Dalle navi degli zar ai marinai accorsi tra le macerie del terremoto del 1908, fino ai rapporti culturali con l’Unione Sovietica nel Novecento: quello tra Messina e la Russia è un legame storico poco conosciuto ma sorprendentemente profondo.
A raccontarlo è lo storico e ricercatore Marco Donato, da anni impegnato nello studio delle relazioni tra la città dello Stretto e il mondo russo.
“Il rapporto tra Messina e la Russia nasce ben prima del terremoto del 1908”
Dottor Donato, quali furono i primi contatti storici tra Messina e la Russia prima del terremoto del 1908?
«Le fonti storiche testimoniano rapporti già alla fine del Settecento. Nell’estate del 1799 approdò nel porto di Messina l’ammiraglio Fyodor Ushakov, figura straordinaria della storia russa e oggi venerato come santo dalla Chiesa ortodossa. Ushakov giunse in Sicilia dopo aver liberato Corfù dall’occupazione francese, nell’ambito delle campagne militari contro Napoleone.
Nel corso dell’Ottocento, poi, Messina ospitò un Consolato dell’Impero Russo, mentre il porto cittadino divenne un importante crocevia commerciale tra la Sicilia e la Russia. A testimoniare questa presenza restano anche alcune tombe di diplomatici russi nel Cimitero Monumentale cittadino.
Un altro nome fondamentale è quello dello scienziato Ilya Mechnikov, premio Nobel per la medicina nel 1908. Fu proprio durante il suo soggiorno a Messina che elaborò gli studi sulla fagocitosi, destinati a rivoluzionare la ricerca immunologica.»

L’eroismo dei marinai russi dopo il sisma del 1908
Quanto fu importante l’intervento russo durante il terremoto di Messina?
«Fu decisivo, ma soprattutto lasciò un segno indelebile nella memoria collettiva dei messinesi. Le navi della flotta russa del Baltico furono tra le prime a raggiungere la città devastata dal terremoto del 28 dicembre 1908.
I marinai russi operarono senza sosta tra le macerie, salvando migliaia di persone. Per questo motivo, già nel febbraio del 1909, il Consiglio comunale approvò una delibera per la realizzazione di un monumento dedicato agli equipaggi russi.
Nel marzo del 1911 arrivò a Messina anche il celebre incrociatore Aurora, accolto con enorme riconoscenza dalla popolazione.»
La storia commovente dell’ammiraglio Ponomarev
Tra le vicende più toccanti emerge quella della famiglia Ponomarev…
«Sì, è una storia straordinaria. L’ammiraglio Vladimir Ponomarev, comandante dell’incrociatore Admiral Makarov, fu tra i protagonisti dei soccorsi del 1908.
Dopo la Rivoluzione del 1917 fu costretto a fuggire dalla Russia e si ritrovò in gravissime difficoltà economiche a Costantinopoli. A quel punto furono proprio i messinesi ad aiutarlo, organizzando una raccolta fondi per ricambiare quanto fatto durante il terremoto.
Ponomarev tornò così a Messina con la sua famiglia nei primi anni Venti. È un episodio che racconta bene quanto fosse profondo il legame umano nato dopo la tragedia.»
Documenti, lettere e memoria storica
Quali sono oggi le principali testimonianze storiche di questo rapporto?
«Una delle opere più importanti è certamente 1908 Marinai russi a Messina, pubblicata nel 1988 e curata da Rosa Maria Palermo Di Stefano e Vittorio Di Paola. Il volume raccoglie le lettere scritte dai marinai russi durante i soccorsi.
Di enorme valore è anche il testo Discorso su Messina. Dieci giorni dopo il disastro, scritto da Mechnikov nel gennaio del 1909, una testimonianza intensa e commovente della città distrutta dal sisma.»
Dai marinai ai cosmonauti: i rapporti nel periodo sovietico

Nel Novecento i rapporti tra Messina e il mondo russo continuarono?
«Assolutamente sì. Nel 1978 venne inaugurata a Palazzo Zanca la prima lapide commemorativa dedicata ai marinai russi. Da quel momento si sviluppò una fitta collaborazione culturale con il mondo sovietico.
Negli anni Ottanta Messina ospitò mostre sull’arte e sul costume russo, mentre nel 1988 nacque una collaborazione tra la Fiera Internazionale di Messina e l’Accademia delle Scienze dell’URSS.
Furono organizzate esposizioni dedicate alla cosmonautica sovietica e nel 1995 partecipò alla Fiera anche una delle figlie di Jurij Gagarin. Un capitolo affascinante che ho approfondito nel mio libro La cosmonautica sovietica a Messina, pubblicato nel 2024.»
Il monumento ai marinai russi: simbolo di memoria e gratitudine
Che valore ha oggi il monumento ai marinai russi inaugurato nel 2012?
«Quel monumento rappresenta molto più di un semplice memoriale. È il simbolo di oltre un secolo di rapporti culturali, diplomatici e soprattutto umani tra Messina e la Russia.
La sua inaugurazione ha restituito concretezza a una promessa fatta nel 1909 dalla città ai suoi soccorritori. Ancora oggi quel monumento racconta una storia di solidarietà internazionale che continua a emozionare e a unire i popoli.»
Intervista raccolta per Tota Pulchra News.
