Dark Mode Light Mode

Genesi, protagonisti e architettura dello Statuto della Regione Siciliana (1943-1948)

Abstract

Il saggio analizza il processo politico-giuridico che condusse alla promulgazione dello Statuto della Regione Siciliana (R.D.L. 15 maggio 1946, n. 455), inquadrandolo nel turbolento contesto del dopoguerra. Attraverso l’esame diretto degli Atti dell’Assemblea Costituente, della Gazzetta Ufficiale e della giurisprudenza costituzionale, si delinea il contributo dei principali protagonisti (Ambrosini, La Loggia, Alessi) nel disinnescare la minaccia separatista mediante l’adozione di un modello regionale “forte”, antecedente alla Costituzione repubblicana. Si esaminano altresì le prerogative finanziarie e l’originale istituzione dell’Alta Corte, tracciandone la complessa opera di coordinamento con l’ordinamento costituzionale italiano.

1. Tra separatismo e ricostruzione dello stato

Il biennio 1943-1945 rappresenta, per la Sicilia, un periodo di eccezionale fibrillazione istituzionale. A seguito dello sbarco alleato (Operazione Husky) e della costituzione dell’Allied Military Government of Occupied Territories (AMGOT) [1], l’isola sperimentò una prematura separazione amministrativa dal resto della penisola [2]. In questo vuoto di potere statuale si inserì, con dirompente forza aggregativa, il Movimento Indipendentista Siciliano (MIS) guidato da Andrea Finocchiaro Aprile, il cui obiettivo dichiarato era l’indipendenza assoluta della Sicilia [3]. Il governo di Roma, dapprima con il Governo Badoglio e successivamente con i governi di unità nazionale, dovette affrontare la “questione siciliana” non solo come un problema di ordine pubblico [4], ma come una vera e propria crisi di sovranità [5]. La risposta istituzionale, sollecitata dalle forze politiche antifasciste riorganizzatesi nell’isola, fu l’istituzione dell’Alto Commissariato per la Sicilia [6], un primo passo verso il decentramento [7], e successivamente della Consulta Regionale Siciliana [8]. Questo organo, non elettivo ma ampiamente rappresentativo [9], ebbe il mandato formale di elaborare un progetto di statuto che contemperasse le istanze di autogoverno con il mantenimento dell’unità nazionale [10].

2. La consulta regionale e la redazione del testo

La Consulta Regionale Siciliana iniziò i suoi lavori nel 1945, operando di fatto come una costituente locale [11]. Il clima politico era teso, segnato anche dalle azioni di guerriglia dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS) [12]. La scommessa delle forze unitarie fu quella di svuotare il separatismo assorbendone le rivendicazioni in un quadro di federalismo o regionalismo forte [13]. All’interno della Consulta, si confrontarono diverse visioni: da un lato, chi premeva per un modello vicino allo stato federale (sulla scorta dell’esperienza statunitense) [14]; dall’altro, chi, pur concedendo un’ampia autonomia, voleva mantenere saldi i vincoli di coordinamento con lo Stato centrale [15]. Il testo definitivo [16], approvato dopo estenuanti dibattiti [17], fu inviato a Roma per la ratifica [18]. Fu il Governo De Gasperi a recepire il progetto [19], che culminò nella promulgazione da parte del Luogotenente del Regno, Umberto di Savoia, con il Regio Decreto Legislativo 15 maggio 1946, n. 455 [20]. Tale atto normativo precede la stessa elezione dell’Assemblea Costituente nazionale (2 giugno 1946) [21], facendo della Sicilia un laboratorio di ingegneria costituzionale [22].

3. I protagonisti. I “Padri” dell’autonomia Siciliana

La redazione dello Statuto fu opera di un gruppo di intellettuali, giuristi e politici di altissimo profilo, la cui influenza si estese successivamente alla redazione del Titolo V della Costituzione della Repubblica [23].

  • Gaspare Ambrosini: Professore di diritto costituzionale, è considerato all’unanimità l’architetto giuridico dello Statuto [24]. Ambrosini fu il teorico dello “Stato regionale”, un modello intermedio tra Stato accentrato e Stato federale [25]. In Assemblea Costituente, difese strenuamente l’impianto dello Statuto siciliano, spiegando come esso non minasse l’unità dello Stato, ma ne rafforzasse le basi democratiche [26]. Le sue relazioni in sede di Sottocommissione per la Costituzione evidenziano la chiara ispirazione tratta dalle costituzioni del primo dopoguerra (in particolare la Costituzione spagnola del 1931) [27].
  • Enrico La Loggia: Deputato e giurista agrigentino, fu una figura di cerniera [28]. Il suo contributo fu determinante soprattutto nella stesura delle norme sull’autonomia finanziaria e sul demanio [29]. La Loggia comprese che senza un’indipendenza economica, l’autonomia legislativa sarebbe rimasta, per l’appunto, “sulla carta” [30].

Giuseppe Alessi e Bernardo Mattarella: Esponenti di spicco della Democrazia Cristiana [31]. Alessi, che diverrà il primo Presidente della Giunta Regionale nel 1947 [32], fu il principale mediatore politico [33]. Il loro ruolo fu cruciale per allineare le istanze popolari siciliane alla dottrina sociale della Chiesa, incarnando il pensiero sturziano sul decentramento [34]. Luigi Sturzo, sebbene esule per lungo tempo, aveva infatti teorizzato già nell’Appello ai Liberi e Forti (1919) l’urgenza di istituire enti regionali dotati di autonomia come argine al centralismo burocratico [35].

4. L’architettura Costituzionale. Autonomia esclusiva, finanze e alta corte

Il R.D.L. 455/1946 delineò un assetto istituzionale peculiare. Lo Statuto conferisce all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) potestà legislativa esclusiva in materie fondamentali (agricoltura, industria, urbanistica, enti locali) [36]. L’articolo 14 stabilisce i confini di tale potestà, limitata solo dai “principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato” e dagli obblighi internazionali [37]. L’aspetto più innovativo, e ancor oggi oggetto di dibattito, risiede nell’autonomia finanziaria [38]. Gli articoli 36, 37 e 38 delineano un sistema in base al quale la gran parte dei tributi erariali percossi in Sicilia dovrebbero spettare alla Regione [39]. L’Articolo 38, in particolare, istituisce un Fondo di Solidarietà Nazionale da versare annualmente alla Regione per il bilanciamento del deficit infrastrutturale [40]; una norma che ha generato decenni di contenziosi e sentenze della Corte Costituzionale [41]. Un altro elemento di straordinaria eccezionalità fu l’istituzione dell’Alta Corte per la Regione Siciliana [42]. Formata pariteticamente da membri nominati dallo Stato e dalla Regione, aveva il compito di giudicare la costituzionalità delle leggi regionali e di quelle statali incidenti sull’autonomia [43]. Si trattava di un organo di giustizia costituzionale operante prima ancora dell’entrata in funzione della Corte Costituzionale nazionale [44].

5. Il coordinamento con la costituzione repubblicana

L’entrata in vigore della Costituzione il 1° gennaio 1948 impose un delicato lavoro di coordinamento normativo [45]. Lo Statuto siciliano, essendo antecedente, necessitava di essere “costituzionalizzato” [46]. Ciò avvenne con la Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2 [47], che lo convertì integralmente in legge costituzionale della Repubblica. Tuttavia, il coordinamento non fu indolore. L’istituto dell’Alta Corte entrò rapidamente in conflitto con la neocostituita Corte Costituzionale italiana [48]. Quest’ultima, con la storica sentenza n. 38 del 1957, dichiarò decaduta l’Alta Corte siciliana, assorbendone le funzioni [49]. Questo evento segnò la fine della fase “eroica” dell’autonomismo e l’inizio di una lenta normalizzazione delle prerogative statutarie [50].

L’approvazione dello Statuto della Regione Siciliana nel 1946 rappresentò un capolavoro di mediazione politica. I suoi protagonisti seppero incanalare la spinta eversiva del separatismo in un alveo istituzionale democratico, anticipando l’architettura regionale dell’intera Repubblica Italiana. Sebbene molte delle sue potenzialità, in primis quelle perequative ed economiche, siano rimaste parzialmente inattuate a causa delle inerzie statali e delle inefficienze delle classi dirigenti locali, lo Statuto rimane un documento fondamentale per comprendere la genesi dello Stato decentrato italiano.

Riferimenti normativi e note bibliografiche istituzionali

(Le seguenti note rinviano agli archivi ufficiali: gazzettaufficiale.it, storia.camera.it, cortecostituzionale.it e normattiva.it)

[1] Proclama del Generale H.R. Alexander, Comandante in Capo delle Forze Alleate, istitutivo dell’AMGOT, 1943 (Archivio Storico). [2] Camera dei Deputati, Portale Storico, Dossier: La Sicilia dal 1943 all’Autonomia. [3] Atti della Consulta Nazionale, Discussioni, Seduta del 10 gennaio 1946 (intervento Finocchiaro Aprile). [4] Archivio di Stato, Ministero dell’Interno, Rapporti Prefettizi sulla situazione dell’ordine pubblico in Sicilia (1944-1945). [5] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Discussioni, Seduta del 24 luglio 1946, p. 301. [6] R.D.L. 18 marzo 1944, n. 91, “Istituzione di un Alto Commissariato per la Sicilia” (G.U. Regno d’Italia). [7] R.D.L. 28 dicembre 1944, n. 416, “Allargamento delle attribuzioni dell’Alto Commissario per la Sicilia” (G.U.). [8] Decreto Legislativo Luogotenenziale 28 dicembre 1944, n. 416 (G.U.). [9] Camera dei Deputati, Archivio della Consulta Nazionale, Composizione della Consulta Regionale Siciliana. [10] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Seduta dell’11 settembre 1947. [11] Relazione introduttiva di Gaspare Ambrosini alla Consulta Regionale (Archivio Storico ARS / Camera dei Deputati). [12] Resoconti stenografici del Consiglio dei Ministri (Bonomi II), 1944, sulle tensioni separatiste. [13] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Intervento di E. La Loggia, Seduta del 14 novembre 1947. [14] Consulta Regionale Siciliana, Verbali delle sedute plenarie, Seduta dell’ottobre 1945. [15] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Intervento di G. Alessi, Seduta del 20 novembre 1947. [16] Progetto di Statuto approvato dalla Consulta Regionale (Testo ufficiale depositato al Ministero dell’Interno). [17] Camera dei Deputati, Portale Storico, Iter di approvazione dello Statuto Siciliano. [18] Verbale del Consiglio dei Ministri, approvazione della bozza di Statuto Siciliano, maggio 1946. [19] Relazione del Presidente del Consiglio A. De Gasperi al Luogotenente del Regno, maggio 1946. [20] Regio Decreto Legislativo 15 maggio 1946, n. 455, “Approvazione dello Statuto della Regione Siciliana” (G.U. n. 133 del 10 giugno 1946). [21] Decreto Luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74 (Elezione dell’Assemblea Costituente, G.U.). [22] Assemblea Costituente, Relazione della Seconda Sottocommissione, Ruolo delle autonomie speciali. [23] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Discussione sul Titolo V, Seduta del 27 maggio 1947. [24] Assemblea Costituente, Scheda Deputato: Gaspare Ambrosini (Portale Storico Camera). [25] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Intervento di G. Ambrosini sull’ordinamento regionale, Seduta del 29 maggio 1947, pp. 4330-4335. [26] Ibidem, p. 4336. [27] Assemblea Costituente, Verbali della Seconda Sottocommissione, Relazione Ambrosini del 5 settembre 1946. [28] Assemblea Costituente, Scheda Deputato: Enrico La Loggia (Portale Storico Camera). [29] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Discussioni sull’autonomia finanziaria (Titolo V), Intervento di E. La Loggia. [30] Atti della Consulta Regionale Siciliana, Relazione di maggioranza sulle finanze, a cura di E. La Loggia. [31] Assemblea Costituente, Scheda Deputato: Giuseppe Alessi (Portale Storico Camera). [32] Archivio Storico dell’Assemblea Regionale Siciliana, Seduta inaugurale del 25 maggio 1947. [33] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Seduta del 22 novembre 1947, Intervento di G. Alessi. [34] Archivio Senato della Repubblica, Raccolta degli scritti di Luigi Sturzo sull’autonomismo. [35] Camera dei Deputati, Biblioteca Storica, Riferimenti alla dottrina sturziana nei dibattiti costituenti sulle regioni. [36] Statuto della Regione Siciliana (R.D.L. 455/1946), Articolo 14. Testo vigente su Normattiva.it. [37] Corte Costituzionale, Sentenza n. 9/1957 (Limiti della potestà legislativa esclusiva). [38] Statuto della Regione Siciliana, Artt. 36-38, Normattiva.it. [39] Corte Costituzionale, Sentenza n. 43/1961 (Riparto dei tributi erariali in Sicilia). [40] Norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia finanziaria (D.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074). [41] Corte Costituzionale, Sentenza n. 132/1982 (Rapporti finanziari Stato-Regione Siciliana e attuazione art. 38). [42] Statuto della Regione Siciliana, Titolo IV (Artt. 24-30), istituzione dell’Alta Corte. [43] Alta Corte per la Regione Siciliana, Regolamento di procedura, G.U. n. 159 del 1948. [44] Corte Costituzionale, Sentenza n. 6/1956 (Rapporto tra giurisdizione costituzionale statale e Alta Corte). [45] Costituzione della Repubblica Italiana, VIII Disposizione Transitoria e Finale (G.U. 27 dicembre 1947, n. 298). [46] Assemblea Costituente, Atti Parlamentari, Discussione del disegno di legge costituzionale per il coordinamento degli statuti, Seduta del 29 gennaio 1948. [47] Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, “Conversione in legge costituzionale dello Statuto della Regione Siciliana” (G.U. n. 58 del 9 marzo 1948). [48] Camera dei Deputati, Servizio Studi, Il contenzioso costituzionale della Regione Siciliana. [49] Corte Costituzionale, Sentenza n. 38/1957 (Dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme relative all’Alta Corte). Consultabile su cortecostituzionale.it. [50] Corte Costituzionale, Sentenza n. 106/1957 (Assorbimento delle competenze dell’Alta Corte siciliana).

Previous Post

Lo Stato nello Stato. Cipriano di Cartagine e il welfare della crisi (250 d.C.)

Next Post

Se Kim cade... inizia l'inferno nucleare