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Custode di parole, esploratore di anime. La silenziosa quanto ostinata rivoluzione culturale di Roberto Bruccoleri che porta la grande letteratura ad Agrigento
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Custode di parole, esploratore di anime. La silenziosa quanto ostinata rivoluzione culturale di Roberto Bruccoleri che porta la grande letteratura ad Agrigento

Un’intervista di Francesco Rizzo a Roberto Bruccoleri  in vista dell’incontro del 23  giugno ad Agrigento.

C’è un’inquietudine primordiale che da sempre spinge l’essere umano a mettersi in cammino. Bruce Chatwin la definiva “l’alternativa nomade”, un richiamo ancestrale, un bisogno viscerale di mappare l’invisibile e rincorrere l’altrove. Johann Wolfgang von Goethe, secoli prima, compì il suo celebre Viaggio in Italia scendendo fino a questa esatta latitudine, convinto che proprio in Sicilia si celasse “la chiave di tutto”, il codice per decifrare l’anima classica del mondo. Ma la letteratura di viaggio, quella più pura, ci insegna che non si viaggia solo per misurare le distanze geografiche. Si viaggia per perdersi e ritrovarsi nelle geografie interiori degli altri. Si viaggia per assecondare quella che l’acclamato scrittore olandese Jan Brokken chiama la malinconia del viaggiatore: quel sentimento struggente e necessario che ci spinge a seguire l’orma invisibile lasciata da un musicista, da un pittore o da un poeta nei luoghi in cui hanno vissuto e sofferto. Tuttavia, c’è un’altra figura, rara e preziosa, nel vasto panorama del viaggio umano: il viaggiatore che costruisce porti. Colui che, invece di vagare per il mondo, decide di fare in modo che sia il mondo intero a fare scalo a casa sua. È esattamente questo il lavoro inestimabile, coraggioso e quasi eroico che porta avanti Roberto Brucculeri. In una città millenaria come Agrigento, dove il peso della storia rischia talvolta di oscurare il presente, Roberto ha scelto la via della resistenza culturale. Senza clamori, senza fondi pubblici, armato solo di passione e tenacia, ha trasformato i vicoli dimenticati della “Medina” agrigentina in un crocevia internazionale. Con la sua rassegna Libri in Cortile, Roberto non si limita a organizzare eventi: compie un atto di rigenerazione urbana e spirituale. Quello che state per leggere non è, dunque, una semplice intervista di avvicinamento a un evento. È il diario di bordo di un’utopia realizzata. È un dialogo che ci spiega come un cortile siciliano possa diventare il centro del mondo, ospitando le parole di un gigante come Jan Brokken e facendole dialogare con le note delle chitarre, i sapori del nord Europa e i respiri di una comunità. Perché il viaggio più straordinario, a volte, non richiede di attraversare gli oceani, ma solo di avere il coraggio di restare, di curare le proprie radici e di spalancare un libro sotto il cielo della propria città. Iniziamo.

  1. Sulla rassegna e l’impatto sul territorio: Roberto, “Libri in Cortile” giunge alla sua sesta edizione. Come “anima dell’evento”, qual è il bilancio di questo percorso e cosa significa per la comunità di Agrigento riuscire a ospitare un autore del calibro internazionale di Jan Brokken?

Abbiamo iniziato nell’estate 2021 quasi per scherzo. Volevamo dare seguito alle Passeggiate che facevamo in quel periodo difficile della pandemia attraverso l’Associazione Immagina (del neoeletto Sindaco di Agrigento Michele Sodano) e con Beniamino Biondi. Da allora a oggi la manifestazione è cresciuta tanto e oggi giunge alla sua sesta edizione e inaugura con un autore di caratura mondiale come Jan Brokken. Libri in Cortile è l’unica manifestazione che si svolge interamente nei meandri del centro storico di Agrigento, una forma di resistenza attraverso la letteratura per riscoprire la nostra Medina e ripulirla e rigenerarla.

  1. Sul paragone letterario: Jan Brokken viene spesso definito dalla critica un “Chatwin contemporaneo”. Dal tuo punto di vista privilegiato di lettore e moderatore della serata, in cosa ritrovi questa affinità e cosa rende, invece, la voce di Brokken unica nel panorama della letteratura di viaggio?

Nel 2014 Iperborea pubblica Anime Baltiche di Jan Brokken e cambia per sempre il destino della letteratura di viaggio mondiale. Da quel momento in poi Brokken è spesso paragonato a Chatwin e il suo libro Anime Baltiche diventa un cult assoluto del genere tanto da essere usato da quasi tutte le scuole di scrittura di viaggio italiane e non. Un libro che può essere paragonato proprio a “In Patagonia” di Bruce Chatwin per il valore inarrivabile che conferisce alla letteratura odeporica

  1. Sul tema del libro: Il libro si intitola “La malinconia del viaggiatore”. Cos’è per te questa “malinconia”? Credi sia un sentimento che si sposa particolarmente bene con l’atmosfera millenaria di Agrigento e con la cornice del Giardino del Mudia?

La malinconia del viaggiatore è l’ultimo libro di Jan Brokken, pubblicato sempre dai tipi di Iperborea a inizio giugno, e narra proprio del sentimento di malinconia necessario per seguire un’orma in viaggio che può musicale, letteraria, architettonica o altre d’altre forme d’arte. Anche questo libro è un autentico carpiato letterario che trascina il lettore a scoprire luoghi magnifici che hanno influito nelle vite dei musicisti della Boemia o degli ultimi anni di vita di Matisse o del viaggio in Italia di Goethe o delle opere del futurista Depero, e il Giardino del Mudia rappresenta di certo uno dei migliori siti in cui potevamo presentare il libro di un Maestro assoluto come Jan Brokken.

  1. Sulle orme dei grandi: Nel suo libro, Brokken segue i passi di artisti immortali, da Matisse a Machado, fino a Goethe. Quanto è importante, secondo te, rileggere il nostro stesso territorio – penso al Viaggio in Italia di Goethe – attraverso lo sguardo di un grande scrittore nordeuropeo di oggi?

Vedremo. Brokken non ha mai presentato i suoi libri in Sicilia (non so se ci sia stato da visitatore a essere sincero) e questa è la prima volta che viene sull’isola. Mi sono riservato uno spazio la mattina successiva all’evento per fargli fare un giro in città e mostrargli alcune delle bellezze nascoste della nostra urbe che vadano oltre la Valle dei Templi. Magari gli piacerà e gli dedicherà un capitolo nel suo prossimo libro. Rimaniamo fiduciosi a riguardo

  1. Sulla contaminazione artistica: La serata prevede una forte componente musicale, con la chitarra di Osvaldo Lo Iacono e la selezione di Nana Scarto. Come nasce l’idea di far dialogare le parole di Brokken con queste specifiche atmosfere sonore?

Perché se viene uno dei più grandi scrittori al mondo ad Agrigento dobbiamo fargli trovare il miglior accompagnamento musicale possibile e Osvaldo Lo Iacono è uno dei migliori chitarristi siciliani in circolazione e Nana Scarto una raffinata studiosa della musica internazionale. Anche perché nei suoi libri Brokken dà tanto spazio alla musica ed è un omaggio necessario e naturale che gli tributiamo.

  1. Sulla sinergia e la rete organizzativa: Avete creato una vera e propria rete, coinvolgendo istituzioni locali, sponsor privati e persino l’Ambasciata e il Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia. Qual è la più grande sfida, e la più grande soddisfazione, nel fare rete culturale al Sud?

Libri in Cortile non ha mai ricevuto contributi pubblici, mai. Neanche nell’anno di Capitale della Cultura. Nonostante sia una rassegna affermata e che porta autori di caratura nazionale e internazionale (nel centro storico di Agrigento, non nella Valle dei Templi) non è mai stata ritenuta degna di ricevere nessuna forma di contributo pubblico a parte l’utilizzo gratuito del suolo pubblico concesso, quello sì, ogni anno dal Comune di Agrigento. A questo punto l’unica alternativa era trovare sponsor privati che credessero nel progetto, e così è stato e solo grazie a loro che è possibile fare questa rassegna. Per l’Ambasciata olandese invece è stato un caso solo per questo evento, perché ho saputo che hanno un ufficio che dà contributi per la divulgazione della cultura olandese in Italia, ho fatto richiesta e mi hanno concesso un piccolo contributo che mi ha dato una grande mano nell’organizzazione dell’evento. 

  1. Sulla convivialità come veicolo culturale: L’evento si concluderà con un particolarissimo aperitivo olandese a cura di Biomelograno, offrendo piatti come lo Stamppot e le Bitterballen. Quanto conta, secondo la filosofia di “Libri in Cortile”, l’elemento della convivialità per avvicinare le persone alla grande letteratura?

Sì, dallo scorso anno con gli amici di Biomelograno abbiamo sperimentato la sinergia letteratura e cibo ed è andata benissimo e il pubblico apprezza molto, e loro sono molto bravi e stimolati dalle cucine del mondo. Giusto puntualizzare però che l’aperitivo olandese non è offerto ma si deve prenotare in anticipo, è un servizio facoltativo, chi lo vuole lo può prenotare e consumare dopo l’evento. Altrimenti si può venire benissimo anche solo all’evento che è e sarà sempre a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. 

  1. Sulle dinamiche del palco: Moderare un autore internazionale con il supporto del traduttore Andrea Saieva richiede un ritmo e un’empatia particolari. Come ti sei preparato per gestire questo delicato e affascinante dialogo a tre voci?  

Penso di essermi preparato discretamente, non è la prima volta che mi capita di moderare un evento così. Speriamo vada tutto come sperato.

  1. Sulle preferenze personali: “La malinconia del viaggiatore” è strutturato come un collage di quattordici racconti. C’è un capitolo, o un aneddoto legato a uno degli artisti narrati da Brokken, che ti ha colpito maggiormente e che non vedi l’ora di sviscerare con lui sul palco?

Tanti, quasi tutti direi. Di certo l’ultimo capitolo sull’Albania è molto forte e attuale alla luce anche delle proteste che ci sono state lì di recente contro il resort degli immobiliaristi nelle aree protette. La letteratura dovrebbe proprio dare nuove chiavi di lettura per meglio comprendere le sfumature dell’attualità.

  1. 10)Sullo sguardo al futuro: Avendo alzato così tanto l’asticella per questa sesta edizione di “Libri in Cortile”, in che direzione sogni di guidare il futuro del festival? Quali sono le prossime frontiere che ti piacerebbe esplorare?

Il mio sogno è portare un giorno un Premio Nobel ad Agrigento. Sarà molto difficile ma voglio provarci, in alternativa potrei accontentarmi anche di ospitare uno scrittore come Michel Houellebecq!

 

La bussola dell’anima e il coraggio di restare. Roberto Bruccoleri accoglie ad Agrigento Jan Brokken

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