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La sapienza delle lacrime. Il dono, la croce e il testamento spirituale di Alfonso Cacciatore / 25.11.1969 - 28.08.2026
Il ricordo di don Stefano Nastasi, Rettore del Seminario di Agrigento per la scomparsa del fraterno amico Alfonso Cacciatore, Direttore della Biblioteca Diocesana Agrigentina.

Il ricordo di don Stefano Nastasi, Rettore del Seminario di Agrigento per la scomparsa del fraterno amico Alfonso Cacciatore, Direttore della Biblioteca Diocesana Agrigentina.

Il ricordo di don Stefano Nastasi

«In forme diverse nel corso della sua vita, Alfonso non è mai venuto meno alla dinamica del servizio: ha sempre cercato di servire e di amare il Vangelo e la Chiesa, prima nel ministero e poi al di là di esso, stando accanto ai più deboli. Penso ai suoi inizi a Roma, quando lavorava come insegnante di sostegno per i bambini più fragili, e poi al suo lungo impegno nell’insegnamento nelle scuole. Proprio in queste ore, i suoi ex alunni lo ricordano con affetto per la sua bellissima preparazione: non teneva gli approfondimenti per sé, ma li donava. Anche quello era un modo prezioso di servire la Chiesa.

Questa stessa consapevolezza e generosità lo hanno guidato negli ultimi anni come Direttore della Biblioteca Diocesana. Il suo era un legame viscerale con quegli ambienti: già da seminarista era stato il bibliotecario del nostro Seminario. Tornarci dopo tanti anni e curarne la rinascita con competenza straordinaria è stato per lui un modo bellissimo di ritornare nel cuore della Chiesa locale: l’ha servita amandola e l’ha amata servendola.

Per me, sul piano personale, è una perdita inestimabile. Ci siamo conosciuti trentasei anni fa: Alfonso è stato un amico leale, lucido, che non si è mai rifugiato nelle scorciatoie, capace di parlarmi sempre con grande chiarezza. Avendo perso mio fratello undici anni fa, Alfonso è diventato per me un secondo fratello. Non si è mai tirato indietro, macinando energie per starmi accanto nei servizi a cui ero chiamato e nelle sfide del Seminario. È stato un sostegno prezioso, un aiuto nel discernimento e un vero compagno di viaggio: una presenza capace di esserci nel momento del bisogno, ma anche di fare un passo indietro quando capiva che dovevo camminare da solo. Penso che tanto basti a far intuire la grandezza dell’uomo che abbiamo perso».

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