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Il mondo di Pasternak

©️ patrick pascal

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

È necessario sostituire il discorso ossessivo sulla guerra con la riscoperta dello spazio immenso e della ricchezza culturale e storica che esso racchiude e che addirittura fa dimenticare. Ciò riguarda quello che potremmo definire il “mondo di Pasternak”.

Questo mondo non ci è estraneo ed è noto a moltissime persone, se non altro grazie alla visione cinematografica (1965) delle immense pianure siberiane di “Il dottor Zivago”, opera letteraria che ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1958. I temi trattati sono eterni: l’amore, la vita, la libertà. La particolarità è che essi hanno potuto esprimersi in un contesto particolarmente drammatico, quello della Rivoluzione, della guerra civile e delle repressioni.

 

   

©️ patrick pascal

 

E Pasternak è vivo e vegeto. Per accertarsene basta recarsi dove la sua voce si fece sentire a partire dal 1936 e risuona ancora oggi, nella sua casa nella foresta, nel cuore del villaggio degli scrittori di Peredelkino, dove fu sepolto nel 1960. Il film “La Casa Russia” inizia proprio in questo luogo, alla fine di una giornata autunnale. In pieno inverno, vale la pena scoprire anche il fiume Oka, affluente del Volga, a Taroussa, dove risiedeva la grande poetessa Marina Cvetaeva, con la quale Pasternak intratteneva un’intensa corrispondenza fatta di opere e sentimenti.

     

 

Pasternak è l’umanità che sopravvive ai drammi e li sublima. È l’espressione di una coscienza collettiva; è il ricettacolo di una forma di grazia che è in ognuno di noi. Boris Pasternak ce ne fornisce la dimostrazione nella sua descrizione della creazione letteraria: “Nessun vero libro ha una prima pagina. Come il mormorio della foresta, nasce Dio solo sa dove, cresce, si diffonde, risvegliando i boschetti più segreti, e improvvisamente, nel momento più oscuro, più stordente e più panico, parla, giunto al suo termine, da tutte le sue cime contemporaneamente”. Sì, il mondo di Pasternak, tragico, ma anche epico e romantico, è in ognuno di noi.

 

 

 

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