Ieri sera, al 9° piano del Casinò di Campione, tra le luci riflesse sul lago e il silenzio elegante della notte, si è vissuta una serata che andava oltre un semplice concerto.
La prima data del tour europeo di Sal Da Vinci — vincitore del Festival di Sanremo 2026 e 5° classificato all’Eurovision Song Contest 2026 — ha riportato al centro qualcosa che oggi troppo spesso dimentichiamo: l’anima italiana fatta di musica, emozione, memoria e appartenenza.
La sala era completamente piena. Ma più delle persone colpiva l’atmosfera. Quella sensazione rara di assistere a qualcosa di autentico, umano, vero.
Un ringraziamento sincero all’Amministrazione comunale di Como per l’invito, e complimenti a Fabio Anselmi, Tony Tufano al Presidente del Casinò e a tutta la macchina organizzativa per un evento di altissimo livello, capace di dare valore a uno spazio straordinario che meriterebbe di diventare sempre più un punto di riferimento culturale internazionale.
Durante il concerto, tra momenti orchestrali e passaggi più intimi, il tempo sembrava rallentare. Poi il palco si è fatto essenziale: pianoforte, voce e silenzio.
Ed è lì che Sal Da Vinci ha abbracciato la grande tradizione napoletana, portando il pubblico dentro un racconto collettivo fatto di ricordi e sentimento.L’interpretazione di Malafemmena è stata uno di quei momenti che non si spiegano facilmente. Per qualche minuto sembrava di sentire tutta Napoli attraversare quella sala affacciata sul lago.
Guardando quella serata veniva naturale pensare a una cosa.
Forse Campione d’Italia ha bisogno proprio di questo: Ha bisogno di diventare un luogo che non viva soltanto di passaggio o nostalgia, ma di identità culturale.
Un polo museale sul lago, mostre, concerti, incontri internazionali, grandi progetti artistici.
Perché luoghi così non devono limitarsi a esistere. Devono tornare a far sognare.
E ieri sera, tra la voce di Sal e le luci sul lago, Campione ha dato la sensazione di poterlo fare davvero.