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Sotto il segno delle donne: Tota Pulchra porta la bellezza a Monte-Carlo

Alla Art & Luxury Fair 2026, al Théâtre Princesse Grace di Monte-Carlo il 24 e 25 settembre, l’Associazione festeggia dieci anni di attività sotto l’Alto Patronato di S.A.S. il Principe Alberto II. A rappresentarla è l’artista Alex Righetto, ma la regia morale dell’operazione porta firme femminili — da Marilyn Goldberg a Stacy Francis. E nel cuore della settimana del Monaco Yacht Show torna al centro la figura di Giuliana D’Amore, architetto e project construction manager in ambito lusso.

 

Monaco, due giorni nel tempio del bello

C’è un filo che lega l’arte alla spiritualità, e Tota Pulchra lo segue da dieci anni. L’occasione per ribadirlo è la Art & Luxury Fair 2026, l’appuntamento internazionale che si svolge il 24 e il 25 settembre 2026 al Théâtre Princesse Grace di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco, e che riunisce «artisti, designer, artigiani, collezionisti e protagonisti del mondo del lusso».

 

L’edizione di quest’anno si tiene sotto l’Alto Patronato di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco — un dettaglio che dice molto del livello della manifestazione e del peso che il Principato continua ad attribuire alla creatività come forma di diplomazia culturale. L’accesso al pubblico è previsto dalle 14.00 alle 18.00, mentre la fascia serale è riservata agli eventi su invito.

 

Non è un caso che la due-giorni monegasca si svolga in contemporanea con la settimana del Monaco Yacht Show, richiamando nel Principato «un pubblico internazionale di collezionisti, operatori e personalità del mondo dell’arte e del lusso». Arte, yachting, design d’interni: a Monaco questi mondi parlano la stessa lingua, e si frequentano.

 

La componente femminile: le donne che tengono i fili

Se il volto ufficiale della partecipazione è un artista uomo, la struttura che rende possibile la presenza di Tota Pulchra nel Principato è profondamente femminile — e vale la pena dirlo con chiarezza.

 

Marilyn Goldberg, socia onoraria di Tota Pulchra e figura storica del legame dell’Associazione con il Principato di Monaco, è la presenza ideale che accompagna l’iniziativa: «La sua amicizia e la sua vicinanza hanno accompagnato nel tempo il cammino di Tota Pulchra, contribuendo a creare una rete di rapporti umani e culturali che oggi continua ad arricchirsi di nuove personalità». È la memoria lunga dell’Associazione a Monaco, il ponte umano costruito prima che istituzionale.

 

A lei si affianca Stacy Francis, tra le personalità della creatività internazionale legate a Tota Pulchra che, insieme ad Alex Righetto, hanno contribuito negli anni a rafforzare la presenza dell’Associazione nel Principato — citata accanto a Laurence Gartel, pioniere dell’arte digitale, e allo chef Marco Barilla.

 

«Personalità e linguaggi differenti, uniti da un medesimo filo conduttore: la bellezza come occasione di incontro»: la formula scelta dall’Associazione descrive bene un modello in cui le donne non sono comparse, ma tessitrici di relazioni. Del resto, la stessa genesi del percorso decennale di Tota Pulchra è segnata dal sostegno ai giovani talenti e a «quanti necessitano di sostegno e di nuove opportunità», con l’arte intesa come «strumento di cultura, solidarietà, dialogo e fraternità».

 

Alex Righetto e il ruolo dell’Associazione

A rappresentare Tota Pulchra alla fiera è Alex Righetto, artista dell’Associazione selezionato per partecipare alla manifestazione. La stampa monegasca lo ha «espressamente presentato come artista scelto per rappresentare Tota Pulchra, sottolineando la missione dell’Associazione nel sostegno agli artisti e nella promozione dell’arte quale espressione di spiritualità».

 

Accanto a lui, la presenza fisica di Mons. Jean-Marie Gervais, Presidente di Tota Pulchra, giunto nel Principato «per essere accanto ad Alex Righetto e testimoniare concretamente il sostegno dell’Associazione ai propri artisti». Il senso dichiarato non è promuovere un’opera o un nome, ma «accompagnare gli artisti nel loro cammino, creare occasioni di incontro e favorire, attraverso la cultura e la bellezza, relazioni capaci di oltrepassare frontiere, lingue e provenienze».

 

L’appuntamento monegasco arriva nell’anno in cui Tota Pulchra celebra il decimo anniversario del proprio cammino: «Dieci anni durante i quali l’Associazione ha cercato di essere vicina agli artisti, in particolare ai giovani talenti».

 

Il lusso come mestiere: il profilo di Giuliana D’Amore

Se Monaco, in questi giorni, è il punto in cui l’arte incontra la nautica e il design d’interni, esiste un profilo professionale che quel punto lo abita per mestiere: quello di Giuliana D’Amore, 38 anni, architetto e project manager con oltre dieci anni di esperienza «nella riqualificazione, valorizzazione e gestione operativa di asset immobiliari» , con un background che dal construction al real estate management si é ampliato verso il new build superyachts, passando dall’ Italia al Lussemburgo.

 

Il suo percorso attraversa esattamente i territori che la Art & Luxury Fair e il Monaco Yacht Show mettono in scena. Formata nel construction management e nella gestione cantieri, con esperienza diretta al fianco di fondi di investimento italiani e americani, è poi passata dall’ambito construction a quello dello yachting. Nel settore nautico ha lavorato, durante il periodo della pandemia, dapprima per Palumbo Super Yacht, dove come architetto di commessa ha curato gli interni e gli esterni di uno yacht di 37 metri, in contatto diretto con fornitori, impiantisti, saldatori, elettricisti e con tutta la filiera del luxury interior design

 

A monte di questa transizione c’è una scelta formativa precisa: dopo l’architettura, un master in economia con specializzazione in luxury management, che lei stessa indica come la base per sviluppare le competenze che considera oggi decisive — la stakeholder communication, la capacità di ascoltare i fornitori e «mettere insieme, relazionare, mettere in rete», e «una fortissima capacità di team building». Prima della svolta nautica, l’esperienza come project manager per il presidente di ANCE, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, le ha consentito di maturare solide competenze di operational planning.

 

Tra i risultati di cui è più orgogliosa, i progetti seguiti tra Lussemburgo e Italia nel segmento del lusso e, in particolare, gli interni di lusso. La sintesi del suo valore aggiunto: «un tecnico, un architetto che ha una grande capacità di apprezzare e anche di mettere insieme diverse esigenze di diversi stakeholder e portarle a compimento» — portando «a sintesi indossando anche diverse giacche: da architetto progettista, a quella che poi in cantiere risolve i problemi, alla banca dove bisogna comunque portare a compimento anche dei budget».

 

È, in fondo, la stessa competenza che un evento come la Art & Luxury Fair mette a sistema: tenere insieme linguaggi e mestieri diversi — l’artista, l’artigiano, il designer, il collezionista — sotto un unico obiettivo. La differenza è che nei cantieri e sugli scafi la sintesi non è un esercizio estetico: è una consegna da rispettare, un budget da chiudere, un cantiere che deve finire.

 

La bellezza unisce

«Tota Pulchra porta così a Monte-Carlo il messaggio che ne accompagna da sempre il cammino: la bellezza unisce, crea amicizia e costruisce ponti tra le persone, le culture e i popoli».

 

Un messaggio che, in questi due giorni monegaschi, si sostiene su una doppia spina dorsale: da un lato l’arte di Alex Righetto e la regia istituzionale dell’Associazione; dall’altro una rete di figure femminili — Marilyn Goldberg e Stacy Francis in prima fila — che di quella rete sono state, negli anni, le autentiche costruttrici. E, sullo sfondo, un’industria del lusso che ha sempre più bisogno di profili come quello di Giuliana D’Amore: tecnici capaci di progettare, coordinare e, alla fine, chiudere.

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