La presenza della Madonna Nera

Le rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro hanno attraversato tutta la storia del cristianesimo ed ancora oggi si dedica alla Madonna Nera un culto appassionato. Le rappresentazioni generalmente riconosciute come Madonne nere sono statue ed icone lignee. Una Madonna Nera è una rappresentazione della Vergine accompagnata dal Bambin Gesù i cui volti e le mani hanno un colorito scuro. ​

Secondo l’ultimo censimento si sono schedate 745 rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro nella sola Europa. I dati numerici del censimento sono basati però su un indagine condotta on line. Per questa ragione l’indagine non è completamente attendibile poiché probabilmente considera siti dove il culto è ritenuto probabile ma non è stato confermato.

La Bruna, Matera (Basilicata) Michele Santangelo Ph.ALT
La Bruna, Matera (Basilicata).

“Nigra sum sed formosa”

L’ultimo convegno internazionale nel maggio 2010: «Nigra sum Culti Santuari e immagini delle Madonne nere d’Europa» si è tenuto ad Oropa e Crea. Alcuni studiosi dell’argomento e rettori di santuari mariani sono stati concordi nell’affermare che originariamente il colore delle Madonne nere era di norma rosato.

Dunque, l’annerimento delle rappresentazioni mariane era solo successivo dovuto alle condizioni ambientali e di conservazione. A parità di condizione, secondo questa teoria anche per le molte Madonne dall’incarnato chiaro, si doveva verificare lo stesso processo di annerimento.

Come le Madonne nere anche molte immagini mariane bianche sono molto antiche e nutrite di devozione. Anch’esse sono state sottoposte in passato alla polvere mossa dall’afflusso dei fedeli e venerate almeno inizialmente in piccoli luoghi di culto.

Inoltre il responso del convegno non spiega neanche, come mai non si sia patinato di bruno anche il policromo abbigliamento delle rappresentazioni mariane nere. Lo stesso processo doveva verificarsi anche per il trono tipico delle rappresentazioni scultoree più antiche designato dal latino Sedes Sapientiae.

Nere per scelta

Sicuramente molte rappresentazioni mariane sono state ridipinte più volte e alterate nel corso di restauri. Venivano inseriti elementi che non avevano niente a che fare con la composizione originale. In molti casi le rappresentazioni mariane sono state rimpiazzate per il loro deperimento, altre distrutte nei periodi dell’Iconoclastia o perse.

Quindi, le copie dovevano necessariamente essere scure in quanto la carnagione con la quale si erano impresse nella memoria dei fedeli riproduceva un incarnato scuro. Ovviamente da una copia non è possibile risalire all’originario colore della rappresentazione. In questo senso l’indagine scientifica in Italia ha fornito solo un esempio per provare la tesi dell’annerimento successivo delle Madonne nere.

Durante il restauro del 1981 il simulacro della la Madonna Nera di Crea è tornato ad essere chiaro. Quello che viene omesso dagli studiosi è che in un precedente restauro del Settecento la Vergine era stata rivestita con uno strato di biacche. Questo procedimento consisteva nell’utilizzo di biacche conservatrici bianche, quelle appunto che le conferiscono il pallore venuto allo scoperto.

Madonna del Terremoto, Potenza (Lucania) Michele Santangelo PH.ALT
Madonna del Terremoto, Potenza (Lucania).
Le icone bizantine

La teoria dell’annerimento successivo delle Vergini nere se valida afferma che vi era originariamente un solo tipo di rappresentazione mariana dall’incarnato roseo. Quindi, come si potrebbero spiegare le tante icone bizantine, diffuse in Italia meridionale ed Europa orientale. Queste rappresentazioni mariane erano create con un colorito bruno o nero per precisa scelta stilistica e teologica dell’artista.

E’ impensabile che gli agenti atmosferici e le condizioni di conservazione abbiano determinato l’annerimento delle rappresentazioni mariane solo nei volti e nelle mani. Sarebbe ipotizzabile che le vesti e lo sfondo del dipinto non siano stati coinvolti dal processo di negritudine?. Se così fosse l’annerimento avrebbe interessato il dipinto in tutta la sua estensione..

Le diffuse regine bizantine utilizzano un linguaggio espressivo che non conosce confini geografici e per questo sono un simbolo unificante tra Oriente ed Occidente. L’immagine della Vergine era in grado influenzare positivamente il dialogo tra la religione cristiana e quella musulmana. La Madonna nera rappresenta ancora oggi un immagine che può unire le più svariate culture e nazioni del mondo.

Gli artisti utilizzavano, nella creazione delle loro opere, diversi elementi orientaleggianti come i diademi regali tipici della cultura arabo – bizantina. Altri simboli ricorrenti della composizione sono: il trono, i globi terrestri o le mele, i gioielli risalenti ad epoche precristiane, e gli abiti scuri. Tutti questi elementi, ad esclusione del trono e dei globi terrestri o altro frutto generico, non sono presenti nelle statue ed icone dall’incarnato roseo.

Madonna del Sacro Monte di Viggiano (Lucania) Michele Santangelo PH.ALT
Madonna del Sacro Monte di Viggiano (Lucania).

Il colore nero

Ricollegandoci ai simboli dei colori, intesi in chiave profondamente religiosa e spirituale, è possibile dare una diversa spiegazione al fenomeno delle Vergini nere. Il colorito scuro delle rappresentazioni mariane potrebbe essere inteso come il colore dell’iniziazione alla vita eterna.

Era opinione comune che la vita avesse avuto origine dal nero. Al nero si attribuisce una potenzialità generatrice e feconda in quanto nel ventre materno conosciamo l’oscurità e ci prepariamo ad incontrare la luce. Il nero, dunque, non come fine ma punto da cui sorgerà la luce e per questi motivi il colore prescelto per raffigurare la Vergine. La Madre di Cristo, cioè colei che con la sua divina maternità ci ha realmente iniziato ad una nuova vita.

Dunque, nel colore scuro di molte rappresentazioni mariane alcuni studiosi riscontrano un segno simbolico del mondo soprannaturale e un richiamo all’origine della vita. Il colore bruno della Madonna e del Bambino sottolineava anche la loro alterità ed era considerato simbolo di umiltà.

Nei termini del linguaggio verbale, bianco e nero sono intesi come poli alternativi. Le rappresentazioni mariane pallide e scure sono espressioni simboliche della stessa idea – sostanza. Ci troviamo di fronte ad una congiunzione tra due opposti intesi come momenti complementari. Il nero in opposizione al bianco può e poteva essere intenso con una connotazione negativa. Questo presupposto, in ogni caso non ha impedito l’ampia diffusione delle Madonne nere durante l’età romanica (1000 – 1150). Pertanto il nero delle immagini non era percepito come fonte di disturbo nei fedeli.

Globo terrestre, Madonna Nera di Viggiano (Lucania) Michele Santangelo Ph.ALT
Globo terrestre, Madonna Nera di Viggiano (Lucania).

L’inesistenza di legami fra le rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro e le raffigurazioni delle divinità pagane

Le rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro, chiamate da alcuni studiosi Vierges Egyptiennes avrebbero avuto un attributo pagano, quasi demonizzabile in alcune epoche, ed addirittura ereticale. Questa teoria si fonda essenzialmente sulla lettura dei simboli cromatici che pongono l’accento sul colore nero delle rappresentazioni scultoree delle antiche dee.

Il richiamo và spontaneo ad Iside, Demetra, Artemide, Cerere, Cibele, Diana, le divinità celtiche ovvero le Matrone. Le antiche madri della civiltà mediterranea sono tutte epifanie di un’unica divinità primigenia: la Grande Madre della Terra, matrice di tutte le cose.

Tuttavia, la Madonna Nera non ha niente a che fare, almeno figurativamente parlando con le divinità femminili che vengono rappresentate sempre sole. L’unica eccezione è quella della divinità dell’antico Egitto: Isis con il figlio Horus. Anch’essa si presenta in trono ma in una composizione primitiva e nettamente diversa. Iside non ha nulla a che vedere con l’atteggiamento di madre premurosa delle rappresentazioni mariane dall’incarnato scuro.

Le ricerche di legami con divinità pagane mettono in risalto le analisi di correnti eretiche medioevali e leggende esoteriche. Queste indagini pongono l’attenzione sulla presenza di santuari di Madonne nere costruiti in alcuni casi sulle antiche rovine di templi dedicati a divinità pagane. Omettono che questo fenomeno non riguarda solo le Madonne nere ma anche molte chiese di Madonne dall’incarnato roseo.

Dunque il discorso non può trarre il suo punto di avvio dalla considerazione di un forte legame di continuità fra la nascita del culto della Madonna Nera e la preesistenza di un tempio pagano. L’adorazione in quel luogo di una dea testimonierebbe in tal senso solo un forte radicamento nel passato in quel sito di una certa cultura del sacro. Senza dubbio l’ascesa del culto mariano in generale avviene solo dopo la cristianizzazione di zone prima pagane.

Madonna dell'Icoronata, Foggia (Puglia) Michele Santangelo Ph.ALT
Madonna dell’Incoronata, Foggia (Puglia).

Il ruolo della Controriforma

Invero, prima della controriforma il nero delle immagini sembra non essere neppure percepito come rilevante. Questo presupposto ridurrebbe ancor di più la significatività delle diverse teorie, che mettono in risalto il collegamento del culto della Vergine Nera con una forma di sopravvivenza del culto delle dee.

Il fatto che il culto della Madonna Nera veniva accantonato dalla Chiesa perché le sue immagini rappresentavano una continuazione dell’iconologia pagana è da considerarsi una supposizione che però spiegherebbe l’opposizione della Chiesa cristiana d’Occidente nel riconoscere l’originalità del colore delle statue mariane nere, sostenendo, invece, che l’annerimento è solo successivo dovuto alle lampade votive accese in loro onore, alle condizioni ambientali, di conservazione, o dell’interramento.

Un’altra motivazione, probabilmente più attendibile, potrebbe essere invece rappresentata semplicemente dal fatto che le rappresentazioni della Madonna Nera potevano creare confusione in chi non aveva la cultura necessaria. Le raffigurazioni della Vergine dovevano essere tutte conformi all’incarnato roseo.

La presenza delle Madonne Nere nella cultura contadina

In realtà, la Madonna Nera era ed è sempre un fenomeno cristiano. Rappresentava e rappresenta insieme alla Vergine bianca un’ulteriore manifestazione dello stesso processo. Poi altro discorso è che il cristianesimo nel suo lungo e tormentoso sentiero dell’affermazione su credenze religiose antecedenti ha sostituito con la complessa e polivalente figura mariana precedenti divinità femminili strettamente legate ai cicli stagionali della produzione e della vita agraria.

Invero l’idea della Madonna Madre era molto radicata nella mentalità contadina. La maternità è funzione primaria nel senso della riproduzione della specie sia per quanto riguarda gli uomini che la natura. Molte sono le teorie che cercano di comprendere il poco noto fenomeno della rappresentazioni mariane caratterizzate dal colore scuro. Diverse opinioni sul culto della Madona Nera sono prive di fondamento scientifico.

Le informazioni riguardanti le intenzioni di chi scolpì e dipinse le Madonne nere sono assenti, poiché gli artisti non hanno lasciato alcun resoconto scritto. Infine, le fonti teologiche in senso proprio: riferite al culto della Madonna Nera a nostra disposizione, ci portano verso la conclusione del nostro viaggio.

Madonna della Clemenza, Roma (Lazio) Michele Santangelo Ph.ALT
Madonna della Clemenza, Roma (Lazio).

Forma, materia, dimensione spirituale e significato della Madonna Nera

La maggior parte dei restauratori parte dalla circostanza che molte Madonne nere furono scolpite in legno che si andò lentamente scurendo. I legni utilizzati, ad esclusione dell’ebano, non sono legni neri e non lo diventano. Quindi, le Madonne nere presentano il loro colore dall’inizio, sono originariamente colorate di nero, poiché il colore non derivava dall’essenza del legno.

La provenienza orientale di molte statue ed icone è infatti avvalorata dal materiale con cui sono intagliate. Il cedro di Libano, già noto agli antichi egizi non viene infestato o marcito da tarli né da altri insetti così detti xilophagi. Era considerato un legno sacro in tutto il Mediterraneo e fa delle regine scure già a partire dal materiale con cui sono intagliate un oggetto ritualmente simbolico.

Il discorso del legno che si và lentamente scurendo, il fumo delle torce, delle candele e lampade votive, la venerazione per lungo tempo in luoghi come grotte o piccole cappelle, sottoposte all’umidità e alla polvere mossa dall’afflusso di pellegrini sono, dunque, prove arbitrarie che non hanno un fondamento scientifico.

Gli artisti conoscevano ed usavano in modo mirato la tecnica dello svuotamento del tronco e altre tecniche mediorientali della scuola bizantina. Infondevano alle loro opere un messaggio di un simbolismo molteplice. La rappresentazioni mariane della Madonna Nera rappresenta un simbolo luminosissimo della storia del cristianesimo.

Madonna del Tindari (Sicilia) Michele Santangelo Ph.ALT
Madonna del Tindari (Sicilia).

Il fenomeno della Madonna Nera

L’assenza di luce non è che l’attesa che essa arrivi; il nero non è «la fine» ma il punto da cui sorgerà la luce. Tuttavia per quanto sia possibile indagare le tecniche degli artisti non esistono resoconti scritti sulle intenzioni di chi scolpì e dipinse le Madonne nere. Essi utilizzavano nelle loro opere elementi che rendono assolutamente uniche le loro rappresentazioni dall’incarnato scuro.

Ad esempio in alcuni simulacri di Vergini nere sono intagliati sul capo dei diademi regali tipici della cultura arabo – bizantina. Sono decorate con gioielli e pitture risalenti ad epoche pre – cristiane e le linee di certe Madonne scure pre – romaniche sono prolungate fino all’estremo. Soprattutto non sono vestite come nelle rappresentazioni sacre usuali, con il famoso mantello mariano azzurro. Questi sono tutti elementi non presenti nelle rappresentazioni mariane dall’incarnato chiaro. E un non elemento che non è presente in tantissime immagini scure è l’assenza di croci cristiane aggiunte solo in seguito.

Le Madonna Nera esiste perché vi è un culto ad esse dedicato. Una simile affermazione non ammette ulteriori domande, e cerca la sua risposta al tempo del cristianesimo delle origini. La Madonna Nera in termini assoluti (materia, tempo e spazio per lei non esistono), non ha delimitazioni temporali. Per lei mille o più secoli o un istante sono la stessa cosa, essendo essa perpetua ed eterna.

Le regine nere sparse in tutta Europa stanno ad indicare le antiche radici cristiane di questo continente. Molti miracoli si sono ripetuti e moltiplicati nei luoghi di culto della Madonna Nera. Questa è la motivazione per la quale i fedeli si rivolgono alla rappresentazioni mariane nere simbolo insieme universale e locale.

IEPA MONH KYKKOY, l'icona della Panagià Kykkiotissa, Santuario di Kykkos, Cipro. Michele Santangelo Ph.ALT
IEPA MONH KYKKOY, l’icona della Panagià Kykkiotissa, Santuario di Kykkos, Cipro.

L’esegesi della venerazione per la Madonna Nera

Nessuno degli abitanti di un luogo legato al culto di una Vergine Nera, sarà mai in grado di dimenticare l’esistenza di un simbolo religioso e di radicamento nel territorio così importante, e a meno che non si decida di copiare una statua già esistente e salvo qualche nuovo ritrovamento, nel nostro futuro non ci saranno più Madonne nere.

La totalità del tutto che si offre nel frammento di una Vergine Nera, frastagliata in una infinità di aspetti, si offre a tutto il mondo cristiano come: simbolo puro di fede, prova di una concreta devozione di lungo periodo.

Il viaggio di ritorno si è concluso perché tutto ha fine dove tutto ha inizio e non ci resta che chiudere il cerchio con l’immagine della Madonna Nera che ha preso forma in questa pagina.

A nome di tutta l’Italia rifugiamoci nelle mani della Vergine Santissima in questo momento difficile:

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo o Vergine gloriosa e benedetta”

Ringrazio Monsignore Jean Marie Gervais e l’Associazione Tota Pulchra per lo spazio e l’ospitalità.

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