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Dialettica e vertigine del decidere

In un momento in cui il destino del mondo sembra dipendere da oscillazioni di pensiero apparentemente irrazionali, dalla tragica alternativa tra la negoziazione diplomatica e la ripresa di operazioni militari su vasta scala, è necessario interrogarsi nuovamente sul processo decisionale.

Esiste ormai una dialettica tra centro e periferia in materia di decisione strategica. ‘Essence of Decision’ è stata analizzata da Graham Allison nel suo famoso libro sulla crisi dei missili di Cuba del 1962. Le crisi maggiori più recenti, in Ucraina e in Medio Oriente, potevano essere affrontate solo al più alto livello politico. Ma sembra che il processo decisionale finale derivi sempre più da un considerevole insieme di informazioni sul campo raccolte dai militari e dai servizi di intelligence, vagliate dalla burocrazia e trasmesse al livello più alto, ovvero allo Studio Ovale nel caso degli Stati Uniti.

È questa la dialettica che a volte può portare i subordinati – in un ribaltamento dell’ordine gerarchico – a influenzare, in modo non necessariamente intenzionale, il centro del potere. La conversione di tutti i dati diventa complessa, come se si trattasse della traduzione di più lingue in un’unica linea, chiara e operativa. A causa della sovrabbondanza dei dati raccolti, dove si colloca la soglia di attivazione di un’ampia azione di prevenzione, o addirittura di una risposta massiccia?

Il caso qui descritto non è senza precedenti, nonostante l’evoluzione del sistema internazionale e quella dei mezzi tecnologici: l’invasione del Kuwait nell’agosto 1990 ha portato il Consiglio di sicurezza a riunirsi in modo continuativo fino alla guerra del Golfo del 1991 e ad adottare una serie di risoluzioni molto tecniche fino alla risoluzione 678 che autorizzava il ricorso alla forza (cfr. «Tutti i mezzi necessari») per liberare il Kuwait. La specificità delle procedure dell’ONU, ermetiche per molti politici, ha avuto come possibile effetto che la periferia abbia potuto influenzare il centro. Successivamente, Colin Powell, esibendo nel 2003 una fiala di antrace per denunciare il rischio che l’Iraq rappresentava con le presunte armi di distruzione di massa, ha mentito o si è sbagliato? In ogni caso, ci fu la guerra con l’operazione «Tempesta nel deserto» (Desert Storm). L’esempio opposto è l’Ucraina, dove le informazioni dei servizi segreti occidentali erano affidabili, ma non sono state prese in considerazione – o lo sono state in modo insufficiente – dal potere politico a Kiev, poco prima del 24 febbraio 2022.

La periferia sta quindi per prendere il sopravvento sul centro? La tecnologia è destinata a dominare il pensiero politico nell’era dell’intelligenza artificiale? I tempi sembrano davvero essere cambiati, ma John F. Kennedy, basandosi sulla propria esperienza, ritenne in definitiva che “L’essenza della decisione finale rimane imperscrutabile per l’osservatore – e spesso anche per chi decide… Ci saranno sempre momenti oscuri e intricati nel processo decisionale – misteriosi persino per coloro che ne sono più direttamente coinvolti”.

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