Yassin è un percussionista marocchino di fama internazionale. Fin da piccolo è suona il tipico tamburo ‘’Darabouka’’ ed altri similari. Ha collaborato con artisti affermati, come il nostro compianto cantautore Franco Battiato da sempre un attento studioso delle melodie nordafricane e mediorientali. Rilascia un’intervista esclusiva per Tota Pulchra.
Ciao Yassin, ci vuoi parlare brevemente della tua carriera d’artista?
Mi chiamo Yassin El Mahi , nato il 28/02/1983 a Rabat, capitale del Marocco. Sono indirizzato all’educazione musicale fin da bambino, prima all’interno dell’ambiente familiare e poi praticando e imparando con vari gruppi ed artisti locali. In seguito frequento i corsi di canto e percussioni tradizionali presso il conservatorio nazionale di musica “Moulay Rachid” di Rabat.
Dalla tua biografia emerge una collaborazione con un artista che noi italiani apprezziamo molto, quella con Franco Battiato. Che persona era?
Franco Battiato è stata una persona estremamente solare oltre ad essere un grande artista.Ho avuto l’occasione di conoscerlo e collaborare con lui in varie occasioni che si sono rilevate delle esperienze uniche.

Come si chiama il tamburo che lei utilizza? E’ simile a quelli dell Africa nera? Oppure se non lo è che differenza c’è nel suono, nel ritmo etc?
Si chiama Darbuka ed è un strumento di percussione arabo fatto di terra cotta e pelle di animale. Il termine v viene dal verbo arabo daraba che vuole dire colpire, si suona nei paesi arabi e anche in europa dell’est. In Africa nera c’è lo jambe che è concettualmente e fattualmente diverso: è fatto con legno e la tecnica con cui si suona è più frenetica e tribale. Poi da noi c’è un altro strumento che si chiama req che in arabo vuol dire schiavo ( il maestro è il padrone dello strumento che lo guida e lo controlla).
Secondo te la musica è un ponte che unisce tutti i popoli e le religioni? Oppure è un’affermazione della propria identità?
Per me La musica è un linguaggio internazionale che si può essere compreso da tutti, può essere un messaggio di amore e pace per favorire l’unione dei popoli e, in un certo qual modo, delle religioni. La musica, però, è anche un racconto di storie e di culture tipiche tramandate da secoli fino da noi, in ogni paese del mondo.