In un tweet carico di rabbia che racchiude la tragedia di un’intera epoca, Francesca Albanese ha scritto sulla piattaforma X:
“Mentre il mondo è preoccupato da altre questioni, Israele continua il suo quotidiano genocidio dei palestinesi a Gaza. Vergogna ai media occidentali complici e a tutti i governi complici”.
Le parole di Albanese non sono una semplice dichiarazione politica, ma un’accusa morale contro un mondo che si è abituato ad assistere allo spargimento di sangue palestinese con spaventosa indifferenza. Mentre i corpi dei bambini si accumulano sotto le macerie, le capitali del potere sono impegnate in calcoli di influenza e interessi, e i media occidentali continuano a riciclare la stessa narrativa, evitando di chiamare la catastrofe con il suo vero nome: genocidio perpetrato sotto gli occhi del mondo intero.
Il silenzio non è più neutralità, ma piena complicità nel crimine. La storia non ricorderà il numero di tiepide dichiarazioni diplomatiche, ma piuttosto chi ha parlato e chi è rimasto in silenzio, e chi ha tentato di giustificare il massacro con il pretesto della politica e della sicurezza.