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Come appassionato di criptovalute che segue il mercato da vicino, novembre 2025 è stato un mese che mi ha messo alla prova, con una volatilità che ha spazzato via miliardi e testato la pazienza di molti investitori. Di solito novembre segue l’ottobre rialzista con un po’ di consolidamento, ma quest’anno ha visto un calo significativo, rendendolo il secondo mese peggiore per Bitcoin. Ho monitorato gli sviluppi giorno per giorno, tra aggiornamenti costanti e qualche notte in bianco, e qui vi racconto le notizie principali in modo diretto, basandomi su quello che ho osservato e letto, senza entrare in tecnicismi eccessivi.
Iniziamo con il mercato complessivo. Le criptovalute hanno subito una correzione marcata, influenzata da fattori come le tensioni geopolitiche, il shutdown del governo USA e un outflow massiccio dagli ETF che ha drenato liquidità. Il mercato crypto ha chiuso con una capitalizzazione intorno ai 3 trilioni di dollari, dopo un calo del 10-15% nel mese, con volumi di trading che hanno oscillato tra i 140-150 miliardi di dollari. Bitcoin ha registrato una perdita del 17%, partendo da livelli intorno ai 110.000 dollari all’inizio del mese, toccando un picco iniziale di circa 112.000 dollari, ma poi subendo un crollo intorno al 10-15 novembre che lo ha portato sotto i 90.000 dollari, con liquidazioni totali per oltre 1,5 miliardi di dollari dovute a posizioni leveraged e vendite istituzionali. Verso fine mese, ha rimbalzato leggermente, chiudendo intorno ai 91.000 dollari. Per me, questo sottolinea una fase di capitolazione, con l’indice Fear & Greed che è sceso in zona estrema paura intorno ai 15-20 punti, ma ho notato segnali di accumulo da parte di istituzioni come Harvard che ha triplicato le sue holdings.
Per gli altcoin, è stato un mese ancora più misto e doloroso. Ethereum ha perso circa il 20%, scendendo sotto i 3.200 dollari verso metà mese a causa di outflows dagli ETF e pressione su Layer 2, chiudendo intorno ai 3.000-3.100 dollari, ma con supporto dalla crescita continua nel DeFi e dall’aggiornamento Fusaka che ha aumentato la capacità di dati. Tuttavia, ha beneficiato di rotazioni verso altcoin, con alcuni come Cardano (+17% in una settimana) e XRP (+12%) che hanno resistito meglio grazie a ETF approvati e conferenze come Swell. Solana ha visto guadagni in certe fasi ma chiuso in rosso, mentre memecoin come Dogecoin hanno fluttuato selvaggiamente con perdite nette. Settori come AI e DeFi hanno mostrato resilienza, con vincitori come ICP (+16%) e perdenti tra i token leveraged. Il TVL DeFi è calato ma stabilizzato intorno ai 130 miliardi, riflettendo la volatilità generale.
Sul fronte regolatorio, ho trovato sviluppi che mi incoraggiano nonostante il downturn. Negli USA, la SEC ha pubblicato l’agenda per la primavera 2025 con framework più chiari per asset crypto, esenzioni per innovazioni e regole per ETF in-kind. C’è stata la GENIUS Act per stablecoin, e proposte fiscali favorevoli per miner. A livello statale, progressi su accessi ai conti Fed per fintech, mentre l’UE ha sanzionato stablecoin russe e Hong Kong ha lanciato nuovi regimi. Il Regno Unito ha introdotto un framework “no gain, no loss” per DeFi, deferendo guadagni fino alla vendita, che potrebbe boostare l’adozione. Queste mosse indicano un approccio più supportivo, che potrebbe aiutare a stabilizzare il settore.
Altri highlights che mi hanno colpito includono l’adozione istituzionale: Banche europee preparano una stablecoin in euro per il 2026, e entità negli UAE accettano crypto per immobili. Tether ha espanso le riserve a oltre 180 miliardi, e DeFi ha visto crescite su chain come PancakeSwap. Eventi come Devconnect a Istanbul e la Korea Blockchain Week hanno aggiunto energia, nonostante hack come quello su Upbit per 36 milioni in Solana. Inoltre, prediction markets come Polymarket e Kalshi hanno raccolto miliardi in funding, segnalando un meta in ascesa.
In sintesi, novembre 2025 mi ha reso cauto, con una correzione che ha segnato uno dei mesi più distruttivi, ma vedo segnali di bottoming come l’aumento dell’attività on-chain e accumuli istituzionali. Storicamente, dopo cali come questo, dicembre porta rimbalzi, specialmente con QT che finisce il 1 dicembre, ulteriori tagli Fed e policy pro-crypto dal nuovo amministrazione. Credo che dicembre potrebbe sorprendere in positivo, con supporti intorno agli 85.000-90.000 dollari per BTC. Ho mantenuto le mie posizioni, focalizzandomi su asset solidi, e vi consiglio di monitorare i flussi ETF. Che ne pensate? Avete venduto o accumulato? Fatemelo sapere. Alla prossima!