Ci sono echi che superano le distanze geografiche per farsi ponti, unendo la solennità dei marmi romani alla vibrante pietra dorata della nostra Valle dei Templi. Oggi, questo filo invisibile e prezioso porta il nome della dottoressa Marialuisa Zegretti, archeologa medievista e specialista in archeologia cristiana, che varca le soglie dell’Accademia Tiberina di Roma con il prestigioso titolo di Accademico Associato.
Varcare quei battenti non è una semplice gratificazione curriculare. Significa fare ingresso in un tempio laico del sapere che dal 1813 custodisce e promuove le lettere e le arti, un’istituzione le cui stanze hanno visto transitare i passi e i pensieri di giganti assoluti della nostra identità culturale, da Ugo Foscolo ad Antonio Canova, fino a Giuseppe Gioachino Belli. L’ammissione della studiosa agrigentina tra gli “Accademici Attivi” è, dunque, una consacrazione di altissimo profilo, ma è soprattutto una straordinaria occasione di riscatto e visibilità per l’intero panorama culturale della Sicilia centro-meridionale.Si tratta del naturale coronamento di un cammino rigoroso, tracciato lontano dai riflettori effimeri e costruito sulla passione per la ricerca. Dottore di ricerca al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana in cotutela con La Sapienza, Zegretti ha saputo imporsi all’attenzione della comunità scientifica con indagini di profondo spessore – come le preziose ricerche sul complesso paleocristiano di San Pancrazio a Roma – senza mai recidere il cordone ombelicale con la sua terra, testimoniato dal suo instancabile lavoro sulla topografia e la cartografia storica della Sicilia.
Ma la vera notizia, quella che scuote in modo tangibile il nostro territorio, è il riverbero che questo successo avrà su Agrigento. Perché Marialuisa Zegretti non è solo una brillante ricercatrice: è il motore pulsante della straordinaria e faticosa rinascita del Circolo dei Nobili in via Atenea, un risveglio reso possibile grazie alla dedizione dell’associazione Omnia Labor APS. È in questo snodo che emerge la statura dell’intellettuale moderna, capace di rifuggire l’isolamento della torre d’avorio per farsi militante e mettere il proprio prestigio al servizio della comunità. Nelle sue parole, lucide e appassionate, c’è la mappa di un futuro da scrivere:
“Questo titolo non è un traguardo statico, ma un punto di partenza,“ sottolinea l’archeologa. “La mia intenzione è mettere questa nomina al servizio della nostra terra. L’Accademia Tiberina offre strumenti straordinari come patrocini, collaborazioni editoriali ed egide scientifiche. Sarà l’occasione perfetta per proiettare le attività del Circolo dei Nobili e le ricerche su una vetrina di respiro nazionale, attivando sinergie culturali e scientifiche mai tentate prima.”
Ecco la forza di questa nomina: creare un canale istituzionale diretto, un’autostrada delle idee capace di collegare il cuore di Roma al salotto buono di Agrigento. Con questo nuovo e autorevole legame, la nostra città e il suo storico Circolo dimostrano di non essere soltanto gli stanchi custodi di un passato glorioso, ma laboratori culturali in pieno fermento. Luoghi capaci di scrollarsi di dosso la marginalità per tornare a dialogare, alla pari e con orgoglio, con le più antiche e nobili istituzioni d’Italia.