L’ultimo respiro: la forza dei deboli
Papa Francesco ha lasciato l’ospedale Gemelli di Roma, dove è stato curato per cinque settimane a causa di una grave malattia polmonare. Gli era stato prescritto un periodo di convalescenza di «almeno due mesi», un tempo lunghissimo per il capo di uno Stato che intrattiene relazioni diplomatiche con 184 nazioni e che è soprattutto il capo spirituale di una comunità cattolica stimata in 1,4 miliardi di persone nel mondo.
Da quel momento si è posta la questione del completamento del suo pontificato. Lo stesso Papa aveva affrontato questo tema prima del ricovero, escludendo un ritiro che riteneva non dovesse diventare una prassi; aveva fatto riferimento al suo predecessore Benedetto XVI e agli altri dieci Papi nella storia che non hanno portato a termine il loro mandato.
La questione si è fatta ancora più urgente. Va tuttavia sottolineato che, nonostante il ricovero, Papa Francesco ha potuto continuare la sua attività, sia per quanto riguarda il governo della Chiesa, sia con importanti interventi scritti – ormai non più dal balcone di San Pietro – su temi cruciali come la guerra, la situazione a Gaza o questioni trasversali come l’intelligenza artificiale.
In realtà, il proseguimento del suo incarico, nonostante le difficoltà e le limitazioni, può essere interpretato in due modi: il Papa non può essere un pensionato qualunque e la sua missione è a vita. Il dogma dell’infallibilità papale in materia di fede e morale, proclamato nel 1870 dal primo Concilio Vaticano, non è mai stato formalmente abbandonato, ma è stato almeno parzialmente ridimensionato grazie alla collegialità tra i vescovi e il Papa, sancita dal Concilio Vaticano II. Con il suo atteggiamento determinato di fronte alle avversità, Papa Francesco ha ricordato il carattere unico del suo magistero.
Il secondo significato importante non era certo estraneo al dibattito, presente in alcune società occidentali, sulla fine della vita. Il messaggio del Papa è molto chiaro: l’ultimo respiro è prezioso e possiede una forza incomparabile, che è anche quella della fragilità.

La figura della vita
Papa Francesco ha espresso, nel suo « Testamento spirituale » redatto nel 2022, il desiderio di essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche di Roma. L’ultimo papa ad essere stato sepolto in questo edificio del V secolo fu Clemente IX nel 1669; anche l’architetto, scultore e pittore barocco Bernini, autore del grande colonnato di San Pietro, vi trovò la sua ultima dimora nel 1680. L’icona della Vergine Maria che sovrasta l’altare è stata attribuita a San Luca.
Papa Francesco si è recato sistematicamente in questo luogo, da molto tempo, e in occasione dei suoi viaggi apostolici; è tornato a venerare la Vergine (NB: chiamata « Vergine Salus Populi Romani ») lo scorso 12 aprile, prima dell’inizio della Settimana Santa. Qualunque siano le motivazioni, si può notare l’importanza del culto mariano degli ultimi papi; Giovanni Paolo II, vicino a Cracovia a Nostra Signora di Czestokowa, e Benedetto XVI, si recarono più volte a Lourdes.
Il culto mariano è eredità di una tradizione bizantina, ma la Vergine è sistematicamente raffigurata con il Bambino Gesù in braccio (cfr. La Vergine di Vladimir, di Kazan o ancora di Leopoli) o ai piedi della Croce. Nel caso di Lourdes o di Fatima, si tratta di apparizioni davanti a dei bambini e non della rappresentazione del ruolo sacro di Maria nella storia. Ma il fervore popolare per Maria non è forse dovuto all’immagine di pace, serenità e vita che essa trasmette, mentre Cristo, al quale il suo culto è indissolubilmente legato, è incarnazione della sofferenza?
Le donne di Papa Francesco, come lui stesso ha affermato durante le sue interviste con Dominique Wolton, sono state le sue nonne e sua madre, nonché Esther Balestrino De Careaga, che gli ha insegnato « a pensare la politica » ed era una militante comunista; una delle fondatrici delle Madri della Plaza de Mayo, è stata vittima della dittatura. Il Papa ha ritrovato le sue tre figlie, che sono venute a trovarlo ad Asunción durante il suo viaggio in Paraguay, paese d’origine della madre (« Mi hanno ripetuto quanto la loro madre mi amasse », ha sottolineato Francesco).