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Ottobre amaro: volatilità, regolazione e cosa guardare ora per BTC

Ottobre 2025 è stato un mese che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, pieno di volatilità e colpi di scena inaspettati. Di solito ottobre è un periodo di ripresa dopo il “Rektember”, ma quest’anno ha visto crash significativi che hanno spazzato via miliardi dal mercato. Ho monitorato tutto con attenzione, tra notti insonni e aggiornamenti costanti, e qui vi racconto le notizie principali in modo diretto, basandomi su quello che ho osservato e letto, senza esagerare con i dettagli tecnici.

Iniziamo con il mercato complessivo. Le criptovalute hanno subito un momentum negativo, influenzato da fattori come le indicazioni della Fed su un possibile taglio dei tassi di soli 0,25 punti base, che non ha entusiasmato gli investitori, e da eventi geopolitici che hanno aumentato l’incertezza. Il mercato crypto ha chiuso con una capitalizzazione intorno ai 3,78 trilioni di dollari, dopo un calo del 3% solo nell’ultima giornata del mese. Bitcoin ha registrato una perdita del 4,5%, partendo da livelli intorno ai 112.000-115.000 dollari all’inizio del mese, toccando un picco di circa 125.000 dollari nei primi giorni, ma poi subendo un crollo improvviso intorno al 13-14 ottobre che lo ha portato sotto i 105.000 dollari, con liquidazioni totali per centinaia di miliardi dovute a posizioni leveraged e outflows dagli ETF. Un altro calo significativo si è verificato verso fine mese, intorno al 30 ottobre, portando il prezzo a stabilizzarsi intorno ai 108.800-109.000 dollari alla chiusura. Per me, questo evidenzia una fase di correzione mid-cycle, con la leva che si è normalizzata ma l’attività on-chain in ripresa. Le istituzioni hanno continuato a mostrare interesse, ma il sentiment generale è passato da neutro a paura, con l’oro che ha outperformato Bitcoin per l’anno in corso.

Per gli altcoin, è stato un mese ancora più complicato. Ethereum ha perso terreno, chiudendo intorno ai 3.800-3.900 dollari dopo cali del 12% durante il crash principale, influenzato da outflows dagli ETF e da una maggiore pressione su Layer 2 tokens, che hanno visto declini fino al 4,4%. Tuttavia, ha mantenuto un supporto grazie alla crescita continua nel DeFi e alle stablecoin. Alcune eccezioni positive: Solana e XRP hanno resistito meglio in certe settimane, beneficiando di aggiornamenti di rete e adozioni, mentre memecoin come Dogecoin hanno fluttuato selvaggiamente ma chiuso in rosso. Settori come i DeFi hanno visto rotazioni, con alcuni protocolli che hanno guadagnato in TVL nonostante il downturn generale. L’indice Fear & Greed ha toccato livelli bassi intorno ai 28-30 verso fine mese, riflettendo l’alta volatilità e il panic selling.

Sul fronte regolatorio, ho notato sviluppi che mi danno speranza per il futuro, nonostante il caos del mercato. Negli USA, la SEC ha pubblicato l’agenda per la primavera 2025, includendo un framework più chiaro per asset crypto, esenzioni per innovazioni e regole aggiornate per ETF, con approvazioni per creazioni e redemptions in-kind. È stata firmata la GENIUS Act per stablecoin di pagamento, e ci sono proposte per trattamenti fiscali favorevoli ai miner e framework flessibili per data center. A livello statale, progressi come l’accesso “skinny” ai master account Fed per crypto e fintech, e cambiamenti legislativi in stati come Illinois. Internazionale, l’UE ha sanzionato una stablecoin backed da rublo russo, mentre Hong Kong e altri centri finanziari stanno emergendo con nuovi regimi per stablecoin. Queste mosse suggeriscono un approccio più favorevole, che potrebbe stabilizzare il settore a lungo termine.

Altri highlights che mi hanno colpito includono l’adozione istituzionale in crescita: banche europee stanno preparando una stablecoin in euro per il 2026, e entità negli UAE accettano crypto per transazioni immobiliari. Tether ha continuato a espandere le riserve, e il DeFi ha visto incrementi in TVL su alcune chain nonostante i cali. Eventi come la European Blockchain Convention a metà mese e Blockchain Life a fine ottobre hanno riunito migliaia di partecipanti, aggiungendo energia al settore con discussioni su Web3 e mining.

In sintesi, ottobre 2025 mi ha reso cauto, con crash che hanno segnato il mese più distruttivo in tempi recenti, ma vedo segnali di resilienza come l’aumento dell’attività on-chain e le regolazioni positive. Storiquement, dopo correzioni come questa, novembre potrebbe portare un rimbalzo, specialmente se i tassi Fed scendono ulteriormente e gli ETF continuano a attirare flussi. Ho mantenuto le mie posizioni, focalizzandomi su asset solidi, e vi consiglio di tenere d’occhio i supporti intorno ai 105.000-108.000 dollari per BTC. Che ne pensate? Avete subito perdite o visto opportunità? Fatemelo sapere. Alla prossima!

 

Davide Di Mauro

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