittadini rappresenta, per me, la più grande soddisfazione professionale e umana.
L’aspetto più difficile, invece, è trovarsi accanto alle persone nei momenti di maggiore sofferenza: quando perdono un familiare, la propria casa a causa di un incidente o di una calamità, oppure il frutto di anni di sacrifici. In queste circostanze spesso non possiamo fare altro che offrire la nostra vicinanza umana, ed è sicuramente la parte più delicata del nostro lavoro.»
- Che consiglio darebbe ai giovani che desiderano intraprendere una carriera nelle forze dell’ordine?
Dott. D’Amico:
«Il mio consiglio è di crederci sempre e di impegnarsi con determinazione nello studio, che rappresenta la base per superare i concorsi della Polizia di Stato, sia per diventare agente, sia per accedere ai ruoli di ispettore o di funzionario.
I sacrifici richiesti saranno ampiamente ripagati da una professione unica, dinamica e ricca di soddisfazioni, che permette di stare costantemente a contatto con le persone e di svolgere un servizio concreto a favore della collettività. Per quanto mi riguarda, continuo a considerarlo il lavoro più bello del mondo.»
- Quale messaggio vorrebbe lasciare ai lettori di Totapulchra.news sul valore del servizio allo Stato e della cittadinanza attiva?
Dott. D’Amico:
«La sicurezza delle nostre comunità è un bene fondamentale che si costruisce e si mantiene soltanto con l’impegno di tutti. La collaborazione dei cittadini con le forze di polizia è essenziale.
Il mio invito è quello di avere sempre fiducia nelle istituzioni e di segnalare ogni situazione di pericolo della quale si venga a conoscenza, sia essa attuale o anche soltanto potenziale.
Oltre al 112, Numero Unico di Emergenza, che rappresenta il canale più rapido ed efficace per richiedere l’intervento delle forze di polizia, desidero ricordare anche l’applicazione YouPol, messa a disposizione dalla Polizia di Stato. Si tratta di uno strumento gratuito che consente di segnalare, anche in forma anonima, episodi di violenza, bullismo, spaccio di sostanze stupefacenti e altre situazioni di illegalità, allegando anche fotografie o video.
Oggi i cittadini hanno a disposizione diversi strumenti per contribuire concretamente alla sicurezza del territorio. Utilizzarli con senso civico significa partecipare attivamente alla tutela della propria comunità e rafforzare quel rapporto di collaborazione che è alla base di una società più sicura e più consapevole.»
Conclusioni
L’incontro con il Vice Questore Aggiunto dott. D’Amico restituisce l’immagine di una Polizia di Stato moderna, vicina ai cittadini e pronta ad affrontare le sfide di un contesto sociale in continua evoluzione. Dalle nuove minacce provenienti dal mondo digitale alla prevenzione sul territorio, dalla promozione della cultura della legalità fino al rapporto di fiducia con la comunità, emerge con chiarezza un principio fondamentale: la sicurezza non è soltanto compito delle istituzioni, ma è una responsabilità condivisa.
Le parole del dott. D’Amico ricordano come il dialogo, la prevenzione, l’educazione e la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine rappresentino gli strumenti più efficaci per costruire una società più sicura e consapevole.
Totapulchra.news ringrazia il Vice Questore Aggiunto dott. D’Amico per la disponibilità e per il tempo dedicato ai nostri lettori, con l’auspicio che questa intervista possa contribuire a rafforzare il senso civico, la fiducia nelle istituzioni e la cultura della legalità, valori indispensabili per il futuro della nostra comunità.
Esposito Santolo Simone