Come riportato in una press release del giugno 2024 dall’IAEA (International Atomic Energy Agency), il direttore generale dell’agenzia, Rafael Mariano Grossi, intervenendo ad un dibattito con i membri del Comitato esecutivo del Gruppo della Banca Mondiale a Washington, ha condiviso il proprio pensiero sull’energia nucleare, affermando di essere pronto a fornire supporto tecnico alle banche multilaterali di sviluppo (MDBs, Multilateral Development Banks), in particolare per quanto riguarda le infrastrutture nucleari, tra cui sicurezza, protezione e salvaguardie. Questo perché, dall’Africa all’Asia, i paesi che desiderano integrare il nucleare nel loro mix energetico necessitano di supporto sia tecnico che finanziario.
La Banca Mondiale (World Bank) è un’istituzione finanziaria internazionale che opera per ridurre la povertà e promuovere lo sviluppo economico sostenibile. È composta da cinque istituzioni, tra cui la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (IBRD) e l’Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (IDA). Le Banche Multilaterali di Sviluppo (MDBs), come la Banca Mondiale, hanno il mandato di finanziare progetti di investimento nei paesi membri per sostenere obiettivi di sviluppo.
Fino allo scorso anno infatti la Banca Mondiale e altre MDB non contribuivano al finanziamento di nuovi progetti di energia nucleare, a parte la limitata erogazione di prestiti per l’ammodernamento di reattori nucleari esistenti o per la loro dismissione, sebbene il finanziamento dell’energia nucleare sarebbe stato in linea con gli accordi di Dubai della COP28, dove il mondo aveva chiesto di accelerare la diffusione dell’energia nucleare e di altre tecnologie energetiche a zero emissioni per raggiungere una decarbonizzazione profonda e rapida. Non solo. A Dubai numerosissimi paesi avevano assunto l’impegno di triplicare la capacità globale di energia nucleare per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Cito dal rapporto IAEA: “Circa 30 Paesi, cosiddetti “newcomer”, stanno prendendo in considerazione o hanno già iniziato a investire nell’energia nucleare per accelerare il loro sviluppo e ridurre le emissioni (…), con applicazioni importanti nel riscaldamento industriale, necessarie per alimentare in modo pulito un’economia moderna, anche consentendo una maggiore diffusione di fonti solari ed eoliche variabili.” Finanziare i progetti nucleari e dunque avere una ragionevole possibilità di raggiungere gli obiettivi climatici previsti dall’accordo di Parigi è molto importante poiché circa due terzi dei cosiddetti newcomers interessati all’implementazione di tali progetti sono paesi in via di sviluppo e la decarbonizzazione deve coinvolgerli, non si ottiene se solo la metà del mondo può permettersela.
Ebbene, qualche giorno fa, il 28 giugno 2025, è stato annunciato uno storico cambiamento di rotta, per cui la Banca Mondiale, nella persona del Presidente del Gruppo Ajay Banga, ha ufficialmente revocato il divieto di finanziamento al nucleare civile, aprendo alla collaborazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Come riportato dal World Nuclear News, il Consiglio di Amministrazione della Banca Mondiale ha definito l’energia nucleare “come parte di un approccio più ampio all’elettrificazione, che privilegia accessibilità, convenienza e affidabilità, erogate in modo da gestire le emissioni in modo responsabile. L’obiettivo è aiutare i paesi a fornire l’energia di cui la loro popolazione ha bisogno, offrendo altresì la flessibilità di scegliere il percorso più adatto alle loro ambizioni di sviluppo, al contesto nazionale e ai contributi determinati a livello nazionale“.
Secondo Banga, si tratta di riconoscere che non esiste una soluzione unica per tutti.
Cito: “ecco perché abbiamo un approccio globale. Abbiamo valutato dove possiamo contribuire a migliorare le reti, dove possiamo contribuire a ridurre le emissioni e dove possiamo contribuire ad ampliare l’offerta e, lungo il percorso, stiamo cercando di chiarire il nostro approccio e la nostra capacità di supportare il gas geotermico, il solare, l’idroelettrico, l’eolico e tutti gli aspetti della produzione di elettricità.”
Grossi, presente peraltro in SDA Bocconi poche settimane or sono per un confronto sul tema della diplomazia nucleare e della leadership multilaterale, dopo la firma dell’accordo con Banga, ha espresso soddisfazione e ottimismo, sottolineando l’importanza del nucleare per la sicurezza energetica e la lotta contro il cambiamento climatico e ribadendo il ruolo cruciale dell’Agenzia nel garantire la sicurezza e la non proliferazione.
Quello tra Banga e Grossi è un accordo che avvicina dunque un ente di natura tecnica alla più rilevante delle organizzazioni finanziarie del suo genere, un accordo che prevede un particolare focus sugli Stati africani, asiatici e latinoamericani al fine di integrare il nucleare nel mix energetico di cui sono già dotati. Riguardo la parte scientifica, verrà data priorità soprattutto alle tecnologie emergenti dei reattori di piccola taglia cosiddetti SMR (Small Modular Reactors), che sono particolarmente adatti a reti elettriche poco estese, che si integrano con facilità con le energie rinnovabili e la cui flessibilità è garantita dalla ridotta potenza e dalla costruzione modulare. In base al memorandum d’intesa, infatti, l’IAEA collaborerà con il Gruppo della Banca Mondiale secondo tre direzioni principali, a cominciare dall’accrescimento delle conoscenze relative al settore nucleare, all’estensione della vita utile delle centrali nucleari esistenti e all’approfondimento specifico degli studi proprio sui reattori modulari di IV generazione.
Inoltre, la partnership dell’IAEA con la Banca Mondiale garantirà l’allineamento con gli obiettivi sottoscritti al COP28 e un accesso equo all’energia, nonché una rapida decarbonizzazione, dal momento che il nucleare è una fonte stabile, a basse emissioni, adatta a sostenere i parametri richiesti dalla transizione energetica. Dal canto suo, Ajay Banga ha naturalmente specificato che i finanziamenti verranno concessi valutando caso per caso, ma privilegiando i progetti con forte impatto sociale e ambientale. Tra i primi a beneficiare dei finanziamenti ci saranno probabilmente paesi come lo Zambia, il Ghana, il Kenya, che già si avvalgono di cooperazioni attive con la IAEA e stanno studiando le tecnologie SMR, il Brasile e l’Argentina che hanno già reattori attivi dei quali vogliono espandere la capacità, oltre al Vietnam e all’Indonesia che stanno evidenziando una forte crescita economica e una domanda energetica in aumento.
Se ben ricordiamo, già durante la Climate Week di New York del 2024, un primo passo in questa direzione era stato fatto, quando ben quattordici importanti banche e istituzioni finanziarie hanno espresso il loro impegno ad aumentare il sostegno all’energia nucleare, con l’obiettivo di triplicarne la capacità entro il 2050. Tra queste figurano: Abu Dhabi Commercial Bank, Ares Management Corporation, Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Brookfield Asset Management, Citi, Crédit Agricole CIB, Goldman Sachs, Guggenheim Securities, Morgan Stanley, Rothschild & Co, Segra Capital Management LLC e Société Générale. L’evento, che ha visto la partecipazione di leader del settore nucleare e finanziario, ha sottolineato il ruolo della finanza nel decarbonizzare le reti elettriche, iniziativa che è stata percepita come un importante passo avanti per tutto il settore, con il chiaro obiettivo di promuovere questa fonte energetica come parte integrante della transizione verso un futuro più sostenibile. Oggi, con il blessing della Banca Mondiale in accordo con lo IAEA, anche le MBS non saranno più solo un partner per lo sviluppo di energie rinnovabili convenzionali per i paesi in via di sviluppo, ma lo saranno anche per il nucleare, che a tutti gli effetti entra a far parte non solo delle politiche climatiche sostenibili, ma anche della finanza globale.
Mentre le banche d’affari e le grosse banche internazionali si concentrano principalmente su servizi di consulenza finanziaria, gestione patrimoniale e assistenza ad aziende e a importanti patrimoni privati, come detto le Multilateral Development Banks sono istituzioni che forniscono finanziamenti e know-how per progetti di sviluppo economico e sociale in paesi in fase di crescita.
La conseguenza diretta del coinvolgimento attivo della finanza nell’economia nucleare è che l’accesso ai finanziamenti, siano essi concessi da banche d’affari o MDB, dovrà essere deliberato con l’ausilio di esperti dotati delle competenze necessarie per la concessione degli stessi, esperti della specifica tecnologia nonché dell’economia nucleare associata alla tecnologia, competenze molto diverse rispetto a quelle disponibili oggi in ambito bancario ESG.
Un vero e proprio cambiamento di paradigma.
Laura Luigia Martini
Nuclear Engineer, SDA Bocconi Senior Executive Fellow