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“AGRUPACIÓN INSTRUMENTALIA”
Intervista al Presidente dell’Azione Cattolica Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno Agostino Orefice
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Intervista al Presidente dell’Azione Cattolica Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno Agostino Orefice

Buonasera a tutti, siamo qui con il Presidente dell’Azione Cattolica della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, Agostino Orefice, che ringraziamo per aver accettato questa intervista.
L’Azione Cattolica rappresenta una presenza storica e viva nella nostra Chiesa diocesana. Oggi vogliamo raccontarne il volto, le sfide e le prospettive future.
1. Che cos’è oggi l’Azione Cattolica nella diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e quale missione porta avanti?
Presidente Orefice: L’Azione Cattolica oggi è la stessa di sempre, ma chiamata a rinnovarsi nel tempo mantenendo saldi i suoi pilastri fondamentali: preghiera, azione, studio e servizio.
Forse oggi, più che in passato, l’attenzione maggiore è rivolta all’evangelizzazione e a un laicato attivo e consapevole della propria missione. La vera sfida è riuscire a custodire un’identità chiara, sapendo che il nostro compito, come associazione, è quello di scuotere le coscienze e promuovere il cambiamento.
Se riusciamo a mantenere questo stile e questa consapevolezza, allora possiamo dire di vivere pienamente la nostra missione.
2. Cosa significa per lei essere Presidente diocesano e quale responsabilità sente maggiormente in questo servizio?
Presidente Orefice: Essere Presidente diocesano significa, prima di tutto, sentirsi un servitore unitario, un operaio nella vigna del Signore. Io sono qui per essere il punto di raccordo di tante persone che collaborano, che portano visioni, idee e sensibilità diverse all’interno di un percorso comune.
La responsabilità più impegnativa è proprio quella della mediazione: l’Azione Cattolica abbraccia tutte le età, dai più piccoli agli adulti, e questo è un grande valore ma anche una sfida. Occorre riuscire a trasmettere in modo chiaro e condiviso il messaggio dell’Azione Cattolica, che è profondamente radicato nel Vangelo e nel servizio alla Chiesa.
3. Qual è il contributo specifico che l’Azione Cattolica offre alla vita della Chiesa locale?
Presidente Orefice: Fa parte del DNA dell’Azione Cattolica: nascere, crescere e restare nel tempo a supporto della vita della Chiesa. Chiesa intesa sia come istituzione, sia come comunità di laici chiamati a impegnarsi nel servizio.
Siamo consapevoli delle difficoltà che oggi la Chiesa incontra nel trasmettere il messaggio di fede e di evangelizzazione. Il nostro compito è supportare, accompagnare e, quando necessario, stimolare, offrendo sempre un messaggio capace di scuotere le coscienze di chi ci incontra.
4. In che modo l’Azione Cattolica accompagna i laici a vivere la fede nella quotidianità, nel lavoro e nella società?
Presidente Orefice: A livello ideale, l’Azione Cattolica dovrebbe essere quel “qualcosa in più” che aiuta le persone a vivere la fede nella vita concreta, nel lavoro e nella società. L’associazione educa alla consapevolezza di essere sale della terra nei contesti quotidiani.
Nella realtà, però, incontriamo anche molte difficoltà. Riprendo una riflessione del nostro vescovo, monsignor Giuseppe Giudice, che ci invita a non limitarci a dire che le associazioni funzionano, ma a interrogarci su quanto realmente incidano nella società di oggi, segnata da crisi sociali, giovanili e anche geopolitiche. Tutto questo ci chiede uno sforzo maggiore nel tradurre la fede in scelte concrete.
5. Quale attenzione riservate ai giovani e quali sfide incontrate nel coinvolgerli oggi?
Presidente Orefice: L’attenzione ai giovani è essenziale e necessaria. Spesso si dice che i giovani sono il futuro, ma in realtà sono il presente. Sta a noi adulti aiutarli a essere scossi nel loro modo di vivere e di pensare, affinché possano affrontare le sfide della vita con strumenti evangelici adeguati.
I Papi, da Francesco a Leone, ci ricordano che i giovani sono segni di speranza. Questo è vero, ma richiede che l’adulto prenda consapevolezza del proprio ruolo educativo. Quando un adulto capisce di poter essere significativo nella vita di un giovane, allora comprende davvero il senso del proprio servizio e riesce ad avere una visione più lunga e responsabile del futuro.
6. Quanto è centrale la formazione spirituale e culturale nel cammino associativo?
Presidente Orefice: Direi dieci su dieci. La formazione è centrale, soprattutto lo studio, che è uno dei quattro pilastri dell’Azione Cattolica. Come diocesi abbiamo investito molto in percorsi formativi, perché è fondamentale avere consapevolezza della propria responsabilità educativa e del proprio ruolo nella Chiesa.
Oggi viviamo in un mondo tecnologicamente avanzato: abbiamo accesso a un’enorme quantità di risorse culturali direttamente da casa. Internet non è solo comunicazione veloce, ma anche un’opportunità straordinaria per formare una coscienza critica e una cultura solida.
7. Che messaggio desidera lasciare a chi guarda all’Azione Cattolica con curiosità o da lontano?
Presidente Orefice: L’Azione Cattolica sta vivendo un tempo che richiede un impegno ancora maggiore, per affrontare le sfide del nostro tempo. Il messaggio non è semplicemente “vieni e vedrai”, ma conosci il nostro percorso, il nostro progetto associativo.
È un progetto che nasce, cresce e si alimenta nella fede. Non è un punto di arrivo, ma un cammino, un’opportunità di incontro per chi è in ricerca, per chi desidera riscoprire la fede o rimettersi in cammino.
Conclusione
Dalle parole del Presidente Agostino Orefice emerge un’Azione Cattolica consapevole del proprio ruolo nella Chiesa e nella società, chiamata oggi più che mai a formare coscienze, accompagnare i laici e sostenere i giovani. Un cammino fatto di servizio, fede vissuta e responsabilità condivisa, che continua a offrire alla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno una presenza discreta ma significativa nel tempo presente.
Esposito Santolo Simone

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