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Dietro il velo: interessi economici e geopolitici

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

Perché l’Occidente sembra letteralmente ossessionato dal velo delle donne iraniane? Eppure sappiamo che in Afghanistan gli USA, a suo tempo, si sono spesi per imporre la cultura del burqa per contrastare i sovietici. Però a sentir certa propaganda, il mondo non può avere requie finché esiste un velo che copre i capelli alle donne iraniane.

I veli islamici che coprono totalmente il volto delle donne, nel mondo islamico sono solo due e si chiamano burqa e niqab. Il burqa è caratteristico dell’Afghanistan ed è stato imposto dai Talebani. Si è diffuso negli anni Ottanta fino a diventare obbligatorio da quando gli Stati Uniti si allearono coi Sauditi per fomentare l’integralismo islamico, utilizzando le scuole coraniche pakistane, dette Madrase, fanatizzando gli studenti di queste scuole che vennero denominati talebani.

Questo perché a Kabul vigeva un regime laico progressista che aveva rapporti di buon vicinato con l’URSS. La tensione creata dagli islamisti fu tanta che i Sovietici si videro costretti ad entrare in Afghanistan. Fu il passo falso che conosciamo. I russi se ne andarono ma i Talebani sono rimasti.

In molti Paesi arabi nell’Africa nera ed anche in Pakistan è diffuso un tipo di velo che copre totalmente il volto alle donne e si chiama Niqab. Lo vediamo anche in molte donne immigrate in Europa. Praticamente lascia libera unicamente una fessura all’altezza degli occhi.

In Iran non si usa nessuno di queste fogge di velo. Per cerimonie religiose, in occasioni pubbliche speciali viene utilizzato il cosiddetto Chador, un velo analogo a quello che vediamo nel presepe alla Madonna. Per passeggiare, per il lavoro e lo svago, le donne usano lo hijab, un fazzoletto che può essere anche colorato, posto sui capelli che può ricadere sul collo lasciando talvolta scoperto anche quello oltre che il viso.

Molte ragazze, come possiamo osservare, lo usano per civetteria, in modo che non copra tutti i capelli ma solo una parte. Talvolta sono leggeri come veli. Altra possibilità che hanno le ragazze iraniane sono i Turkish turban, un copricapo colorato con la foggia di turbante del tutto simile a quello portavano anche in Occidente le donne del Novecento, negli anni Venti ed anche tornato di moda negli anni sessanta.

In Europa capita di vedere immigrate molto più sacrificate. Però, qualsiasi tipo di velo, se portato in Iran fa scandalo, indigna fino all’isterismo le coscienze degli occidentali, mentre in tutti gli altri casi si dice che è la loro cultura e va rispettata. Questo nonostante le iraniane siano più colte, più istruite, più scolarizzate delle italiane e siano presenti nel mondo delle professioni più delle europee.

Allora perché lo scandalo. Innanzitutto perché ora che ci siamo tagliati fuori dalle forniture di gas russo con 17 pacchetti di sanzioni, le nostre industrie languono prive di energia a buon prezzo e in quantità. Non tutti sanno però, che se i russi hanno il giacimento più grande del mondo di gas metano, l’Iran ne possiede il secondo per quantità.

Però anche Teheran è sotto sanzioni da parte dell’Occidente ed è stato una riserva di energia per i Paesi dell’Asia. La cosa migliore sarebbe un regime change, un mutamento di fronte e poter rimuovere le sanzioni per attingere a queste grandi riserve di gas.

Senza contare che anche Israele pensa con nostalgia l’Iran dello Scià, quando Teheran era una potenza regionale e il più potente alleato di Israele nella regione. Queste sono le uniche autentiche ragioni dell’interessamento del mondo dei diritti della donna, di quanto erano libere anche se analfabete all’80%.

Si arriva al grottesco fino a fare assurgere a lotta della resistenza, una povera donna, sposata e fuori di testa che era uscita in mutande vagando smarrita, come accade talvolta a persone di cui da noi si occupa anche la rubrica “Chi l’ha visto?”. Anche il povero attore Peter Falk fu fermato dalla polizia mentre vagava privo di coscienza di sé e lo accompagnarono a casa dalla moglie.

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