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Un “ritorno alla normalità” non è in vista, ma le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico potrebbero attenuarsi. I paesi europei ridurranno in una fase successiva la loro dipendenza, in particolare in materia di sicurezza, per evolvere verso una maggiore autonomia strategica?
→ Unità del G7 – evidenti divergenze con Washington?
Secondo quanto riportato, il vertice del G7 a Évian si è svolto senza intoppi. Sono stati affrontati numerosi temi: Ucraina, Iran, Medio Oriente, solidarietà internazionale, traffico di droga, traffico di migranti, intelligenza artificiale, ecc…, con la partecipazione anche di paesi “partner” (Egitto, Brasile, India, Corea del Sud, Kenya). Ciò non significa che il vertice abbia colmato tutte le divergenze, né è stato concepito a tal fine; non si tratta infatti di un organo esecutivo come il Consiglio di Sicurezza dell’ONU; tuttavia la diplomazia multilaterale rimane una necessità, in quanto favorisce gli scambi e, possibilmente, la convergenza delle posizioni.
→ Nuova fase del partenariato transatlantico – un allineamento temporaneo imposto dalle circostanze?
Dopo la “guerra dei dazi”, le minacce sulla Groenlandia e persino sull’indipendenza del Canada, nonché le divergenze ancora esistenti all’interno della comunità occidentale su Ucraina, Iran o Libano, si sta delineando una nuova fase delle relazioni transatlantiche (NB: il Segretario alla Difesa statunitense ha appena annunciato una revisione della presenza americana in Europa). Un “ritorno alla normalità” non è in vista, ma le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico potrebbero attenuarsi. I paesi europei ridurranno in una fase successiva la loro dipendenza, in particolare in materia di sicurezza, per evolvere verso una maggiore autonomia strategica?
→ Stretto di Hormuz – maggiore autonomia europea nella sicurezza energetica?
La situazione varia da un paese europeo all’altro; alcuni di essi non hanno atteso la crisi di Hormuz per diversificare le fonti dei propri approvvigionamenti; la Francia, ad esempio, beneficia di un mix energetico specifico, basato su una quota elevata del proprio fabbisogno elettrico coperta dall’energia nucleare. Ma la crisi di Hormuz ha agito come un «campanello d’allarme».
→ L’influenza della Francia – i rapporti con gli Stati Uniti
La Francia è una potenza di medie dimensioni con una tradizione di indipendenza nel proprio DNA; ha bisogno di forum multilaterali per ampliare la propria influenza; la cooperazione in Europa è essenziale per il suo futuro in tal senso, così come lo sono i partner in tutto il mondo.
Per quanto riguarda i suoi rapporti con gli Stati Uniti, questi rimangono «speciali». La cena a Versailles non è stata solo un trattamento da tappeto rosso a esclusivo beneficio del presidente americano; la Francia ha voluto anche celebrare in anticipo – poiché il trattato fu firmato proprio lì nel 1783 – il 250° anniversario dell’indipendenza americana, alla quale ha contribuito, anche a costo di un catastrofico squilibrio finanziario e che, a sua volta, ha avuto un impatto determinante sull’ideale di libertà e uguaglianza, nonché sulla stessa Rivoluzione francese del 1789. Schierandosi sempre dalla parte degli Stati Uniti durante le crisi più gravi, come fece de Gaulle per Berlino o per Cuba nel 1962, la Francia è storicamente il più antico alleato degli Stati Uniti; rimarrà un amico affidabile ma esigente.
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🔴 ÉVIAN, VERSAILLES, THE DAY AFTER🔴
→ Unity of the G7 – clear differences with Washington?
The G7 summit in Évian went well, according to reports. A wide range of topics were tackled: Ukraine, Iran, Middle East, international solidarity, drug trafficking, migrant smuggling, AI, etc…, with the participation also of ‘partner’ countries (Egypt, Brazil, India, South Korea, Kenya). That does not mean that the summit bridged all gaps and it is not designed for that; it is not an Executive body like the UN Security council; but multilateral diplomacy remains a necessity, favoring exchanges and possibly converging views.
→ New phase of transatlantic partnership – temporary alignement imposed by circumstances ?
After the ‘tariff war’, threats on Greenland and even Canada’s independence, still existing differences on Ukraine, Iran or Lebanon among the western community, there is a new phase of transatlantic relationship (NB: the US Secretary of war just announced a review of American presence in Europe). ‘Back to normalcy’ is not in view, but tensions among both sides of the Atlantic might be lessened. Will at a later stage European countries reduce their dependence, in particular on security matters, and evolve towards greater strategic autonomy?
→ Strait of Hormuz – greater European autonomy in energy security?
Situation is diverse among European countries; some of them did not wait for the Hormuz crisis to diversify the sources of their deliveries; France for example benefits from a specific energetic mix, based on a great share of its electricity needs covered by nuclear energy. But the Hormuz crisis acted like a ‘wake-up call’.
→ France’s influence – relationship with the US
France is a medium sized power with in its DNA a tradition of independence; it needs multilateral forums to enlarge its influence, cooperation in Europe is essential to its future in that regard as well as partners around the world.
As regard its relationship with the US, it remains a ‘special’ one. The dinner at Versailles was not only a red carpet treatment for the sole benefit of the American president; France wanted also to mark in advance – because the treaty was signed there in 1783 – the 250th anniversary of American independence to which it contributed, even at the cost of a catastrophic financial imbalance and which, in turn, had a major impact on ideal of liberty and equality as well as on the French Revolution o 1789 itself. Always siding with the US during major crisis, as de Gaulle did for Berlin or Cuba in 1962, France is historically the oldest ally of the United States; it will remain a reliable but demanding friend.
► AL QAHERA NEWS CHANNEL (June 18, 2026)
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