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Il sogno di Alessandro – Il centro di gravità del mondo (1)

Di prossima pubblicazione

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

 

Il baricentro del mondo ha già iniziato a spostarsi verso l’area Asia-Pacifico e la guerra in Ucraina appare quindi ancora più anacronistica alla luce di questa evoluzione.

 

Il nuovo mondo si sta quindi sviluppando all’ombra di un grande blocco asiatico, oggi il più dinamico. Il Grande Gioco del XIX secolo era caratterizzato in Asia centrale dall’opposizione tra l’impero russo e quello britannico. Il Nuovo Grande Gioco, sullo sfondo dell’affermazione della Cina, si sta nuovamente sviluppando in questa zona – e il progetto cinese delle Nuove Vie della Seta ne è un esempio – e anche oltre. I grandi blocchi mondiali, in particolare gli Stati Uniti e l’Europa, saranno coinvolti o comunque non potranno disinteressarsene. Non bisogna dimenticare la Turchia, quattro delle cinque repubbliche dell’Asia centrale sono turcofone, già molto presente sul piano economico, ma anche la Corea, che ha minoranze attive in questa zona, o ancora l’India e persino l’Iran confinante. La Russia, di cui l’Asia centrale faceva parte dell’Unione Sovietica, non ha rinunciato a esercitare la sua influenza sui suoi ex possedimenti, dove dispone ancora di un importante soft power, grazie ai cittadini con doppia nazionalità e al suo influsso culturale.

L’Asia centrale era il cuore del potere di Alessandro Magno, che è rimasto l’archetipo degli imperi. Fare riferimento a questo periodo dell’antichità può fornire chiavi di comprensione del mondo contemporaneo nella zona considerata. Cedere all’ucronia è quindi una tentazione. Qual è il ruolo della guerra nell’affermazione del potere? Essa, al centro del potere regale, non si impone sempre ai presidenti della più grande potenza in virtù di un “manuale di Washington” di cui parlò un giorno il presidente Obama? La resistenza dei Greci contro la potenza persiana di Serse non ha forse preceduto quelle che oggi chiamiamo “guerre asimmetriche”? Le vittorie militari garantiscono un dominio duraturo o non si deve piuttosto considerare che esso è il risultato di un’influenza che va oltre e deriva dall’affermazione di una civiltà? Al di là delle autocrazie e degli imperi, cos’è l’Oriente? «I venti dell’Est non prevalgono su quelli dell’Ovest?», come diceva Mao Zedong? Ogni impero non è forse effimero e destinato a scomparire?

Di fronte a tutte queste domande, Alessandro, l’imperatore degli imperatori, ci fornisce alcuni elementi di risposta.

 

 

Il bilancio di una vita giovane e brillante

Nelle prime settimane dell’anno 323 a.C., dieci anni dopo l’inizio delle sue campagne in Asia Minore, che lo portarono fino all’Indo e persino in vista del Gange, Alessandro ci ricevette fuori dalla città di Susa, che era la capitale degli Achemenidi e custodiva tesori favolosi. È lì che aveva già fatto tappa nel 330, dopo Babilonia e prima di Persepoli, durante le sue gloriose e vittoriose cavalcate in Persia.

L’atmosfera è ancora di festa e di stupore. Le sontuose nozze di Susa sono state celebrate nel 324 con le principesse persiane, segnando in modo eclatante l’unione con l’Oriente. Sebbene Alessandro stesso abbia sposato in questa occasione Statera, la figlia maggiore di Dario, e un’altra principessa persiana, Roxane è sempre al suo fianco. Alessandro è all’apice della sua gloria all’inizio del 323, che coinciderà a marzo, durante l’equinozio di primavera, con la celebrazione annuale del Nowruz zoroastriano, che si svolge da secoli.

Una sorta di viaggio intorno al mondo è già stato compiuto ed è un Alessandro raggiante, perché il mondo conosciuto è ai suoi piedi, ma i cui lineamenti testimoniano la durezza delle battaglie e l’ampiezza del compito di esercitare il potere, che ci ha ricevuto per un’intervista esclusiva. L’intervista si è svolta in lingua greca attica, idioma di un nuovo impero diventato il più grande del mondo, che egli usa generalmente con i suoi compagni e con gli stranieri.

Alessandro, che ora viene chiamato “Grande Re” dopo i suoi trionfi su Dario, ma al quale i suoi compagni macedoni continuano spesso a rivolgersi con familiarità, ha affrontato senza mezzi termini, in risposta alle nostre domande, una vasta gamma di argomenti: la guerra e la pace, il rapporto tra il debole e il forte, la natura divina del potere, lo scontro tra imperi, la democrazia contro l’oligarchia, il fascino civilizzatore, l’eredità di Alessandro e le finalità della Storia (…)

 

▶︎ Continua:

Parte 2 – Guerra e potere

Parte 3 – Storia, filosofia, spiritualità

 

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