Dark Mode Light Mode

Scrittore cantastorie

Primo capitolo del romanzo “Vite artistiche”.

Teofilo scriveva sul foglio di carta illuminato da una luce che filtrava attraverso la finestra. La forma della scrittura fluttuava sinuosa sul foglio creando una vasta varietà di argomenti culturali e artistici che si disponevano sulla carta come un grande mosaico mobile in continua metamorfosi. La penna era come l’obiettivo della macchina da presa che proiettava immagini dal significato profondo e portavano lo spettatore verso idee nuove e una libertà senza confini. Teofilo lo scrittore nomade era un uomo che si era fatto da sé. Si era trasferito da Tropea a Roma già da diversi anni alla continua ricerca di un lavoro stabile. La Capitale era un ambiente complesso dove lavorare era sempre più difficile. L’arte del suo narrare si era sviluppata nelle periferie romane a contatto con il cuore e la spiritualità del popolo. Teofilo era un uomo che amava la cultura, uno storico dell’arte combattente che portava avanti un umanesimo dell’arte. Un giorno aveva conosciuto Enzo un docente universitario di storia dell’arte e del cinema che gli studenti chiamavano il cantastorie per la sua capacità di saper insegnare le arti attraverso un modo di raccontare denso di saggezza e fede. Era cieco sin dalla nascita. I due si erano incontrati per caso nei pressi di Piazza Re di Roma. Mentre camminava nei pressi della piazza Teofilo aveva perso di vista il quaderno di scrittura che teneva sempre con sé. Dopo un po’ di tempo si era accorto che gli era scivolato sotto la panchina nella quale si era seduto per scrivere. Nel posto dove era seduto lui prima ora stava un signore dall’aspetto assai strano con capelli ricci baffetti e occhiali. Sembrava di vedere il vecchio comico Groucho Marx. Gli chiese se poteva prendere il quaderno che stava sotto la panchina ma lui non faceva niente. Gli aveva fatto notare che era cieco e non lo vedeva. I due iniziarono a discorrere e fecero amicizia. Enzo era un uomo molto colto che si era sempre battuto per divulgare l’arte, restaurarla e comunicarla alle nuove generazioni. Mentre raccontava la sua vita sembrava di ascoltare veramente un cantastorie! Enzo aveva detto a Teofilo che lo avrebbe portato a scoprire tanti aspetti misteriosi del mondo dell’arte e del cinema in un magico viaggio. Teofilo era molto contento di aver fatto questa nuova amicizia. Il suo cuore era pieno di speranza e di forza. La periferia era come una luce che illuminava il suo cuore e le difficoltà che doveva affrontare ogni giorno. La periferia di Corviale era stata per lui un grande insegnamento di vita. Qui aveva conosciuto Monica la direttrice del centro per le arti Mitreo di Iside di Corviale. Una donna molto forte e coraggiosa che attraverso la pittura energetica voleva rivitalizzare le persone e portarle in una dimensione più giusta e umana, senza privilegi ricca di cooperazione, solidarietà e spiritualità. Teofilo lo scrittore nomade ed Enzo il cantastorie cieco erano diventati molto amici. Un’amicizia ricca di fede, amore per la cultura e solidarietà. L’arte era una luce densa di spiritualità che illuminava il cammino dei due uomini verso la strada della saggezza. Ogni angolo della città era per loro fonte di esperienza e di sapere. Volevano lottare per conservare la cultura in un’epoca difficile come quella odierna, materialistica e quasi senza valori. Peregrinavano insieme per le periferie di Roma e il nomadismo era per loro una continua fonte di insegnamento. Un nomadismo interculturale che li portava a conoscere persone e luoghi fra loro molto diversi. Un nomadismo esperienziale costituito dalla conoscenza di una molteplicità di artisti dal cuore semplice e popolare. Enzo voleva portare Teofilo a scoprire la felicità narrando la storia dell’arte e del cinema. Camminare, raccontare e scoprire per arrivare alla felicità. Il pellegrinaggio della fede stava cominciando. Un giorno Teofilo ed Enzo si ritrovarono a camminare a Primavalle vicino alla stazione di Monte Mario. Enzo il cantastorie iniziò a parlare dell’importanza della figura del regista autore nella Nouvelle Vague. Teofilo ascoltava attentamente.

Previous Post

La Nouvelle Vague e il regista autore

Next Post

Introduzione al romanzo