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Premio Internazionale “Music in the World”: la Calabria protagonista della grande musica colta internazionale

Il Gala Concert del 10 ottobre 2026 a Roma celebra il talento, la cultura e il dialogo tra i popoli. Intervista al M° Leonardo Saraceni, Direttore Artistico del Premio.

Dalla Calabria ai palcoscenici internazionali, nel segno dell’eccellenza musicale, della formazione e della solidarietà. Il Premio Internazionale Music in the World si prepara a celebrare la sua nona edizione con un appuntamento di particolare prestigio: il Gala Concert del 10 ottobre 2026, in programma nell’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia di Roma.

Un traguardo significativo per una manifestazione nata nel 2016 all’interno della Scuola di Musica “F. Cilea” e dell’Accademia delle Arti di Castrovillari, con l’ambizioso obiettivo di creare un ponte tra il patrimonio culturale calabrese e il panorama musicale internazionale. Nel corso degli anni, il Premio ha consolidato la propria identità attraverso collaborazioni con musicisti, docenti, conservatori e istituzioni di diversi Paesi, offrendo ai partecipanti occasioni di confronto artistico, borse di studio e opportunità concertistiche.

Tra le collaborazioni di rilievo figurano quelle con il M° Angelo Iannoni Sebastianini, nell’ambito del Festival Internazionale delle Nazioni e dei Concerti al Teatro di Marcello di Roma, e con il M° Cornelia Blanche, per il Music Talente di Limburg, nell’area di Francoforte. Una rete internazionale che si estende, inoltre, a realtà culturali e formative in Romania, Francia, Belgio, Spagna, Corea, Cina e Messico.

La nona edizione si arricchisce anche della collaborazione con Tota Pulchra, associazione umanitaria presieduta da Mons. Jean-Marie Gervais, introducendo una dimensione che unisce la valorizzazione del talento alla promozione della cultura, della solidarietà e del dialogo tra i popoli. Un incontro che ribadisce il valore della musica non soltanto come espressione artistica, ma anche come strumento di crescita umana e sociale.

Il Gala Concert rappresenta, dunque, il momento culminante di un percorso costruito nel tempo, con l’intento di dare visibilità a giovani interpreti e musicisti meritevoli, sostenendone le aspirazioni e favorendo il loro ingresso nel mondo professionale.

Il protagonista: il M° Leonardo Saraceni

Alla guida del progetto, fin dalla sua nascita, c’è il M° Leonardo Saraceni, Direttore Artistico del Premio Internazionale “Music in the World”, ideatore di una manifestazione che ha saputo trasformare una realtà culturale radicata nel territorio calabrese in un punto d’incontro per talenti e professionisti della musica colta provenienti da diversi Paesi.

La sua visione si fonda su un principio essenziale: offrire ai musicisti opportunità concrete, valorizzando il merito, la preparazione e la qualità artistica attraverso occasioni di crescita e confronto internazionale. Un lavoro che mette al centro i giovani, senza trascurare il riconoscimento di quanti hanno già intrapreso un percorso professionale.

Con il M° Saraceni ripercorriamo le origini del Premio, la sua evoluzione nel panorama musicale internazionale, il valore delle collaborazioni istituzionali e il significato di un’edizione che guarda al futuro, confermando il ruolo della Calabria nella promozione della grande musica.

Intervista al M° Leonardo Saraceni

Direttore Artistico del Premio Internazionale “Music in the World”

Maestro Saraceni, il Premio “Music in the World” è nato dalla Sua intuizione ed è giunto alla sua nona edizione. Come è nato il progetto dalla Scuola di Musica “F. Cilea” di Castrovillari e come si è trasformato, edizione dopo edizione, in una manifestazione di rilievo internazionale per la musica colta?

 

Il progetto è nato con un’idea precisa e ambiziosa, fondata nel 2016: creare, all’interno della Scuola di Musica “F. Cilea” e dell’Accademia delle Arti di Castrovillari, un ponte permanente tra le radici culturali della Calabria e il panorama musicale europeo e mondiale. Fin dalla prima edizione, l’obiettivo non è mai stato soltanto quello di organizzare un concorso, ma di strutturare un reale bacino di opportunità e una “casa per i talenti”.

Edizione dopo edizione, la manifestazione è cresciuta grazie all’adozione di standard di giuria rigorosi, alla trasparenza delle selezioni e a una rete internazionale di collaborazioni che si è ampliata nel tempo. Oggi il Premio è orgogliosamente una realtà di matrice calabrese capace di dialogare alla pari con importanti realtà musicali internazionali, dimostrando che dalla nostra terra possono nascere e svilupparsi progetti culturali di grande respiro per la musica colta.

Nel Suo ruolo di Direttore Artistico ha parlato di carriere straordinarie nate in queste nove edizioni e di legami consolidati con conservatori e istituzioni di ogni continente. Può ricordarci qualche percorso di giovane talento emerso dal Premio e raccontarci come si costruisce una “vetrina d’eccellenza” capace di proiettare i musicisti sui palcoscenici del mondo?

 

Costruire una buona vetrina per i musicisti significa prima di tutto offrire loro opportunità concrete, senza facili illusioni. Il nostro obiettivo non è mai stato promettere sogni irrealizzabili, ma creare occasioni reali di crescita, di confronto e di visibilità professionale. Negli anni, diversi ragazzi passati dal nostro Premio hanno saputo cogliere queste opportunità, inserendosi in stagioni concertistiche, proseguendo gli studi in importanti conservatori in Italia e all’estero o avviando le proprie prime esperienze professionali.

Allo stesso tempo, con grande soddisfazione notiamo che al Premio si iscrivono sempre più spesso anche professionisti e musicisti già avviati: per loro, inserire un riconoscimento del Music in the World nel proprio curriculum è diventato un valido motivo di prestigio, e per me questo rappresenta indubbiamente una grande fonte di orgoglio.

Per noi fare “vetrina” vuol dire proprio questo: mettere a disposizione concerti-premio, borse di studio e un contesto di giuria autorevole in cui sia i giovani emergenti sia i professionisti possano trovare una sponda concreta per valorizzare il proprio percorso artistico.

Il Premio vanta collaborazioni consolidate con il M° Angelo Vannoni Sebastianini per il Festival Internazionale delle Nazioni e i Concerti al Teatro di Marcello di Roma, con il M° Cornelia Blanche per il Music Talente di Limburg, nell’area di Francoforte, e con realtà culturali in numerosi Paesi. Come vengono selezionati i partner internazionali e quale ruolo hanno avuto nella crescita della manifestazione?

 

La vicinanza e la collaborazione dei partner si basano su due pilastri fondamentali: la condivisione dei valori artistici e la seria progettualità didattico-concertistica. La storica intesa con il M° Angelo Vannoni Sebastianini, che permette ai nostri talenti di esibirsi nella cornice dei Concerti al Teatro di Marcello a Roma o nell’ambito del Festival Internazionale delle Nazioni, così come la sintonia con il M° Cornelia Blanche per il Music Talente di Limburg, nell’area di Francoforte, e le connessioni con docenti e istituzioni in Romania, Francia, Belgio, Spagna, Corea, Cina e Messico, sono il frutto di anni di rispetto e reciproca stima professionale.

Questi partner hanno svolto un ruolo determinante: hanno garantito internazionalità al corpo giudicante, elevato il livello dei partecipanti e assicurato che le opportunità offerte dai premi fossero reali e tangibili.

Quest’anno la manifestazione si arricchisce della collaborazione con Tota Pulchra, l’associazione umanitaria presieduta da Mons. Jean-Marie Gervais. Come è nato questo incontro e in che modo immagina che l’eccellenza artistica possa coniugarsi con l’impegno sociale, culturale e umanitario dell’associazione?

 

L’incontro con Tota Pulchra e con Mons. Jean-Marie Gervais nasce da una profonda affinità d’intenti e dalla condivisione di una visione etica della cultura. La musica colta ha un linguaggio universale che va ben oltre la pura estetica: è uno strumento di pace, di dialogo e di elevazione dello spirito.

Collaborare con un’associazione umanitaria di così alto profilo significa riaffermare che l’arte e la cultura possono e devono mettersi al servizio della comunità e della promozione sociale e umana. Con Mons. Gervais abbiamo condiviso fin da subito l’idea che valorizzare il talento musicale significhi anche fare un gesto di fiducia nel futuro.

Questo connubio arricchisce il Premio di una preziosa dimensione sociale, dimostrando che la bellezza artistica acquista ancora più valore quando si coniuga con la solidarietà.

Il 10 ottobre 2026 il Gala Concert approda all’Aula Magna della Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Lei ha definito questo appuntamento il “coronamento di un percorso di cui tutta la Calabria deve andare fiera”. Che cosa attende i giovani musicisti che saliranno sul palco quella sera e quale messaggio affida il Premio “Music in the World” alle prossime edizioni?

 

Il Gala Concert alla Main Hall della Facoltà Valdese di Teologia di Roma rappresenta una tappa di significativo valore per il nostro percorso. Per i giovani virtuosi e i musicisti premiati che si esibiranno, sarà l’occasione di esprimere il proprio talento in una sede acustica e culturale di grande suggestione nel cuore della Capitale.

È il frutto di un lavoro costante ed è motivo di orgoglio per la nostra terra, la Calabria, dimostrando che con l’impegno e la serietà si possono costruire realtà capaci di farsi apprezzare anche fuori dai propri confini.

Il messaggio che lanciamo da Roma per le prossime edizioni è semplice e chiaro: continuare a lavorare con dedizione per valorizzare la musica, sostenere i giovani e creare occasioni d’incontro e di crescita attraverso l’Arte.

La musica come investimento nel futuro

La nona edizione del Premio Internazionale “Music in the World” conferma una visione culturale che guarda oltre i confini geografici, mettendo in relazione formazione, merito artistico e opportunità professionali. Il Gala Concert del 10 ottobre a Roma assume così un significato che va oltre la celebrazione dei musicisti premiati: racconta il percorso di un progetto nato in Calabria e cresciuto grazie alla determinazione, alla collaborazione e alla fiducia nel valore universale della musica.

È proprio in questa prospettiva che il M° Leonardo Saraceni continua a portare avanti la sua iniziativa: fare della musica colta un luogo d’incontro tra generazioni e culture, offrendo ai giovani strumenti concreti per costruire il proprio futuro artistico e dimostrando che anche dal territorio possono nascere esperienze capaci di dialogare con il mondo.

 

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