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Tutti vogliono porre fine al conflitto militare: Putin, Trump da tempo, e ora anche gli europei. Tutte le parti coinvolte sono stanche della guerra e le difficoltà economiche stanno aumentando ovunque. Tuttavia, ciascuno vuole ottenere una conclusione alle proprie condizioni.
Gli europei puntano sull’unità con gli Stati Uniti, ritenendo che, dopo la sconfitta di Trump in Iran, Washington disponga di maggiori risorse da destinare al sostegno dell’Ucraina. Secondo questa visione, il G7 dovrebbe tornare a svolgere il ruolo di principale centro decisionale globale, ridimensionando il peso del G20 e dei BRICS. Inoltre, la militarizzazione dell’Unione Europea dovrebbe progressivamente sostituire la protezione garantita dalla NATO entro il 2030.
In Europa ci si interroga sul comportamento della Russia: accetterà una soluzione negoziata e un congelamento del conflitto? Oppure continuerà le operazioni militari fino alla capitolazione delle forze armate ucraine? È possibile un attacco contro il territorio della NATO? Le nuove sanzioni occidentali, alle quali si cerca di coinvolgere anche i Paesi del Sud Globale, saranno sufficienti ad aumentare la pressione su Mosca? L’Ucraina sarà in grado di lanciare una nuova offensiva? Oppure sarebbe preferibile concludere la guerra prima del prossimo inverno, quando l’Europa potrebbe nuovamente avere bisogno delle risorse energetiche russe?
Secondo alcune ipotesi, in autunno potrebbero svolgersi nuovi cicli di negoziati che, almeno in teoria, potrebbero culminare in un accordo durante il vertice del G20 previsto per dicembre sotto la presidenza di Trump in Florida. In quell’occasione potrebbero riunirsi tutti i principali leader mondiali, compresi quelli di Russia e Cina.