Medio Oriente: Hezbollah insiste sul ritiro israeliano alle posizioni prebelliche; Qaani invoca l’applicazione del diritto internazionale
Beirut – Teheran
In un nuovo sviluppo che riflette la complessità del panorama regionale, il comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Ismail Qaani, ha affermato che la richiesta fondamentale del Libano è il ritiro delle forze israeliane alle posizioni che controllavano prima dello scoppio dell’ultima guerra tra Israele e Iran. Ha considerato questa condizione il requisito minimo per qualsiasi percorso verso la de-escalation e la stabilità.
I media statali iraniani hanno citato Qaani, il quale ha affermato che “i combattenti della resistenza libanese vedranno presto i frutti della loro resistenza”, sottolineando che sostenere la resistenza in Libano è “un dovere per tutti”, in un chiaro riferimento al continuo sostegno politico e morale che Teheran dichiara ai suoi alleati nella regione.
Il funzionario iraniano ha aggiunto che il raggiungimento di una stabilità duratura nella regione richiede il rispetto della sovranità degli Stati e l’adesione ai principi del diritto internazionale. Ha esortato la comunità internazionale ad attivare i meccanismi del diritto internazionale, accantonando interessi ristretti e calcoli politici, e agendo in modo da tutelare i valori umani e il diritto dei popoli alla sicurezza, alla sovranità e all’autodeterminazione.
Queste dichiarazioni giungono in un momento di intensa attività diplomatica in Libano e nella regione in merito al cessate il fuoco e agli accordi di de-escalation al confine libanese-israeliano, in un contesto di posizioni divergenti tra le parti coinvolte riguardo ai termini di un eventuale accordo e al futuro della situazione della sicurezza nel Libano meridionale.
Gli osservatori ritengono che la questione del ritiro israeliano dai territori contesi rimanga uno degli ostacoli politici e di sicurezza più significativi a qualsiasi soluzione auspicata, visti i continui sforzi internazionali volti a prevenire l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e a ripristinare la stabilità sul fronte libanese.