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La panoramica su una Siria che abbraccia un milione di anni rimane vertiginosa..La lezione è ancora valida oggi, mentre si riallacciano i legami allentati con questo Paese, frutto di un’immensa civiltà, la cui posizione rimane strategica nel Vicino e Medio Oriente.
(…) L’IMA, nell’ambito della sua missione volta a far conoscere meglio la civiltà araba, aveva proposto mostre di grande rilievo e continuava a farlo. Considerando il successivo percorso della mia carriera diplomatica, che mi ha portato in Medio Oriente, la mostra «Siria, memoria e civiltà», presentata nel 1993, è stata a lungo per me oggetto di studio e continua ad esserlo. La Siria, grazie alla ricchezza del suo patrimonio, all’importanza degli istituti di ricerca ivi insediati e alle missioni archeologiche che vi si svolsero, contribuì del resto in modo determinante alle attività dell’IMA. Naturalmente, il sontuoso catalogo della mostra non può essere descritto a parole, ma nulla di più completo e didattico era stato presentato fino ad allora sull’argomento. Era come se venisse riportata in vita una civiltà scomparsa, il cui spazio-tempo abbraccia «diecimila anni», come si dice spesso, o addirittura un milione di anni a partire dal Paleolitico.
La panoramica su una Siria che abbraccia un milione di anni rimane vertiginosa. Era necessario lasciare agli specialisti il compito di presentare e spiegare una tale complessità. Ma il visitatore, e poi il lettore, hanno potuto rendersi conto di quali siano stati i momenti salienti di questa Storia. La lezione è ancora valida oggi, mentre si riallacciano i legami allentati con questo Paese, frutto di un’immensa civiltà, la cui posizione rimane strategica nel Vicino e Medio Oriente.
Prima dei regni ellenistici, nel III millennio a.C. si verificò una brusca «accelerazione». Mari, sull’Eufrate, dove si scriveva in caratteri cuneiformi sumeri, e Ugarit, sulla costa mediterranea, dove nacque il primo alfabeto della storia, sono entrate nella storia dell’umanità. Il grande incontro tra Oriente e Occidente ebbe luogo sotto i Seleucidi, eredi di Alessandro Magno, come testimoniano in particolare le città di Antiochia, Latakia e Apamea. Le succedette la Siria romana e nel III secolo d.C. Roma ebbe come imperatore Filippo l’Arabo, talvolta considerato il primo imperatore cristiano; nello stesso periodo si sviluppò il regno di Palmira, che raggiunse il suo apogeo sotto il regno di Zenobia. Cristianesimo, Islam e dominio ottomano si susseguirono: alla fine del IV secolo, il cristianesimo si affermò e la Siria fu annessa a Bisanzio; fin dalle sue origini, l’Islam vi prosperò e la moschea degli Omayyadi, completata nel 715, divenne un modello anche nella Spagna musulmana (cfr. la mostra dell’IMA: Le Andalusie da Damasco a Cordova); a partire dal XVI secolo, la Siria passò sotto il dominio ottomano, che lasciò a Damasco, ad esempio, la moschea di Sinan Pascià o il Palazzo Azem, che per un certo periodo ospitò l’Istituto francese.
Storditi dall’enumerazione di questi periodi, che si sovrappongono come strati geologici, lo siamo oggi altrettanto, mentre la Siria, nazione che sembrava uscita dalla Storia, sembra rinascere (…)
► Le Long des Failles (di prossima pubblicazione, 2026)

