- Perché un libro sul credito oggi?
Perché oggi il credito ha un impatto diretto sulla fiducia, sulle relazioni e sul futuro delle persone. In tanti anni di lavoro, ho visto crescere modelli sempre più efficienti, ma a volte meno umani. *Credito Etico* nasce dall’idea che possiamo tenere insieme performance e profondità, numeri e valori. È un invito a cambiare sguardo.
- Cosa intendi per “etico”?
Etico non è perfetto, e non è moralista. Etico è ciò che tiene insieme coerenza, responsabilità e visione. Significa chiedersi: “Quello che sto facendo, costruisce fiducia o la consuma?” L’etica è una bussola, non un regolamento.
- Nel libro accenni alla necessità di cambiare certi approcci. A cosa ti riferisci?
Non parlo di colpe, ma di consapevolezza. Oggi servono meno pressioni e più domande giuste. Spesso si rischia di mettere la relazione al servizio del risultato, mentre dovrebbe essere il contrario. *Credito Etico* propone una rete costruita su ascolto, cultura e competenza. Non è solo più giusta: è anche più forte.
- A chi si rivolge il libro?
A chi lavora nel credito e sente che c’è ancora qualcosa da migliorare. Ma anche a chi, da fuori, vuole capirne di più: come funziona, cosa significa oggi concedere fiducia, quali sono le dinamiche profonde. *Credito Etico* è un libro aperto, pensato per chi cerca nuove chiavi di lettura — anche se non lavora nel settore.
- Cosa ti auguri che lasci al lettore?
Che si fermi un momento a chiedersi: “Io, come genero fiducia?” Non lascio ricette, ma prospettive. Se anche solo una persona cambierà il modo in cui ascolta o decide, vorrà dire che qualcosa è passato.
Perché il credito migliore non è quello con il tasso più basso. È quello che lascia qualcosa anche dopo la firma.