Ci sono uomini che, attraverso il silenzioso e costante lavorio dell’intelletto, riescono a plasmare l’anima di un intero territorio. Uomini che dedicano la loro intera esistenza a difendere, promuovere e diffondere la bellezza, la letteratura e la memoria storica. Nel nostro panorama siciliano, e in modo particolare nel tessuto sociale e intellettuale del territorio agrigentino, questo ruolo di inestimabile custode e faro è incarnato, in maniera superba e impareggiabile, da Gaspare Agnello.
Oggi sento il dovere, profondo e ineludibile, di tributare un sincero elogio a questa figura straordinaria. Parliamo di un intellettuale che vanta oltre settant’anni di ininterrotto e appassionato impegno culturale. Settant’anni spesi non per vanagloria, ma per un amore viscerale e puro verso la propria terra. Agnello ha attraversato decenni di storia, resistendo al declino dell’attenzione verso i valori umanistici ed ergendosi a solido baluardo della nostra identità più nobile. La prova più evidente e luminosa di questa sua inesauribile vitalità è l’appuntamento che ci attende sabato 3 ottobre, alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale di Ravanusa. Qui assisteremo all’evento intitolato “Nanà. Gaspare Agnello racconta Leonardo Sciascia”, un incontro prezioso che porta il sottotitolo, denso di significato, “Nella terrazza della Noce memoria di un’amicizia”.
Agnello non si limita a ricordare un grande della letteratura, ma ci restituisce un frammento intimo di storia intellettuale siciliana. L’evento sarà arricchito dal dialogo con l’autore condotto da Serena Milisenna, con letture affidate a Francesca Falbo e Sara Chianetta. A testimoniare la capacità di Agnello di unire le arti, ci saranno anche le “voci in scena” dell’associazione The Comedians, insieme a Enzo Sciascia, Candida Coniglio e Domiziana D’Anna. Un momento di alta coralità comunitaria, introdotto dai saluti del Sindaco Salvatore Pitrola, di Angela Tricoli del CIF Ravanusa e di Filippo Vitello per la Pro Loco di Grotte, e impreziosito da una mostra fotografica su Sciascia.
Troppo spesso la nostra società si ricorda dei suoi figli migliori soltanto quando questi ci lasciano. Gaspare Agnello è, a tutti gli effetti, un monumento vivente della nostra cultura. E come tale deve essere celebrato qui e ora. Per il peso specifico del suo inestimabile lascito, per la generosità con cui dispensa il suo sapere e per incontri fondamentali come quest’ultimo dedicato al suo amico “Nanà”, quest’uomo meriterebbe davvero una statua. Grazie, Gaspare: sei il nostro monumento più bello.