Dark Mode Light Mode

I.A. – *Si vis pacem, para bellum*

Ascolta la versione audio di questo articolo (generata da IA).

Washington, DC, ieri, 25 giugno, al Summit delle economie partner di Pax Silica.
La foto ritrae i firmatari mentre espongono i documenti davanti allo sfondo con la scritta “PAX SILICA”. Ma vale la pena ricordare il detto romano (SPQR): *Si vis pacem, para bellum*. Allo stesso tempo, lo slogan “Seize the AI Opportunity” (“Cogliamo le opportunità dell’I.A.”) sintetizza lo spirito dell’incontro, tenutosi il 25 giugno 2026, durante il quale 35 nazioni hanno firmato la Dichiarazione sull’Opportunità dell’Intelligenza Artificiale.
L’iniziativa Pax Silica, programma strategico guidato dagli Stati Uniti e avviato nel dicembre 2025, mira a costruire catene di approvvigionamento sicure, resilienti e innovative per l’era dell’IA: dai minerali critici all’energia, dai semiconduttori all’infrastruttura computazionale, fino alla manifattura avanzata. L’obiettivo è ridurre le dipendenze da attori non affidabili, stimolare gli investimenti privati e rafforzare la cooperazione tra Paesi alleati.
Il risultato del summit è significativo: 35 Paesi hanno aderito alla Dichiarazione, sostenendo un approccio alla regolamentazione dell’IA orientato alla crescita e all’innovazione. Il documento sottolinea l’importanza di catene di fornitura affidabili, del coinvolgimento del settore privato e dello sviluppo delle infrastrutture necessarie per sostenere il progresso tecnologico.
Come evidenziato dal Sottosegretario Jacob Helberg, il futuro dell’IA non sarà deciso da chi stabilisce per primo le regole, ma da chi costruisce per primo — e di più: più energia, più capacità di calcolo, più chip, più talenti e più imprenditori. Un modello che punta ad accelerare innovazione e investimenti privati.
Parallelamente, nello stesso giorno si registra un’escalation nella competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Anthropic, società statunitense fondata da ex dirigenti di OpenAI e sostenuta da Amazon e Google, ha accusato Alibaba di aver condotto un’operazione illecita di “distillazione” del suo modello Claude.
Secondo una lettera del 10 giugno 2026 inviata ai senatori Tim Scott ed Elizabeth Warren, e condivisa con altri funzionari, soggetti collegati ad Alibaba e al suo laboratorio AI (Qwen) avrebbero utilizzato circa 25.000 account fraudolenti per generare oltre 28,8 milioni di interazioni con Claude tra il 22 aprile e il 5 giugno 2026. Anthropic ha definito l’episodio “il più grande attacco di distillazione noto” ai suoi danni.
La distillazione è una tecnica attraverso cui un modello meno avanzato viene addestrato sulle risposte di uno più potente, con l’obiettivo di replicarne le capacità — come il ragionamento complesso o l’ingegneria del software — senza accesso diretto ai dati o ai pesi originali.
Poiché Claude non è ufficialmente disponibile in Cina, l’operazione rappresenterebbe un aggiramento deliberato delle restrizioni tramite account falsi. Anthropic ha definito l’azione “sfacciata” e “illecita”, evidenziandone la gravità sul piano della proprietà intellettuale nel contesto della più ampia competizione tra Stati Uniti e Cina.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio: l’azienda aveva già segnalato tentativi analoghi, seppur su scala minore, da parte di altre realtà cinesi come DeepSeek, MiniMax e Moonshot.
Previous Post

Giovani, affitti e salari: perché costruirsi un futuro è così difficile?

Next Post

Un Ponte di Dialogo a Melaka: l'Incontro tra la World Organization of States e la Kampung Kling Mosque